Torino: arte farmaceutica dall’epoca romana ad oggi
Giardino Giovanni Battista Schiapparelli, a Torino

Di Luca Guglielmino (Decima Parte)

Ottocento. - L’ultima farmacopea completa francese risaliva al 1748 e la legge del 21 germinale anno XI ne prescrisse una nuova che apparve però nel 1816 sotto Luigi XVIII, in piena Restaurazione.  

Nel Regno di Sardegna, il problema è, da un lato, il ritorno all’antico e, dall’altro, il fatto che ormai la chimica ha fatto passi da gigante e non si possono certo disconoscere le nuove scoperte e i nuovi studi.

Un editto reale apre comunque all’istruzione universitaria anche se la Scuola di farmacia è abolita (editto 8 agosto 1818), ritorna il Protomedicato e sono radiati gli insegnanti filofrancesi.

L’iter degli studi cambia perché chi desidera esercitare a Torino deve aver studiato retorica in un Collegio Pubblico, aver praticato cinque anni presso un farmacista a Torino e in questo tempo deve frequentare i corsi biennali di chimica farmaceutica e botanica all’Università.

Per chi vuole esercitare fuori Città, la frequenza universitaria è ridotta a un anno ma rimangono i cinque di pratica; l’età per gestire una farmacia è ridotta a 21 anni.

Le patenti di esercizio professionale sono rilasciate dal Protomedicato.

Gli esami erano severi.

Per coloro che volevano restare a Torino i professori esaminatori erano quello di botanica, quello di chimica farmaceutica, uno dei Sindaci del Collegio e un farmacista patentato. Le prove erano orale e pratica e questa comprendeva tre preparazioni chimiche e tre galeniche. Il tempo d’esame era ridotto per i farmacisti foranei e le prove pratiche erano due sia per la chimica che per i galenici. Tali norme rimangono in vigore fino al 1856.

Dal 1852 un nutrito gruppo di farmacisti, di cui il più noto è Giovanni Battista Schiapparelli (Occhieppo Inferiore, 1795 - Gassino, 1863), fonda la Società di Farmacia con lo scopo preciso di ottenere una laurea per i farmacisti.

L’unica concessione è il ritorno della Scuola di farmacia presso tutte le Università del Regno.

Si tratta comunque di studi teorico-pratici complessi.

Compare la figura dell’aspirante farmacista che svolge due anni di pratica presso una farmacia - una specie di apprendistato successivo ai quattordici anni, quasi un’ambientazione pratica per vedere subito da vicino l’arte - così da poter sostenere l’esame di ammissione alla Scuola con prova di italiano e elementi di scienze fisiche e di latino.

In caso di esito positivo seguono due anni a livello universitario ove si apprendono molte materie anche nuove: tossicologia, chimica inorganica e organica, botanica, mineralogia, storia delle droghe, farmacia teorico-pratica, il tutto completato da esercizi pratici di preparazioni sia chimiche che galeniche. Ovviamente a fine corso vi è un esame su tali materie.

Superato questo lo studente passa a rivestire la qualifica di Assistente Farmacista e viene impiegato in farmacia per due anni.

Dopo segue un esame in sette tesi: tre di mineralogia e botanica e quattro di chimica e farmacia teorico-pratica. Alla fine, si diventa Farmacista, abilitato all’esercizio in tutto il Regno di Sardegna.

Tale Scuola ha direttori insigni quali Michele Lessona, Angelo Abbene, Pietro Borsarelli.

Al momento della fondazione, i locali della Scuola sono sparsi in diverse zone di Torino: convento di san Francesco da Paola, dove vi è il laboratorio di chimica farmaceutica e l’anfiteatro di chimica; l’Orto Botanico; infine, vi sono varie aule nelle facoltà di scienze e medicina.

Il RD 4 marzo 1865 stabilisce in quattro anni i corsi di Farmacia, tre teorici e uno di pratica presso una farmacia autorizzata.

Il RD del 3 dicembre 1874 reca l’istituzione, presso alcune Scuole di Farmacia - tra cui quella Torino - la Laurea in chimica e farmacia quinquennale con doppio sbocco professionale sia come chimico che come farmacista.

Ma i percorsi per esercitare la professione di farmacista rimanevano comunque due: uno quadriennale e uno quinquennale.

Luca Guglielmino

Fine della Decima Parte - Continua

Foto del Giardino G.B. Schiapparelli eseguite da Milo Julini.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 05/05/2022