Sotto l’ombrello della NATO

Finlandia e Svezia non saranno più Paesi neutrali

L’ONU – Organizzazione delle Nazioni Unite – fondata nel 1945, ha come scopo quello di “favorire la soluzione pacifica delle controversie internazionali, mantenere la pace e promuovere il rispetto per i diritti umani”. Il suo motto è: “Peace, dignity and equality on a healthy - Pace, dignità e uguaglianza su un pianeta sano”. Non è una alleanza militare.

La NATO - North Atlantic Treaty Organization, Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico – fondata nel 1949, ha come scopo quello della “organizzazione internazionale per la collaborazione della difesa”. Il suo motto è: “Animus in consulendo liber - Una mente libera nel prendere le decisioni”. A differenza dell’ONU, è una alleanza militare.

I recenti fatti dell’Ucraina inducono ad alcune considerazioni, con riferimento a questa due istituzioni.

Finlandia e Svezia da tempo hanno dichiarato la loro neutralità e non appartengono alla NATO che, come abbiamo appena detto, è una alleanza militare, ma appartengono all’ONU, insieme con Russia ed Ucraina, attualmente Paesi tra loro belligeranti. Dell’ONU fanno parte anche Bielorussia, Estonia, Lettonia, Lituania e Moldavia, che sono Paesi prossimi ai due in guerra. Un tempo, con Russia e Ucraina, erano territori della “Rus’ di Kiev”, il grande Stato medievale, che sembra essere il nocciolo duro del “Piano” di Putin per il ripristino dell’impero degli zar: “Russky mir”, Universo Russo, ma anche Mondo russo o Pace russa o Governo russo, perché diversi sono i significati della parola “mir”. Di questo suo “Piano”, Putin ha parlato in una conferenza stampa del 15.2.22 quando, a domanda del Cancelliere federale della Germania Olaf Scholz in merito al suo contenuto, rispose solo così, in modo lapidario: “Il Piano, noi sappiamo qual è”. Oggi possiamo dire che a questo “Piano” almeno dal 2007 - anno di fondazione di Russky mir - Putin ci stava lavorando col “soft power” della propaganda a livello mondo, il quale non se n’è accorto fino al 24 febbraio del 2022 quando il nuovo zar “in pectore” ha mostrato tutto il suo “hard power” latente e la sua spregiudicatezza, che ha indotto molti a dubitare del suo stato di salute anche mentale. Con la benedizione della Chiesa ortodossa, fidelizzata dalla comune campagna contro il degrado dei costumi dell’Occidente, Putin ha invaso l’Ucraina, fidando sul disinteresse dell’Europa innanzitutto e degli altri Stati nel mondo, tesi ognuno a cercar di tenere a galla la propria barca nella tempesta perfetta del secolo coi mille problemi sanitari, economici e sociali d’una devastante pandemia epocale.

L’invasione, prospettata come una comune “operazione militare straordinaria” della durata di pochi giorni, per la inattesa e significativa reazione degli Ucraini ha visto immediate stragi inaudite e distruzioni immani, da grande guerra, e si prolunga ormai da mesi. Il fragore di queste armi ha così risvegliato l’Europa da tempo addormentata e l’UE, mossa da uno spirito interessato e di pietà, ha sparato contro l’inumano invasore bordate di sanzioni che avrebbero dovuto annichilirlo, ma si è esposta però ai rinculi delle proprie armi, che le stanno creando ecchimosi anche dolorose, sempre più evidenti.

I Russi sanno bene cosa sono i rinculi e infatti quei soldati fanno spogliare i prigionieri ucraini per vedere se ne mostrano sulle spalle i segni causati da armi a canna lunga e capire così se hanno di fronte un soldato nemico o un civile, che finiscono comunque con un colpo alla nuca, perché sempre di nemico si tratta: è la guerra, che anche ad atti criminali come questi toglie ogni caratteristica di criminalità… e a sanzioni come quelle, toglie la capacità di far male solo dove dirette.

Gli accordi ufficializzati dall’ONU e dalla NATO stanno ora ponendo all’attenzione del mondo le problematiche di Stati che un trattato accomuna e l’altro, di cui pure fan parte, potrebbe chiamare alla difesa per tema di una lotta armata tra membri della medesima organizzazione. Finlandia e Svezia, nell’ONU con la Russia, temendo da questa un attacco inconsulto, come quello recente contro l’Ucraina, Paese ONU anch’esso come abbiam detto, si sono affrettata a chiedere di entrare nella NATO, per mettersi sotto il suo scudo protettivo. Orbene, se è giustificabile la loro preoccupazione, è in qualche modo forse comprensibile la reazione della Russia, che si sentirebbe ancor più accerchiata da una alleanza militare eminentemente difensiva, ma di ampie capacità offensive, con al suo interno anche gli Stati Uniti d’America, potenza militare dalle enormi disponibilità, anche nucleari. E allora?

Porre fine a questa guerra, e alle problematiche indotte, si potrebbe con un’altra guerra, ma questa sarebbe una guerra globale, che le immediate ritorsioni con impiego di bombe atomiche porterebbero alla fine del mondo; però, abbiamo motivo di ritenere che nessuno la voglia. Infatti, la terza legge di Carlo Cipolla sulla stupidità dice più o meno così: “Stupido è chi provoca danno ad altri creando danno a sé stesso”. Nel nostro caso danno, “mors tua”, non sarebbe “vita mea”.

Si vales, vàleo.

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Articolo pubblicato il 28/05/2022