Il "Popolo della Famiglia" contro il dibattito parlamentare sul Gender

Intervista esclusiva a Lucianella Presta, Coordinatore regionale del "Popolo della Famiglia".

Come già abbiamo visto in un precedente articolo, in Parlamento si torna a parlare di Ddl Zan e di possibilità delle Lobby Gay di portare le teorie del gender all’interno degli istituti scolastici.

Sul tema ho voluto interpellare Lucianella Presta, Consigliere Comunale di Pianezza (Torino) e Coordinatore regionale del “Popolo della Famiglia”, alla quale ho posto due domande sulla discussione della legge e sulle prossime Elezioni Amministrative del 12 giugno.

In questi giorni l’On. Elio Vito (Forza Italia) ha annunciato che il Ddl Zan torna in aula, dopo sei mesi dal suo affossamento dello scorso ottobre.
Tutti gli italiani che fondano la loro fede nel cristianesimo sono preoccupati perché questa legge mira a mettere un bavaglio a chi non è favorevole al gender.
Il “Popolo della Famiglia” quale posizione ha in merito?

Il “Popolo della Famiglia” sul gender ha preso posizione da quando è nato. E’ l’unico partito in Italia che ha nel proprio simbolo la dicitura “NO GENDER NELLE SCUOLE”, pur consapevole che questa scritta può far perdere voti.

Il primato educativo spetta ai genitori e ognuno può educare i propri figli come ritiene più opportuno, ma con i soldi pubblici non possiamo permettere che nelle scuole venga insegnato il gender: un’ideologia su cui gli ultimi Pontefici hanno preso posizioni inequivocabili e chiarissime.

San Giovanni Paolo II, nella “Mulieris dignitatem” del 1988 ribadiva la decisione del Creatore “che l’essere umano esista sempre e solo come femmina e come maschio”, Benedetto XVI ha definito il gender “uno sbaglio della mente”, e Francesco l’ha considerata una teoria “pericolosa e diabolica” definendola una vera e propria “bomba atomica”.

Dall’inizio degli Anni Novanta è in atto un processo che punta alla marginalizzazione dei Cattolici dalla vita pubblica. Questo processo ha prima portato alla cancellazione dei soggetti politici d’ispirazione cristiana (scioglimento della “Democrazia Cristiana” nel 1993 e del “Partito Popolare Italiano” nel 2001), per poi passare all’attacco sistematico dell’associazionismo cattolico più influente (penso in particolare alle campagne contro “Comunione e Liberazione” e “Opus Dei”), ma ora si mira al bersaglio grosso: si vuole intimidire la Chiesa Cattolica impedendole di influenzare il dibattito pubblico e politico sui temi etici.

Il Ddl Zan offre nuovi strumenti. Quanti prelati oseranno ancora affermare i principi del Catechismo della Chiesa Cattolica in materia, sapendo di esporsi a questo tipo di accuse?”.

Consigliere Presta, il 12 giugno prossimo il “Popolo della Famiglia” parteciperà alle elezioni comunali in diverse città.
Asti, Cuneo, Alessandria, tre capoluoghi di provincia, in cui si cercherà di portare il pensiero cristiano nel mondo della politica.
Quali sono per Lei le priorità da sottoporre al vaglio degli elettori?

La politica con la “P” maiuscola, come dice il Papa è un puro servizio alla Verità.

La politica, per realizzare in pieno il suo ruolo, passa dall’organizzazione della famiglia, intesa come nucleo base della società, fino ai diversi enti voluti dalla Costituzione (comunità, comune, regione, parlamento).

Il “Popolo della Famiglia”, presentandosi alle Elezioni Amministrative in molte città d’Italia, vuole costruire le fondamenta, l’ossatura, rimettendo al centro l’essenza, il nucleo: LA FAMIGLIA. In questi ultimi due anni, chi ha pagato il prezzo più alto è stata proprio la famiglia: la famiglia con disabili e malati, la famiglia numerosa, la piccola e media impresa generalmente a conduzione famigliare.

Delusi dalla destra e dalla sinistra scendono in campo mamme, papà, nonni e tanta gente che – mettendoci la faccia – dice “No” al pensiero unico, “No” ad una politica estranea alla vita quotidiana dei cittadini, “Sì” al reddito di maternità, “Sì” al quoziente famigliare, “Sì” alla riduzione della TARI per le aziende e i commercianti, “Sì” ai servizi essenziali gratuiti per i cittadini.

Il “Popolo della Famiglia”, in quanto soggetto politico fondato sulla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica è l’unica e vera alternativa all’attuale politica politicante”.

L’argomento è complesso e scottante ed è proprio per questo che continueremo a seguirlo con scrupolosa attenzione. La vita dei nostri figli va preservata da tutto ciò che può minarne l’equilibrio psico-fisico.

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Articolo pubblicato il 11/05/2022