Alessandria regala una “rotonda” a tutte le donne.

Una encomiabile iniziativa dal grande valore etico

 

Una splendida iniziativa per ricordare, in modo elegante, che il problema della violenza sulle donne è tutt’altro che risolto.

Sabato 30 aprile è stato collocato sulla rotonda tra Via Boves e Viale Massobrio, un simbolo molto significativo, che evoca senza retorica una importantissima questione ancora irrisolta.

Una grande scarpetta rossa è stata collocata al centro della rotonda per non far dimenticare gli atti di violenza perpetrati, ancora oggi e in tutto il mondo, da soggetti criminali che spesso sfuggono alla Giustizia.

Alessandria ha saputo realizzare, nel nome dell'etica, dello sport e della solidarietà verso le donne, un simbolo urbano di grande impatto che sarà ricordato per l'originalità e la bellezza stilistica che lo caratterizza. 

Il progetto è stato promosso da Me.dea, amministrazione comunale di Alessandria e da Monferrato Chapter.

 

L’idea vincente e assolutamente condivisibile, pone l’accento su un tema scottante di grande attualità, come ci ricorda Alberto Martinotti, ideatore dell’importante progetto e segretario del Monferrato Chapter:

Siamo felici di tornare ad organizzare eventi in città con me.dea, dopo l’avvio nel 2017 . Questa iniziativa conferma l’impegno del nostro gruppo, nel quale è presente una forte matrice femminile con molte donne che rivestono ruoli di rilievo, verso i temi di interesse sociale, in particolare verso uno di questi decisamente sentito dall’opinione pubblica, ma che necessita ancora di approfondimento per non rischiare di cadere in stereotipi o peggio ancora in atteggiamenti che giustificano o banalizzano la violenza. Con tutta l’energia dei nostri motociclisti, vogliamo affermare che gli uomini, quelli ‘tosti’, non alzano le mani sulle donne, le rispettano, le amano, le proteggono quando necessario. Speriamo che la scarpetta rossa diventi uno strumento di sensibilizzazione in questa direzione”.

L’Assessore Comunale per le Pari Opportunità di Alessandria, Cinzia Lumiera ha dichiarato:

“Insieme al Sindaco, abbiamo subito deciso di sostenere il progetto per comunicare un messaggio di forte sensibilizzazione e a memoria di tutte le donne vittime di violenza

L’Amministrazione Comunale si è spesa molto in questi anni, grazie alla collaborazione con il Centro me.dea, a tutela delle donne vittime di violenza.

Lo ha fatto mettendo in campo azioni importanti quali il chatbot comunale – per le richieste di aiuto da parte delle donne – e mediante una serie di iniziative legate al tema della donna, della violenza sulle donne e alla partecipazione ogni anno alla “Rete Viola” tra Istituzioni, nonché a un calendario fittissimo di occasioni di riflessione legato all’8 marzo con i nostri programmi annuali “Marzo Donna”. Questa dedicazione della rotatoria alla “Scarpetta rossa” rappresenta dunque un ulteriore gesto dall’alto valore simbolico: un invito alle donne a non sentirsi sole liberandosi dalle catene che le tengono legate e, al contempo, intende essere sia uno stimolo per tutti a non dimenticarci di questa piaga sociale che lede i diritti e allontana la parità tra i generi, sia la manifestazione della sincera condivisione di intenti tra Amministrazione Comunale e Centro antiviolenza me.dea”.

Gli Architetti Chiara Fornaro e Pierluigi Ponte, del prestigioso Studio alessandrino ArchiDesign LAB hanno realizzato il progetto innovativo, integrando la bellezza dell’opera con il valore simbolico dell’Idea che l’ha ispirata.

Ci auguriamo che questo tipo di rivisitazione, dai contenuti carichi di valore e di significato, possa ispirare altre future realizzazioni, donando alle nostre Città momenti di autentica riflessione su temi di cocente attualità.

Le operatrici e volontarie me.dea insieme alle donne del Monferrato Chapter hanno preso parte alla manifestazione motociclistica, vestendo con decine di paia di jeans la rotatoria di viale Massobrio e via Boves.

Il gesto simbolico ha voluto ricordare a tutti che la violenza non potrà mai essere giustificata o accettata da futili motivazioni, come quelle che hanno fatto annullare la condanna per stupro a carico di un "uomo", solo perché la vittima diciottenne indossava dei jeans aderenti.

Iniziative di questo tipo ci inducono a riflettere, ci invitano a considerare sempre che la violenza è un male curabile, e che la vile indifferenza è il suo miglior alleato.

Grazie quindi a tutti coloro che si sono spesi per ideare, progettare e finanziare questo prestigioso Simbolo di Amore e di Rispetto, donando ad Alessandria una spendida occasione per riflettere e soprattutto per non dimenticare.

 

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Articolo pubblicato il 01/05/2022