"Tanto facile, così difficile" di Gianclaudio Maria Vianzone

Come incipit una preghiera attribuita a San Francesco

Quello di Gianclaudio Maria Vianzone è un libro dedicato alla spiritualità: una spiritualità interiorizzata attraverso un percorso di riflessione che contrassegna la ricerca di questo autore capace di spaziare tra Cristianesimo e religioni orientali, cercando analogie orientate in direzione della fede più autentica e spontanea.

Tanto facile, così difficile è un libro che ha come incipit una preghiera attribuita a San Francesco e che da qui si inoltra in non facile percorso lungo gli itinerari della spiritualità.

 

Esperto di filosofie orientali e di arti marziali, Vianzione ha scritto un libro intenso, che nasce dal suo innato bisogno di trasferire ad altri le proprie emozioni, al fine di farne strumento di relazione e di unione spirituale. Emblematico questo frammento tratto dal libro:

 

“Amo dire: siamo tutti lavori in corso. Il vero ricercatore sa che mai giungerà a una meta, ma poiché l’esperienza è il viaggio e lo spirito è impalpabile, mutevole, soggiogato alle leggi della natura, ma non vincolato da esse, pertanto in continua mutazione. Ciò che rimane stabile e inesauribile, ma in costante movimento, è l’energia divina, la sua protezione universale e i suoi modi di manifestarsi, anche attraverso gli esseri viventi”. 

 

Vianzone ha ragione quando prova a cercare una chiave universale per porsi nei confronti del sacro,

poiché l’esperienza del sacro è un’istanza connaturata, una necessità che da sempre accompagna l’esistenza dell’uomo. Dopo secoli di letture in chiave mistica, dopo le affabulazioni del positivismo e le stroncature del materialismo, il sacro risulta un valore che si presenta all’individuo come fatto che questi non può negare.

 

È un concetto fondamentale nella storia delle religioni, ma di non facile definizione; comunque il sacro non si trova in ogni cosa: non basta estremizzare il tutto ai quattro elementi per poi collocarli in ogni espressione, anche banale, del quotidiano.

 

Virgilio parlava di “aura sacra fames”: oggi questa istanza prorompente traspare nel disordine delle neo-mitologie, nell’invenzione di nuove religioni, nella forsennata ricerca di decodificare, in chiave comunque antropocentrica, il linguaggio della natura, per farla aderire a schemi in molti casi alimentati dalle ideologie.

 

Oggi, forse, da parte di molti esiste la consapevolezza che il sacro, nelle sue tante sfaccettature e interpretazioni personali, sia un’opportunità per uscire dal devastante vortice contemporaneo e trovare (o ritrovare) un equilibrio atavico attraverso le traiettorie di una sacralità che la nostra civiltà avrebbe messo da parte.

 

Il problema sta nel fare in modo che questa antica “cerca” non scivoli nell’irrazionale, perdendo così di vista la linea che separa dal profano.

 

Vianzone mette ordine in questo bisogno di sacro e di spirituale: riesce a farlo con grande onestà intellettuale e sulla base di conoscenze acquisite in anni di studio e di riflessione.

 

Lo fa con semplicità, come San Francesco…

 

Gianclaudio Maria Vianzone, Tanto facile, così difficile, Kemet, pag. 160, Euro 12,00

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 29/04/2022