Federico Faggin: un italiano da Nobel - prima parte

SILICIO: Un testo che affronta in modo originalissimo il problema della coscienza

Come abbiamo anticipato in un nostro precedente articolo, pubblicato l'otto febbraio: https://www.civico20news.it/sito/articolo.php?id=43831, tenteremo, ora, di approfondire alcuni concetti espressi da Federico Faggin, il noto fisico vicentino, a proposito della coscienza.

Nel suo testo “SILICIODall’invenzione del microprocessore alla nuova consapevolezza”, Mondadori 2019, l’Autore affronta il problema della coscienza vista attraverso l’esperienza cognitiva dell’ Uomo e dei computer.

Dopo aver descritto le fasi della sua carriera professionale, nella parte finale del testo, Faggin cambia radicalmente l’oggetto narrativo, entrando con decisione nel tema della consapevolezza.

La descrizione risulta essere molto complessa e indiscutibilmente di difficile interpretazione, non solo per i contenuti espressi, ma soprattutto per la novità in essi presenti.

Per comprendere a fondo il suo pensiero dobbiamo fidarci dei postulati che ne creano le fondamenta e considerare che proprio Faggin ha “vissuto” direttamente delle “esperienze sottili” che lo hanno illuminato su queste nuove interpretazioni della Realtà.

Senza questa precisazione diventerebbe estremamente difficile entrare nell’ottica di tali considerazioni, ma le conclusioni alle quali giunge meritano sicuramente lo sforzo intellettuale che viene richiesto.

“Siamo entità coscienti che agiscono in un mondo fisico di cui il nostro corpo fa parte. Contemporaneamente viviamo una realtà interiore fatta di sensazioni, emozioni, sentimenti e pensieri. Fino a che punto il nostro mondo fisico è reale e oggettivo o, al contrario, è frutto di una nostra rappresentazione mentale?”

Faggin inizia il suo percorso sottolineando la non identificazione del corpo con la coscienza. In seguito scopriremo come la coscienza umana venga vista dalla maggior parte degli scienziati come un “epifenomeno” della complessità del cervello, quindi una proprietà della mente che si manifesta a un certo grado di evoluzione cerebrale, mentre secondo Faggin la coscienza potrebbe preesistere addirittura al Big Bang.

Il mondo viene visto come attraverso la nostra rappresentazione individuale, dove le informazioni dell’ambiente esterno sono veicolate all’interno dai sensi, elaborate dal cervello in una “esperienza multisensoriale”.

Secondo molti neuro scienziati “là fuori” vi è un mondo oggettivo che viene decontestualizzato dal filtro dei sensi e dall’elaborazione del cervello. Altri, come Don Hoffman e Chetan Prakash affermano che ciò che esiste fuori di noi non si avvicina nemmeno a ciò che percepiamo.

Inoltre, come abbiamo visto in un precedente articolo, la meccanica quantistica ci dona un’immagine della realtà molto lontana dalla nostra comune interpretazione dei fatti.

L’Autore prosegue domandandosi quale sia il significato della percezione della realtà:

“La mia conclusione preliminare è che la prospettiva materialista, secondo la quale esiste solo un mondo oggettivo fatto di materia, energia, spazio e tempo, sia profondamente viziata. Infatti se tutto fosse fatto di materia inerte e senza coscienza, come sarebbe possibile avere un’esperienza interiore?”

Oltre prosegue:

“Secondo questo modello (materialista, n.d.r.), le leggi ferree che governano il comportamento delle particelle elementari determinano anche come agiamo, indipendentemente da ciò che pensiamo o sentiamo. Noi siamo semplicemente dei meccanismi che credono erroneamente di avere libero arbitrio”.

Basterebbero già queste due dichiarazioni per aprire un capitolo sconfinato fatto di domande e di risposte che potrebbero espandersi all’infinito.

Secondo la teoria proposta dalla fisica classica il libero arbitrio è solo una vana chimera, ogni essere viene visto come il piccolo ingranaggio di un enorme orologio, nel quale ogni movimento potrebbe essere prevedibile se ne conoscessimo tutti i dettagli:

“Anche quando crediamo di aver preso una decisione libera, saremmo invece completamente controllati dalle leggi impersonali che governano il comportamento degli atomi e delle molecole di cui siamo fatti; gli stessi atomi che ci fanno pensare di aver preso una decisione libera”.

Se fosse vera questa considerazione non saremmo poi così diversi dai PC, dove una precisa programmazione comporterà una serie altrettanto precisa di risultati.

Faggin prende in considerazione le conseguenze sconcertanti della fisica quantistica che parlano di comportamento probabilistico delle particelle elementari, specificando che l’atto di osservare l’esperimento cambia sia l’osservatore che l’osservato:

“Secondo la teoria quantistica dei campi (TQC), il modello matematico più avanzato della fisica quantistica, ogni particella elementare non esiste come entità indipendente e separata, ma è uno stato eccitato di un omonimo campo quantico. In altre parole una particella non è un oggetto: è uno stato di un campo. Questa teoria è pertanto compatibile con la libertà di scelta, anche se non afferma che il libero arbitrio esista”.

Federico Faggin suggerisce che la "sostanza dei Sé", che si manifesta come coscienza, possa essere considerata un insieme di miriadi di Unità di Consapevolezza che interagiscono tra loro. Nello stesso modo con cui i campi quantici si combinano per creare atomi, molecole, esseri viventi, le Unità di Consapevolezza (UC) si combinano  per creare strutture gerarchiche di sé, allo scopo di conoscere se stesse.

Quindi la consapevolezza di un essere complesso proviene dalla somma delle micro consapevolezze delle parti che lo compongono, così come la complessità di una struttura vivente rappresenta la somma dei campi quantici di ogni particella che lo costituisce.

Questa considerazione ci porta a concludere che la consapevolezza di un organismo vivente provenga dalla consapevolezza dei campi delle particelle elementari. Ciò avverrebbe perché l’organismo complesso mantiene una sorta di coerenza semantica e simbolica con i campi delle particelle elementari che lo compongono.

Approfondiremo in seguito altri aspetti del pensiero di Federico Faggin, sperando di aver incuriosito il Lettore sulle suggestioni nuove e originali di queste coinvolgenti considerazioni.

Per chi desiderasse approfondire:

 

https://www.youtube.com/watch?v=Fu3xWGd9KiQ

https://www.youtube.com/watch?v=P_6nib6yqyM

https://www.youtube.com/watch?v=pQpJkFFLNAg

 

Domani martedì 15 marzo la seconda parte.

 

 

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Articolo pubblicato il 14/03/2022