Torino. “Il grande inganno”. Controstoria della Seconda Repubblica

L’incontro con l’autore, l’ex ministro democristiano Paolo Cirino Pomicino

Viviamo in un’epoca ove le complessità  non trovano adeguati riscontri a causa della mediocrità dei nostri politici e purtroppo anche di non pochi ministri. Abbiamo conosciuto tempi migliori, ma purtroppo siamo scivolati in basso.

Sono tematiche che andrebbero conosciute, analizzate e assimilate.

Lunedì prossimo potremo averne la possibilità.

La DC Torino alle ore 17,30 di lunedì 23 maggio, ha organizzato presso Il Circolo della Stampa di Torino in corso Stati Uniti, 27 l’incontro con l’Onorevole Cirino Pomicino, già ministro e parlamentare di lungo corso, che presenterà il suo libro dal titolo:

Il grande inganno”.Controstoria della prima repubblica

Si tratta di un’analisi della storia politica Italiana che, in parte, coinvolge ovviamente il simbolo del partito che è stato un constate riferimento degli italiani sino al 1994, ma che non è tramontato.

L’incontro è aperto al pubblico.

In politica la realtà non è mai quella che appare. La narrazione dei vincitori «riscrive» la nuda trama dei fatti. Sugli ultimi trent'anni di storia italiana, paradossalmente, si è imposto il racconto dei vinti della storia.

È la sinistra di matrice comunista e statalista - la grande sconfitta del secolo scorso, divenuta il sorprendente alfiere del liberismo selvaggio e del conseguente capitalismo finanziario - a raccontare cosa è successo, in sintonia con una parte della magistratura inquirente.

Paolo Cirino Pomicino fa il controcanto alla storia «ufficiale» e - a forza di fatti, documenti e ragionamenti - offre una nuova e convincente lettura del passato prossimo e del presente. L'Italia vive una profonda crisi della democrazia, con la crescente invadenza del grande capitale finanziario e la progressiva trasformazione del ceto medio spaccato in due tronconi, il più piccolo dei quali è diventato una nuova classe dominante grazie alla finanza ingegnerizzata, mentre il ruolo dei corpi intermedi è pressoché scomparso.

Serve una nuova rivoluzione borghese capace di rilanciare cultura e democrazia nel sistema politico italiano, «anonimo» e sempre più personalizzato.

In questo quadro ha fatto irruzione, a fine febbraio, la guerra in Europa Orientale, con l'invasione russa dell'Ucraina.

Migliaia di morti, milioni di profughi e danni materiali incalcolabili hanno commosso il mondo e compattato l'Europa e l'Occidente.

Una svolta tragica, per un nuovo ordine mondiale?

Ma riflettiamo sulle puntualizzazioni dell’autore:

“Con il grande inganno mi riferisco a quello rivolto al Paese, al racconto del Paese di una volta che è stato messo nelle mani di quelli che sono stati battuti dalla storia e hanno detto balle. Una di queste era la necessità di cambiare il sistema elettorale proporzionale con il maggioritario che avrebbe dato una stabilità politica.

Nei primi 10 anni della Seconda Repubblica però abbiamo avuto ben sette governi con altrettanti cambi di maggioranza. Negli anni ’80, invece, solo quattro”. Così Paolo Cirino Pomicino, ex ministro del Bilancio, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, commenta il suo libro “Il grande inganno. Controstoria della Seconda Repubblica”, edito da Lindau.

“Oggi tutti lamentano che non c’è un partito in Italia che abbia una cultura di riferimento. In tutti gli Stati dell’Unione europea, i governi appartengono alle famiglie dei socialisti, popolari, liberali e Verdi.

L’inganno, poi, ha determinato l’impoverimento del Paese – ha aggiunto l’ex dirigente della Democrazia Cristiana -. Noi abbiamo i salari più bassi di Europa perchè da 28 anni l’Italia cresce ogni anno dello 0,8% e ciò ci pone tra gli ultimi per tasso di crescita in Ue”.
“Il capitalismo finanziario è la fonte delle diseguaglianze -ha affermato l’ex ministro – internazionali e nazionali. Si tratta di una finanza che invece di essere al servizio della produzione di beni e servizi è diventata un’industria distinta e questo affanna l’economia reale. Prendiamo il Mezzogiorno: una cosa sè la sofferenza di un sistema sanitario equilibrato come al nord, altro in un sistema sanitario di per sè deficitario come quella del sud Italia, cosa che aggrava la sua situazione.

La verità è che in questo periodo non ci sono state iniziative. Il Governo ha attivato 30 mila posti nuovi nelle amministrazioni centrali dello Stato, ma non ha dato risorse per aumentare il numero di medici necessari a fronteggiare i drammi della salute che nel mezzogiorno alimentano i viaggi della speranza.

Oggi siamo esangui, non solo non ci sono le premesse per una Terza Repubblica ma siamo ancora e drammaticamente nella Seconda”.

Secondo Cirino Pomicino, a distanza di un anno il governo Draghi avrebbe dovuto trasformare l’Agenzia della coesione in una grande agenzia di progettazione al servizio di Comuni e Regioni.
“Spesso si parla dell’esigenza della competenza e le persone finiscono con il pensare che le competenze che si chiedono alla politica sono quelle settoriali: medica, tecnologica e ingegneristica – sottolinea l’ex ministro -.

La competenza vera è quella politica, che fa avvertire i bisogni del Paese, gli interessi reali che esistono nella società e trovare il modo per mettere insieme interessi diversi, spesso contrastanti, per realizzare un progetto con una ricaduta positiva su tutta o sulla prevalenza della società.

Questa competenza è scomparsa, si tratta di un talento che non si impara a scuola ma si affina nelle Istituzioni, facendo prima il Consigliere comunale, poi il Deputato e casomai il Ministro. I tecnici al Governo esprimono solo concezioni e aspetti delle loro professioni”.

Dopo anni di incompetenze acclarate e  dichiarate, nonché di pagliacciate quasi giornaliere, sarebbe opportuno riflettere!

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Articolo pubblicato il 21/05/2022