Il leone del Risorgimento

Ricordo del generale Carenzi (di Alessandro Mella)

Molte sono le figure epiche del nostro Risorgimento nazionale ed ognuna meriterebbe un ricordo, una monografia, un cenno di gratitudine.

Tra queste spicca anche quella di un giovane soldato che, partendo dell’umile albergo paterno, divenne un valoroso ufficiale fino ad assumere il comando generale dei Reali Carabinieri.

Francesco Carenzi nacque a Novi il 12 agosto 1837 da Giovanni Battista e Maria Papa, regnicoli del Regno di Sardegna sul cui trono si trovava allora il giovane Carlo Alberto.

Dagli studi condotti da Francesco Melone, tuttavia, emerge un altro nome del padre, il quale si sarebbe chiamato, invece, Francesco. Come si evince dall’atto di nascita siglato nella Parrocchia di San Pietro, atto 5947 nel volume dei nati e battezzati dell’anno 1837.

Il Melone ne riporta il testo:

Carenzi Angelus Francisquius Ioannis Papt. A Francisqui et Maria Papa Ioannis iugalium natus decima secunda decimaquinta augusti batptizatus est solemniter a me rector Don Degaspari post privatum baptismum ob imminens patrinis D.Carolo Robutti q. Pompai et Rosa Papa nata Polastro. (1)

 Nella prima giovinezza il giovane novese studiò al Collegio di San Giorgio ed alla Regia Università di Genova con il desiderio di poter poi completare gli studi in ingegneria navale. Tuttavia, il fervore che si creò attorno alla guerra italo-austriaca del 1859 gli fece scegliere di seguire il cuore.

Volontario nell’Armata Sarda, ebbe i gradi di sottotenente nel 7° reggimento fanteria per proposta del generale Cialdini visibilmente colpito dall’ardore di quel giovane militare.  Da quel momento in poi la sua carriera prese il volo con la promozione a tenente ed il trasferimento al 19° sulla fine dello stesso 1859, il passaggio a capitano nel 1863 e la guerra del 1866, la Terza Guerra d’Indipendenza nella quale divenne ufficiale d’ordinanza del Re Vittorio Emanuele II.

Nel 1872 fu promosso maggiore e destinato al 67° reggimento fanteria, nel 1877 divenne tenente colonnello poi colonnello nel 49° fanteria nel 1881. (2)

Dopo un breve ritorno allo Stato Maggiore assunse prima il comando della Brigata Forlì e poi quello della Brigata Granatieri di Sardegna finché, finalmente, gli venne concessa la “greca” di generale nel 1888. Grado che gli valse anche il comando della Scuola Militare a Modena.

L’anno dopo iniziò l’avvicinamento alla politica nazionale attraverso la sua nomina a Sottosegretario di Stato al Ministero della Guerra:

A sottosegretario di stato per la guerra venne nominato il distinto maggior generale Carenzi nativo di Novi Ligure ed ora comandante la scuola di Modena, persona assai dotta ed in ancor giovane età. (3)

Promosso ulteriormente a tenente generale, nel 1894, assunse il comando della Divisione Militare di Piacenza e l’incarico di aiutante di campo del Re Umberto I.

Da lì a poco avrà, come coronamento di una lunga e prestigiosa carriera, il comando generale dell’Arma dei Reali Carabinieri quale ultimo incarico di prestigio prima del congedo.

Ma nel frattempo la politica l’aveva malvolentieri coinvolto ed il Carenzi venne eletto deputato per due legislature, nel 1890 e nel 1892, nel collegio di Voltri.

Sedette tra le file dell’allora centro-sinistra ed assistette ai travolgimenti politici che, complice la fallimentare politica coloniale, segnarono il crepuscolo di Francesco Crispi.

La sua abilità, l’esperienza, la sue sabaudissime sobrietà e discrezione, non sfuggirono a Giovanni Giolitti che lo rivolle sottosegretario alla guerra nel suo primo governo.

