Politica. Lunga vita a Giuseppì Conte a capo del Movimento 5 Stelle?

Il miracolo scaturito della dazione di 300 mila euro a Grillo

La pandemia e la corte dei virologi televisivi, hanno contribuito a fiaccare negli italiani, l’attenzione e le curiosità per la politica politicante.

Poi sullo schermo sono giunti i tuttologi che sono così bravi a fantasticare sul nulla ed ostentando pure sicurezza. Dalla politica estera, alle risorse energetiche, sino a divulgare proprio tutto su gasdotti, gittata dei missili ed energia eolica, per poi entrare, con indiscussa sicurezza nel pensiero di Putin.

Nel frattempo gli artigiani del partitismo, oltre a prendersi smacchi internazionali, hanno dovuto subir in casa, ondate di ricusazioni e minacce di delegittimazioni. Ci riferiamo in modo particolare ai travagli di Giuseppì Conte, attaccato da giudici e militanti.

Il caso era poi divenuto patetico, perché il tapino, pur rendendosi conto del suo nulla cosmico, ha dovuto arrabattarsi tra delegittimazione personale e fine del M5S che dal nulla, l’aveva elevato a presidente del consiglio di due governi succedutesi nel segno dell’antitesi.

Un vero rompicapo. Ma poi ha escogitato un colpo di genio.

Il vero capolavoro, il nostro Giuseppe, l’ha compiuto rivolgendo le sue preghiere verso lo scoglio dei Mille , e dopo un piccolo rituale “molto” interessato, ha potuto annunciare che il Movimento 5 Stelle non si scioglie più e lui rimane  in sella. Accordo fatto! Ma  a quali “oneste e lungimiranti condizioni?

Conte si prende il partito e Grillo si caccia in tasca 300.000 euro all’anno per il suo blog.

Politica nobile e di alto livello!

I nostri moralizzatori  del Vaffà, continuano ed a caro prezzo a farsi condizionare, dapprima dal clan affaristico canavesano ed oggi, sono scesi alla spiaggia di Genova, foraggiando e benedicendo il nume tutelare che li gratifica, tenendoli  in vita. Particolari non da poco.

Conoscendo le diaspore dei grillini e le manovre dei parlamentari che versavano le mazzette concordate al Movimento, per poi pentirsi e ritirare le deleghe, sorge una domanda. Ma chi paga?

I 300.000 euro il movimento dove li prende? L’integerrimo parlamentare grillino dovrà sacrificare gli onesti guadagni per finanziare il Nulla ispiratore che pontifica e delira?

Domanda impertinente rimasta priva di risposta - Non saranno mica soldi pubblici di finanziamento alla politica?

Che bel Paese, ma non c’è una guerra in corso ed un governo che proprio ieri è stato costretto a varare qualche sussidio ai cittadini perché non soccombessero?

Grillo forse è riuscito a camuffarsi da profugo ucraino, sinistrato del Belice, oppure è un contribuente onesto e bistrattato dal fisco, in  attesa di ottenere risarcimenti decennali ?

La definizione ce la diano i lettori!

 

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Articolo pubblicato il 03/05/2022