Eloisa Fusco: E.LOL Restauri, Restyling e Resine
Eloisa Fusco

Un simpatico incontro al Cortile del Maglio nell’ambito del Gran Balon di aprile

Nella mattinata di domenica 10 aprile mi aggiravo munito di notes e fotocamera, da buon cronista, nel Cortile del Maglio a Borgo Dora, alla ricerca di qualche realtà particolare del Gran Balon. Predominavano i banchi di abiti usati - genere che riesce a infondermi una forte malinconia - mentre gli altri venditori offrivano merce per me di scarso interesse e che non si prestava per foto ad effetto.

Deluso per questo aspetto di un dimesso mercatino rionale, stavo per allontanarmi alla ricerca di qualche soggetto più vivace nella via e nella piazza Borgo Dora, quando la mia attenzione è stata attirata da una esposizione, in via di allestimento, che proponeva seggiole foderate con stoffe dalla colorazione vistosa.

Ho iniziato a fotografarle con entusiasmo: ho conosciuto così Eloisa Fusco, la titolare dell’attività E.LOL Restauri, Restyling e Resine, con sede al Cortile del Maglio.

La sua specialità è il restauro di mobili, in primo luogo quello conservativo, più tradizionale, che porta a sistemarne le magagne e integrare le perdite di fregi e maniglie per poi applicare una nuova verniciatura tradizionale. Ma la specialità di Eloisa Fusco è il restyling che a base di colori vivaci che spesso prelude a una destinazione alternativa. Un restyling che risponde a una precisa filosofia: «Detesto buttare via qualsiasi oggetto, in particolare i vecchi mobili e offro così loro una seconda vita». A questo scopo, Eloisa ricorre spesso all’impiego della resina di solito usata per i pavimenti (la mia incompetenza in merito non mi permette di approfondire gli aspetti tecnici e di fornire ulteriori particolari).

In mostra per il Gran Balon e nel suo negozio-laboratorio al Cortile del Maglio ho osservato cornici di quadri, bottiglie rivestite con resina che simula le colature di cera tipica delle vecchie cantine prive di luce elettrica, cuori per San Valentino da usare come porta lumini, mobili, mobiletti, specchiere dai vivaci colori…

Molte le sedie con imbottitura variopinta, quelle che hanno attirato la mia attenzione e anche quella dei visitatori. Ha anche realizzato soffitti affrescati. La sua produzione si può vedere su Instagram e FB.

Eloisa è appassionata all’impiego della resina, come si è detto, e con questa ha anche concretizzato un progetto di vasto respiro. È il decoro di un edificio in via Giacosa 20, a Torino, di cinque piani, scanditi da lunghi balconi di aspetto metallico: sulla facciata spiccano robusti pilastri dall’intonaco di colore bordeaux che collegano i vari piani. Su questi, Eloisa ha inserito come fregio delle canne di bambù con foglie, vagamente stilizzate, allestite in resina, che ingentiliscono la severità geometrica caratteristica dell’intera costruzione.

Dopo qualche iniziale ritegno, Eloisa mi ha raccontato come è giunta a questa sua attività.

Nata nel 1970, dopo gli studi in lingue straniere con lunghi soggiorni all’estero, ha iniziato a lavorare presso una multinazionale, con mansioni riguardanti i contatti con nazioni estere.

Nel 2014, quando la multinazionale le pone la richiesta di spostarsi stabilmente in un lontano paese dell’Est Europa, Eloisa, anche per vincoli familiari e affettivi, rifiuta, si licenzia e si organizza una nuova vita.

Tra il 2014 e il 2015 inizia a frequentare come apprendista il restauratore Giuseppe Quercia: «Ho scoperto in questo laboratorio artigiano la mia vera vocazione - mi dice - se a scuola dovevo fare sforzi per apprendere e memorizzare, da Quercia imparavo con grande velocità i suoi insegnamenti tecnici e, soprattutto, li ricordavo benissimo».

È iniziata così l’attività della bottega artigiana E.LOL Restauri, Restyling e Resine: «E.LOL, questo nome è nato dalla mia abitudine di ridere a crepapelle».

Come sono solito fare intervistando gli artisti, ho indagato sui “precedenti giovanili” di Eloisa.

Da bambina era amante del disegno, i genitori non le lasciavano certo coltivare una attività manuale, col rischio di tagli e contusioni: allora era molto malvista anche per i maschi (parlo per esperienza personale!).

Qualcosa di quel periodo è rimasto: Eloisa mi mostra timidamente un suo quadro, sempre allestito con la sua beneamata resina, che giace non troppo valorizzato nel suo negozio-laboratorio.

Una attività artigianale che sconfina nell’arte?

Agli esperti la risposta, il cronista si limita a immortalarlo in una foto. Tanto più che Eloisa, abituale espositrice al Balon, coltiva un suo ambizioso progetto per il futuro: la realizzazione di pannelli di 1 metro per 2 dove saranno rappresentate le energie umane e della Natura, con immagini astratte e con figure.

Mi congedo da Eloisa in attesa di poter apprezzare queste sue nuove rappresentazioni artistiche.

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Articolo pubblicato il 19/04/2022