La Procura della Repubblica di Cuneo archivia il procedimento a carico di Filippo Blengino

Storico riconoscimento della battaglia provocatoria dei "Radicali" e dei loro attivisti.

Il 1 settembre 2021 Filippo Blengino, Segretario politico dell’“Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei”, scriveva: “Ho documentato la crescita della coltivazione di una pianta di cannabis nella mia abitazione tramite post e video su Facebook. Il primo settembre gli operatori della D.I.G.O.S. sono venuti a casa mia. Hanno sequestrato la pianta e sono stato denunciato per istigazione al consumo di sostanza stupefacente e istigazione a delinquere. Spero di aver modo di chiarire la mia posizione per ciò che attiene una tematica che intasa le aule di giustizia dei tribunali”.

I più potranno dire che l’azione della Questura di Cuneo sia stata corretta e decisamente necessaria ma bisogna tener presenti alcuni fattori. Blengino nei suoi post non ha mai istigato nessuno a consumare sostanze (lui stesso non è un assuntore di sostanze stupefacenti) e non ha mai istigato nessuno a delinquere o a sovvertire l’ordine naturale dell’impianto legislativo italiano.

Gli avvocati Giulia Crivellini ed Alberto Ventrini, difensori di Filippo Blengino, già all’epoca dei fatti spiegarono che “la pianta è stata sottoposta a sequestro amministrativo – e non penale – a seguito della convalida rilasciata dalla Procura della Repubblica per la perquisizione. Non sono stati contestati reati per la coltivazione a fronte della sentenza della Corte Suprema che stabilisce la depenalizzazione per l’uso personale. Contestando, infatti, l’articolo 75 del Testo Unico in materia di Stupefacenti, si incorre in sanzioni amministrative non penali, come il ritiro della patente.

Sotto il profilo penale è stato aperto – almeno formalmente – un procedimento per l’istigazione all’utilizzo della sostanza stupefacente (articolo 82 del citato Testo Unico) e il 414 del Codice Penale che riguarda l’istigazione a delinquere”.

Ieri mattina, 11 maggio 2022, noi di “Civico 20” eravamo dinanzi al cancello della Prefettura di Cuneo per attendere la decisione che il Funzionario di Prefettura delegato dal Prefetto ha preso in merito al procedimento amministrativo a carico di Filippo Blengino.

All’uscita dal Palazzo del Governo Filippo Blengino e la sua legale avv. Giulia Crivellini si sono concessi in una breve conferenza stampa in cui hanno spiegato agli astanti che il procedimento si è concluso con un’ammonizione formale da parte della Prefettura. Il funzionario ha anche espresso a Blengino la richiesta di astenersi in futuro dal reiterare la condotta illecita che ha causato l’apertura del procedimento amministrativo in essere.

Durante la conferenza stampa Blengino ha anche reso noto che in data 19 aprile 2022 il Tribunale di Cuneo, per mano del Giudice delle Indagini Preliminari (G.I.P.) Dottoressa S. Nocente, ha disposto l’archiviazione del procedimento di cui all’articolo 414 del Codice Penale condividendo integralmente le motivazione del Pubblico Ministero, Sostituto Procuratore Francesca Lombardi.

Nella motivazione dell’archiviazione del procedimento penale la Dottoressa Lombardi ha scritto che “Nel nostro ordinamento viene infatti perseguito il consumo illecito di stupefacenti e la loro commercializzazione, nonché ogni attività che istighi ad una di queste pratiche. Non è tuttavia passibile di sanzione un comportamento che non istighi al consumo o non insegni a ricavare lo stupefacente dalla pianta che lo produce. Il comportamento del Blengino, in sostanza, non induce e non conduce in modo diretto e puntuale al consumo di sostanze droganti. Non è infatti possibili equiparare lo “stupefacente” alla pianta da cui questo possa eventualmente ricavarsi mediante procedimenti chimici specifici che – nel caso di specie – il Blengino non ha mostrato di compiere, né di insegnare”.

In conclusione del pubblico atto la Dottoressa Lombardi mette in luce come “il video e l’articolo paiono certamente essere inquadrabili in una battaglia politica e ideologica de jure condendo portata avanti dal Blengino, la frase “meglio legale che criminale” con cui si conclude l’elaborato pare ancora una volta confermare l’intenzione – sia pur provocatoria – dell’indagato di suscitare una protesta ed una discussione sul tema della legalizzazione delle droghe leggere e della loro coltivazione”.

Per questi motivi il Pubblico Ministero ha richiesto al Giudice delle Indagini Preliminari di emettere un decreto di archiviazione al fine di concludere la vicenda.

Il tema della legalizzazione, controllo e commercializzazione delle droghe leggere va avanti da anni e noi di “Civico 20” ce ne siamo occupati già in altre occasioni.

I vuoti legislativi lasciati in questa materia dal Parlamento italiano sono imbarazzanti e lasciano spazio alla criminalità organizzata che, tra le intercapedini del diritto italiano, costruisce la sua fortuna economica e la sua egemonia criminale.

La Procura della Repubblica, il Tribunale e la Prefettura di Cuneo, con la loro condotta armonica, hanno dichiaratamente fatto emergere una condizione paradossale e talvolta anacronistica in cui si vengono a trovare gli enti del diritto ogniqualvolta viene fermato dalle Forze dell’Ordine un cittadino in possesso di sostanza stupefacente.

Come ha fatto notare Igor Boni, Presidente dei “Radicali Italiani”, anch’egli convenuto a Cuneo per dare manforte e sostegno a Filippo Blengino, il legislatore non può far finta di non sapere che in Italia il 30% dei detenuti è in carcere per questioni relative alle droghe e che vi sono circa 5milioni di assuntori di sostanze stupefacenti sul nostro suolo nazionale.

Molti assuntori di cannabis, ad esempio, ne fanno uso per questioni terapeutiche certificate da medici facenti parte il Servizio Sanitario Nazionale. Anche per loro, però, spesso si muove la macchina della giustizia che li costringe a lunghi ed estenuanti procedimenti giudiziari.

La questione riguarda moltissime persone nel nostro Paese e sicuramente torneremo a gettare lo sguardo sul tema e a tenervi informati.

Per vedere la Conferenza Stampa integrale: "Meglio legale che criminale!".

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Articolo pubblicato il 12/05/2022