Torino - Gianluigi Paragone presiede il Sit In di Italexit

In piazza Castello contro la visita del Premier Draghi

In occasione della visita in città di  ieri, martedì 5 aprile, di Mario Draghi per la firma del “Patto per Torino” con il Sindaco Lo Russo, Italexit ha organizzato un presidio di protesta a oltranza in Piazza Castello angolo Via Palazzo di Città.

 

Il Leader del Movimento ha incontrato la numerosa folla di simpatizzanti manifestando aperta critica contro
 

"la maggioranza del PD che in Sala Rossa, insieme con  la finta opposizione del centrodestra, battono le mani all'affarista che Governa l'Italia".

 

"Fuori dal Palazzo -  ha detto Paragone dal palco -  ho incontrato la Torino che soffre ma non intende arrendersi: i lavoratori sospesi per colpa del Green Pass, le famiglie e i piccoli imprenditori che non riescono a far fronte al caro-bollette, i giovani e gli studenti a cui viene precluso il diritto allo studio e alla socialità. Queste categorie portano in piazza le loro testimonianze e le loro istanze, a dimostrazione che la cosiddetta cura Draghi sta spingendo Torino e l'intera Nazione verso il baratro".
 

Assai provocatoria la locandina che annuncia la manifestazione: il Premier è raffigurato come un burattino tenuto in piedi da diversi fili - l’Unione Europea, l’Euro, la NATO e Big Pharma.

 

Secondo Italexit e per voce del Senatore Gianluigi Paragone

 

“sono i centri di potere che alimentano e indirizzano l’azione del Governo dei Peggiori. Draghi non risponde né al Parlamento né tantomeno al popolo italiano: è un ex banchiere a cui è stato dato il compito di concludere il processo di liquidazione dell’Italia avviato 30 anni fa con il Trattato di Maastricht. Questa visita è un insulto per una città che ha perso e perderà decine di migliaia di posti di lavoro e di piccole imprese".

 

L'incontro con la "Torino che soffre" si è chiuso con Paragone fra la folla per raccogliere personalmente le impressioni dei cittadini e per invitare altresì a sottoscrivere una raccolta firme contro la fornitura di armi ai belligeranti

 

"per non peggiorare ulteriormente una situazione assai critica che per il momento non preannuncia nulla di buono anzi si inasprisce giorno per giorno mettendo in serio pericolo la sicurezza del mondo".

 

 

 

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 06/04/2022