A quel tempo il Carenzi poteva vantare un medagliere di straordinaria importanza e tra le sue onorificenze e decorazioni si potevano scorgere le insegne di: grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia, commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio a Lazzaro, commendatore dell’Ordine di Francesco Giuseppe (Impero d’Austria), commendatore dell’Ordine di Leopoldo (Regno del Belgio), commendatore dell’Ordine del Leone di Zaeringen (Regno di Baden), ufficiale della Legione d’Onore (Secondo Impero e poi Repubblica Francese), cavaliere di 1 classe dell’Ordine della Corona di Prussia, Cavaliere dell’Ordine di Carlo III (Regno di Spagna), cavaliere dell’Ordine di Medjidiè (Impero Turco), cavaliere dell’Ordine di Danilo I del Montenegro e cavaliere del Real Ordine di Nostra Signora di Vila Vicosa (Regno del Portogallo). (4)

Quest’ultimo è ancor oggi patrimonio dinastico della Real Casa del Portogallo con gran maestro il Capo della Real Casa del Portogallo, Dom Pedro Duca di Braganza e di Loulè e come cancelliere Dom Nuno Cabral da Camara Pereira Marchese di Castel Rodrigo e Connestabile del Portogallo.

È questo un ordine molto prestigioso che molte volte ha ornato (ed orna) il petto di numerosi italiani.

A queste prestigiose onorificenze si aggiungevano la medaglia delle guerre per l’indipendenza con le fascette 1859 e 1866, quella per l’Unità d’Italia e quella commemorativa francese per la “Campagne d’Italie” del 1859.

Nel 1897, tuttavia, mentre si trovava a Roma, una polmonite l’aggredì.

La situazione peggiorò così rapidamente, e tanto violento fu il male, che i giornali nello stesso numero riportarono in sequenza notizie diverse tra loro ed in rapida successione. Così come, probabilmente, esse giungevano alle redazioni. Il loro susseguirsi trasmette chiaramente la rapidità fatale e la ferocia del malessere che nell’arco di pochi giorni lo consumò devastandolo di ora in ora:

Roma, 22, ore 17,20. Il tenente-generale Carenzi, comandante del Corpo dei carabinieri, malato di bronco-polmonite da due giorni, versa in gravo stato.

Roma, 22, ore 21,25. — Il generalo Carenzi trovasi all’Albergo Massimo D'Azeglio. Lo visitò l'on. Baccelli. Oggi ricevette i conforti religiosi. Si teme una catastrofe.

Roma, 22, oro 0,35. — Poco dopo le dieci, assistito dalla famiglia e da alcuni ufficiali superiori dell'arma dei carabinieri, è morto il generale Carenzi.

Il generale Carenzi, che si è spento ieri a Roma, era una simpatica figura di soldato, che aveva nell'anima tutta la lealtà di cui era improntato il suo maschio viso, terminante in un caratteristico pizzo alla Cialdini.

Prode soldato, ufficiale intelligente e colto, il Carenzi era stato altra volta chiamato dal ministro Pelloux a suo collaboratore nel dicastero della guerra nel Gabinetto Giolitti. Poco dopo ora stato mandato alla Camera dagli elettori di Voltri (XVII legislatura), e vi era ritornato nella legislatura successiva.

Ma la politica non era fatta per il Carenzi (…) egli diede volentieri l'addio a Montecitorio, dov'era entrato riluttante: e riprese a dedicarsi tutto, ed esclusivamente, alla vita militare, succedendo al generale Tallini nel comando dell'Arma dei carabinieri.

Il generalo Carenzi aveva sessantanni. La sua morte desterà grande compianto fra tutti coloro che, nell'esercito a fuori, ne hanno potuto pregiare il franco e cordiale carattere. (5)

Alla notizia della sua scomparsa furono molti i telegrammi che giunsero alla vedova, tra cui quelli del conte di Torino Vittorio Emanuele di Savoia Aosta e, soprattutto, quello dell’aiutante di Re Umberto I generale Vaglia:

La morte del generale Carenzi ha profondamente afflitto il Re, che anche recentemente gli dava prova della sua speciale fiducia ed affezione, chiamandolo al Comando dei Reali Carabinieri. L’Augusto Sovrano si associa al lutto di V. S. per la perdita del virtuoso consorte e Le porge vive condoglianze a nome pure della Regina e dell’esercito. (6)

Anche la Camera dei Deputati volle onorare l’illustre scomparso commemorandolo in aula:

Camera dei Deputati (Per filo telegrafico speciale da Montecitorio). Seduta pom. del 23 giugno. Roma, 23, sera. Presidenza del presidente Zanardelli. La seduta comincia alle 14. Commemorazione del generale Carenzi. Il PRESIDENTE: In seguito al desiderio ieri manifestato dall'onorevole Cavagnari, la Presidenza si fece un dovere di chiedere notizie della salute del generale Carenzi, che fu già nostro collega. Ora è dolente di dover comunicare alla Camera la morte dell'illustre ex-collega e ne ricorda le virtù militari e civili ed il grande patriottismo. (Vive approvazioni). (7)

