Massoneria e Chiesa: prove di dialogo nel pinerolese

Nella splendida tenuta "La Michelina" di Pinerolo, si sono confrontate due realtā in conflitto da secoli, Massoneria e Chiesa cattolica

Non capita molto spesso di assistere al confronto fra un esponente della più importante Istituzione cattolica diocesana ed un'alta carica nazionale di un’Obbedienza massonica. Questo è quello che è avvenuto lunedì sera, 6 giugno, fra Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo e il Dott. Giancarlo Guerreri, Gran Maestro Aggiunto della Gran Loggia d’Italia ALAM.

Quello che ne è uscito è un incontro brillante. Pieno di spunti di riflessioni da entrambe le parti. La gestione del dibattito è stata gestita e moderata dal bravissimo Dr. Mauro Scanavino, nella splendida tenuta pinerolese de “La Michelina”.

Questo meraviglioso luogo settecentesco ben si accostava con gli importanti argomenti trattati. Il moderatore ha esordito facendo esporre ai relatori i contenuti principali riguardanti le proprie appartenenze e i propri percorsi spirituali, fino ad arrivare al nocciolo della questione, il rapporto fra le due istituzioni. Il Vescovo Oliviero è apparso molto aperto mentalmente, pronto a riconoscere e a scoprire di più su un mondo a lui ignoto, ma, a detta sua, estremamente interessante. Al punto da iniziare lui stesso a porre domande al correlatore Guerreri. “La Massoneria è una religione?” Chiede il Vescovo. Il Gran Maestro aggiunto di Palazzo Vitelleschi ha risposto nettamente di no. Ma ha asserito che negli alti gradi del Rito Scozzese Antico e Accettato si parla anche di metafisica, contrariamente ai primi tre gradi dell’Ordine, dove non vi è concesso parlare di politica o di religione.

A questo punto il Vescovo, sempre più incuriosito, ha posto una domanda sul piano sociologico. Domandando se la Libera Muratoria non fosse essa stessa un culto che tenda ad escludere chi non ne faccia parte. Dal momento che utilizza termini religiosi come “profano”, “tempio”, “sacro” ecc...

Giancarlo Guerreri ha risposto sostenendo che il percorso massonico utilizza terminologie religiose poiché attiene alla sfera del “sacro”; ma il metodo per arrivarci è diametralmente opposto a quello dogmatico e religioso. La Massoneria procede e arriva al sacro tramite l’uso di simboli e allegorie.

“I simboli sono archetipi che vanno intesi come meri strumenti, atti a riunire le parti intellettuali con quelle spirituali. Il mondo della ragione con quello delle idee.”

Il Gran Maestro Aggiunto continua dicendo che: “il simbolo in sé non può essere definito come un insegnamento comunemente inteso; esso è una chiave di lettura e di sottile comprensione atta a sviluppare la nostra conoscenza diretta. Il simbolo entra in contatto con la parte intuitiva della mente e ci comunica il significato.”

Il Dott. Guerreri fa notare inoltre che “simbolo di per sé, ha un significato etimologico che significa mettere insieme parti distinte, unire. Accezione diametralmente opposta a quella del termine ‘diavolo’, che equivale al senso di divisione.”

A queste parole la curiosità del Monsignore si è alimentata ancora di più. Dalla posizione iniziale di conferma di scomunica da parte della Chiesa, si è via via aperto a nuovi possibili punti di vista, arrivando a dubitare persino della posizione di condanna espressa dalla Santa Sede. “Forse si è trattato di una incomprensione reciproca?” Si domanda Mons. Olivero. “Forse la Chiesa vi ha sopravvalutati interpretandovi come un’altra religione?” Più che parole di condanna il Monsignore ha continuato a rivolgere diverse domande lungo l’arco della serata. Riguardo la Fede e il Dogma è ricorso spesso ad esempi calcistici, legati al tifo da squadra. Questo per meglio far intendere concetti complicati di teologia.

Colpito dalla spiegazione sui simboli del Dott. Guerreri, il Vescovo aggiunge quelli che potrebbero essere i punti d’incontro fra le due istituzioni. Ovvero l’utilizzo della dimensione simbolica intesa come conoscenza potrebbe essere uno strumento didattico per far avvicinare l’Uomo alla spiritualità. Oliviero aggiunge che “in una società intrisa di ragione strumentale il credente può ricorrere anche al simbolo per avvicinarsi alla Fede. Il vero credente non è un fondamentalista, ma colui che dubita. Esso è simile a San Tommaso, ovvero un non credente che prova a credere”.

L’incontro si conclude con la consapevolezza che il dialogo e lo scambio di idee risultano sempre costruttivi, anche per due Istituzioni che da secoli si sono osteggiate.

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Articolo pubblicato il 11/06/2022