Cronache dalla Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino

Situazioni al limite per un mondo sconosciuto e dimenticato dalla politica nazionale.

Il 18 maggio scorso la dottoressa Monica Cristina Gallo, Garante del Comune di Torino per le persone private della libertà, ha presentato la sua relazione annuale sulla questione carceraria.

I dati divulgati sono preoccupanti.

Se si guarda alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino si vede che negli ultimi anni è aumentato in modo preoccupante il numero di detenuti giovani con un’età compresa fra i 19 e i 24 anni. Ad oggi, infatti, il 13% dei detenuti del carcere torinese è under 25.

Ai microfoni dell’agenzia giornalistica ANSA la dottoressa Gallo ha specificato che “le nostre strutture non godono ancora di buona salute. C’è un tasso di sovraffollamento ancora alto, con 1350-1380 presenze a fronte di una capienza di 1060, e c’è un aumento preoccupante di giovani detenuti.

Una città che ha un carcere pieno non è una città in buona salute. La giustizia riparativa diventi finalmente uno strumento che riesca a far diminuire il ricorso al carcere e a superare l’idea del carcere come unica effettiva risposta al reato”.

La situazione nelle carceri italiane è preoccupante e la tensione che si crea fra le quattro mura è palpabile.

Parlando proprio del carcere torinese non possiamo, infatti, non menzionare il caso dei 22 agenti della Polizia Penitenziaria a processo per violenze sui detenuti della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.

Il Sostituto Procuratore Francesco Pelosi ha coordinato una lunga ed intricata inchiesta scaturita da una serie di informative fattegli proprio da Monica Gallo in qualità di Garante Comunale per i Detenuti.

A seguito delle indagini effettuate dagli Uffici della Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Torino i 22 Agenti della Penitenziaria saranno processati per presunte torture avvenute all’interno del “Lorusso e Cutugno”.

All’interno del “calderone della giustizia” sono finiti anche l’ex-Comandante della Polizia Penitenziaria Giovanni Battista Alberotanza e Domenico Minervini, ex- Direttore della casa circondariale torinese. Per loro il Pubblico Ministero Francesco Pelosi ha ipotizzato i reati di favoreggiamento ed omessa denuncia.

Per due Sindacalisti della Polizia Penitenziaria, invece, la Procura della Repubblica del capoluogo sabaudo ipotizza i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio.

La realtà carceraria è sconosciuta ai più ma chi la conosce sa che è una vera e propria città dove succedono le medesime situazioni che accadono all’esterno.

C’è da augurarsi che Marta Cartabia, Ministro della Giustizia, si metta al lavoro per ridurre il sovraffollamento delle carceri e per dotare la Polizia Penitenziaria di consulenza psicologica, supporto e valutazione periodica, al fine di evitare che simili situazioni tornino a ripetersi.

Sicuramente torneremo ad occuparci del tema carceri e a tenervi informati perché è giusto dire: "chi sbaglia paga" ma è altrettanto giusto che l'errante possa pagare in condizioni decorose e dignitose.

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Articolo pubblicato il 20/05/2022