Torino - In ricordo di Eugenio Allegri

Cosa vuol dire onestà intellettuale

Nello studio dell'amico Stefano "Alice Van Dam", dove trascorro molto del mio tempo, ci fanno visita ogni tanto vari personaggi che gravitano intorno al Mestiere del Teatro e dello Spettacolo, tra i tanti ho avuto il privilegio di conoscere anche Eugenio.

 

Non veniva spesso, ma in una di quelle volte nel momento in cui stava per per andare via, gli chiesi se aveva un po' di tempo per me: mi serviva un parere su di un lavoro che avevo già ultimato, però mi serviva una visione da parte di altro linguaggio artistico rispetto al mio.

 

"Stefano mi ha parlato di te, lo vedo volentieri così capisco cosa fai".

 

Fu il primo a cui lo feci vedere. In verità io Eugenio lo conoscevo appena, non sapevo e non so ancora molto di lui; in quel frangente accettando mi fece un grande regalo: passammo davanti al monitor un decina di minuti, lo vidi coinvolto come lo sono le persone di passione.

 

Gli piacque molto, mi consigliò di asciugarlo perché eliminando alcuni dettagli il messaggio sarebbe stato più pulito e non avrebbe perso di efficacia. Ascoltai il suo consiglio e in effetti il risultato finale era migliorato, più fluido e non solo.

 

La lezione fu:

 

"Se non serve perché metterlo".

 

Con lo scorrere del video mi fece tornare indietro su di un dettaglio:

 

"Non lo conoscevo, ma siamo noi".

 

Mi chiese se avrebbe potuto usare quell'aforisma per un suo lavoro ed io gli risposi:

 

"Certo che puoi, lo ha scritto Pitagora quindi è di proprietà universale".

 

Capii in quel frangente cosa vuol dire onestà intellettuale:

 

"I grandi quanto più sono grandi, tanto più sono umili".

 

Gerry Di Fonzo

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Articolo pubblicato il 28/05/2022