Torino. Intimidazioni ai membri dell'Associazione "Adelaide Aglietta"

Intervista esclusiva al coordinatore dell'associazione Andrea Turi.

Il 24 aprile scorso nella Città Metropolitana di Torino si è tenuto un corteo per celebrare la Liberazione dell’Italia dal Nazi-Fascismo. Come ogni anno l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.) ha messo “il cappello” sulla manifestazione e se n’è appropriata, quantomeno a livello ideologico.

Ciononostante i membri dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” di Torino hanno voluto partecipare sfilando con le bandiere dell’Ucraina – a sostegno del Popolo Ucraino invaso dalla Federazione Russa – e con le bandiere della N.A.T.O. Non lo avessero mai fatto!

Visto ciò che è accaduto ho contattato Andrea Turi, Coordinatore dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, al quale ho posto alcune domande per capire in modo chiaro la situazione ed analizzare i fatti in modo concreto e reale.

Andrea Turi voi dell’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” avete partecipato alle manifestazioni del 25 aprile e siete stati vittime – per citarvi – del “fascismo degli antifascisti”. Da cosa è scaturito questo attacco?

Come Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” abbiamo deciso di dedicare la Festa della Liberazione al popolo ucraino oppresso da due mesi da una invasione unilaterale di Putin. Abbiamo preso parte alla fiaccolata di domenica 24 aprile a Torino sfilando con le bandiere dell’Ucraina, dell’Unione Europea e della NATO.

Quest’ultima scelta ha attirato le ire di chi crede, evidentemente, che la guerra in Ucraina sia colpa della presunta espansione ad Est della NATO piuttosto che dell’invasione unilaterale del criminale Vladimir Putin. Ci hanno accolto con fischi e urla, hanno tentato di intimidirci e di impedirci di prendere parte serenamente ad una manifestazione.

So che all’indomani della vostra partecipazione ai cortei della Liberazione vi siete trovati la serranda della sede associativa vandalizzata con vernice rosso sangue. Cosa pensa che abbia animato questa rivendicazione?

Oltre ad essere stati oggetto di attacchi verbali e anche fisici, seppure di lieve entità, il mattino dopo ci siamo trovati con la sede vandalizzata. Abbiamo visto che su Facebook la pagina “Cambiare Rotta Torino” ha solidarizzato con questo gesto infame. I motivi sono gli stessi degli attacchi della sera prima, quindi disagio e ostilità per la nostra libertà di manifestazione.

Andrea Turi lei è stato vittima di una serie di pesanti e scurrili attacchi personali su Twitter. La sua “colpa” è stata quella di sfilare al fianco dell’A.N.P.I. con la bandiera della N.A.T.O. come segno di solidarietà al Popolo Ucraino. Come pensa di procedere?

Ho ricevuto decine e decine di insulti personali che non posso che giudicare vili ed illiberali. Oltre a bruciare bandiere, imbrattare sedi e minacciare dal vivo, non gli rimaneva che passare agli attacchi via social. Se mettiamo in fila tutti questi episodi viene fuori qualcosa di davvero inquietante che colpisce tutti noi, non solo me. Sto valutando le vie migliori per rispondere concretamente a questi attacchi.

Come cronista ho voluto cercare di capire che cosa avesse potuto spingere dei cittadini ad intimidire i membri di un’associazione con metodi al limite dello squadrismo.

Purtroppo, ancora una volta, bisogna prendere atto che una certa parte della Sinistra non accetta le opinioni non collimanti con le proprie e, anzi, cerca di porre veti a chiunque provi ad esprimere democraticamente il proprio pensiero.

Si può essere d’accordo o meno con la posizione che i “Radicali Italiani” hanno nei confronti del conflitto russo-ucraino ma bisogna ammettere che in una manifestazione per commemorare la libertà non è né consono né coerente minacciare ed intimidire chi ha la sola colpa di sfilare con una bandiera.

Giulio Manfredi, membro di Giunta della Segreteria dei “Radicali Italiani”, due giorni prima della manifestazione scrisse: “Diamo atto al presidente dell’ANPI di Torino, Nino Boeti, di avere riconosciuto il valore della Resistenza Ucraina e di non avere posto veti a nessuna bandiera. Gli chiediamo, però, con quali strumenti i partigiani ucraini possono opporsi a Putin se non con le armi fornite loro dall’Occidente, proprio come quasi ottant’anni fa gli angloamericani fornirono armi ai partigiani piemontesi.

Chiedo all’ANPI di occuparsi meno di bandiere e più del risorgere di preoccupanti rigurgiti di fascismo misto a qualunquismo”.

Nonostante Nino Boeti non avesse posto veti Andrea Turi e i suoi compagni Radicali sono stati insultati, intimoriti e minacciati tanto che la locale D.I.G.O.S. ha dovuto scortarli sino alla sede di Via San Dalmazzo per scongiurare eventuali aggressioni fisiche.

Sicuramente seguiremo la vicenda e i suoi eventuali sviluppi giuridici sperando che non abbiano a ripetersi simili situazioni che hanno tutto il sapore dello squadrismo d’altri tempi.

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Articolo pubblicato il 30/04/2022