Alla scoperta del colore con Cesare Botto

Opere in mostra presso la Fondazione Peano di Cuneo.

In un periodo in cui si parla solo di pandemia, guerra, inflazione e cose negative è importante gettare l’occhio oltre la staccionata e provare a cercare il bello che il mondo ci offre.

Tra le bellezze che ci vengono offerte in questo tempo vi è sicuramente “Macchine del Tempo – Opere anni ‘80”, una bellissima esposizione dell’artista cuneese Cesare Botto in mostra dal 28 maggio al 26 giugno presso la nota Fondazione Peano di Cuneo.

Cesare Botto, classe 1939, è un artista umile ma decisamente eclettico. La sua avventura pittorica è iniziata negli anni ’50 quando ha iniziato ad approcciarsi all’arte in maniera spontanea guardando a Ego Bianchi e a Luigi Colombo detto “Fillìa”.

Nel 1958 inizia un sessennio di studi pittorici e decorativi tra Cuneo e Torino dove si iscrive all’Accademia Albertina. In questi ambienti capisce che l’arte figurativa gli riesce bene ma sente un’attrazione irrefrenabile per l’arte informale. Con questa nuova concezione di pittura Botto riesce a dar voce alla sua gestualità ed al suo estro facendo del colore il suo “modus esprimendi”.

Le sue opere pittoriche sono un collage di colore, simbolismo, segno, tratto e marcatura. Nelle sue tele si scorge un grande amore per l’ambiente, la luce, e lo spazio inteso come luogo vivo e vissuto.

Il 1959 segna l’inizio di una serie di eventi fortunati per Botto. In quell’anno riceve il suo primo prestigioso riconoscimento: 1 premio “Augustus Minerva”; l’anno seguente fa la sua prima mostra personale, la prima di una lunghissima serie.

Gli anni ’80, quelli in mostra alla Fondazione Peano, sono per Botto prolifici e molto significativi. In quegli anni realizza decine di opere dipinte a olio, acrilico su tela, tempera, pastelli ed acquerelli su carta. Non c’è una tecnica pittorica che Botto non conosce, approfondisce ed utilizza. Per lui tutto è arte e tutto è espressione dell’anima, dell’inconscio e del profondo.

Chi vorrà visitare la mostra di Cesare Botto, ed essere rapito dalla tecnica unica di questo grande artista cuneese, potrà farlo visitando le sale della Fondazione Peano site in Corso Francia, 47 dal giovedì alla domenica con orario 16:00 – 19:00.

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Articolo pubblicato il 06/06/2022