L’uomo, amato e stimato, ebbe funerali imponenti con ampia partecipazioni di popolo e  di autorità giunte per rendere omaggio al valoroso soldato:

I funebri del generale Carenzi. Ci telegrafano da Roma, 24, ore 10: I funerali del generale Carenzi riuscirono assai solenni. Il corteo era interminabile. Procedevano carabinieri a cavallo; quindi venivano l'11° fanteria, la Legione allievi carabinieri e numeroso clero. Il feretro posava sopra un affusto di cannone velato di gramaglia, tirato da sei cavalli abbrunati. Sul feretro erano due spade incrociate, l'elmo, la fascia da generale, le decorazioni del defunto.

In prossimità dell’affusto notai l'on. Zanardelli, l'ammiraglio Acetani, il generale di San Maritano, il comm. Armando Raggio, il generale dei carabinieri Olivieri. Seguiva il cavallo del generale, velato di gramaglia: quindi promiscuamente gli onorevoli Rudinì, Biancheri, Pelloux, Sineo, Afan De Rivera, Luzzatti, Serena; i generali Albertone, De Sonnaz, Tarditi, Dal Verme, Sismondi, Di San Martino; numerosi deputati, specialmente liguri e piemontesi, tutti gli alti funzionari dei Ministeri, numerosi amici, molto signore in nero.

Su tre carri notavansi innumerevoli e superbe corone, fra cui alcune di proporzioni colossali, tutte di fiori freschi ed ornate di ricchi nastri. Lungo tutto il percorso si era assiepata numerosa folla, che salutava rispettosamente la salma. (8)

Qualche anno dopo la sua città natale, nel lontano Piemonte, volle eternare la memoria ed il ricordo del proprio concittadino con un’iniziativa tesa a consolidarne e proteggerne il ricordo:

Ad onore del benemerito concittadino, Generale Francesco Carenzi, verrà oggi, alle ore 14 scoperta la lapide commemorativa che il Municipio ha fatto murare nella casa Castelli in piazza Collegiata, coll’epigrafe: FRA QUESTE MURA IL XII AGOSTO MDCCCXXXVII NACQUE DI MODESTO LIGNAGGIO FRANCESCO CARENZI GENERALE LEGISLATOREE SOTTOSEGRETARIO DI STATO MORTO IN ROMA IL XXII GIUGNO MDCCCXCT II IL MUNICIPIO MEMORE GRATO.

Per la simpatica cerimonia si formerà il corteo nel Palazzo Civico alle ore 13 e 3/4 per proseguire poscia, appena compiuta la inaugurazione della lapide, al Teatro Carlo Alberto, nel quale avrà luogo un’altra festa geniale, la distribuzione dei premi agli alunni delle Scuole Elementari. (9)

Oggi il ricordo del generale Carenzi è garantito dall’ampia memorialistica dell’Arma dei Carabinieri che, con costanza lodevole e preziosa, tutela la propria memoria storica.

A garanzia del fatto che l’esempio di questi uomini valorosi non andrà perduto ed anzi sarà trasmessa ai giovani che andranno, via via, ad indossare i gloriosi alamari cari al nostro cuore.

Alessandro Mella

NOTE

1)https://novinostra.acosenergia.it/francesco-carenzi-un-novese-comandante-generale-dellarma-dei-carabinieri/ (Consultato il 27 marzo 2022).

2)Del 1872 fu anche, 3 novembre, il matrimonio con la signorina Anna Maria Carlotta Bisagno. (Calendario d’Oro - Annuario nobiliare diplomatico araldico, Roma, 1898, p. 319.).

3) L’Arco, 28, Anno II, 4-5 luglio 1891, p. 1.

4) Calendario d’Oro - Annuario nobiliare diplomatico araldico, Roma, 1898, p. 319.

5) La Stampa, 17, Anno XXXI, 23 giugno 1897, p. 1.

6) Calendario d’Oro - Annuario nobiliare diplomatico araldico, Roma, 1898, p. 319.

7) La Stampa, 173, Anno XXXI, 24 giugno 1897, p. 1.

8) Ibid., p. 3.

9) Omnibus, 46, Anno XXVII, 11 novembre 1900, p. 2.

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Articolo pubblicato il 06/06/2022