186° Anniversario della fondazione dei Bersaglieri a Torino

I nuovi compiti dei “fanti piumati” in congedo nell’attualità

Domenica 19 giugno 2022 ore 17,00 ai giardini A. La Marmora di via Cernaia a Torino, si è svolta la cerimonia commemorativa del 186° anniversario della fondazione del Corpo dei Bersaglieri, avvenuta, su proposta dell’allora maggiore dei Granatieri Alessandro La Marmora, al Re di Sardegna Carlo Alberto.

Era il 18 giugno del 1836 e questa fatidica data resta un riferimento indimenticabile per tutti i bersaglieri.

Dopo due anni di comprensibili limitazioni di movimento per causa della pandemia da Covid-19, il raduno bersaglieresco in questa caldissima giornata, che sfiorava la percezione dei 40° di temperatura, resta in ogni caso una occasione di festoso raduno liberatorio. La sensazione di essere ritornati alla normalità, sempre con la dovuta prudenza, era palpabile tra i fanti piumati e tra gli amici simpatizzanti e sostenitori.

La cerimonia commemorativa, come da prassi consolidata, si è svolta nel rispetto del cerimoniale tradizionale, con la partecipazione della Fanfara “A. La Marmora” di Torino al completo degli elementi e di diversi virtuosi trombettieri solisti.

L’apertura si è celebrata con gli onori ai caduti, seguita dalla deposizione della corona al monumento di Alessandro La Marmora, dalla benedizione del nuovo labaro della Sezione “A. La Marmora” di Torino da parte del novantanovenne sacerdote don Cosimo Tondo. Questo in ossequio delle nuove direttive in merito alla Identità di Gruppo emanate dall’ A.N. B. di Roma.

Procedendo sono seguiti i discorsi di circostanza del Presidente Regionale (dr. G. Galavotti), del colonnello G. Scandura e del Presidente della Sezione “A. La Marmora” di Torino (M. Chendi).

Importante il contenuto dei brevi discorsi che si sono succeduti e tutti concentrati sul fatto che l’evento commemorativo in oggetto non voleva essere esclusivamente una esaltazione militaresca, bensì evidenziare l’impegno concreto del Bersaglieri della sezione “A. La Marmora” nella società civile, nella realtà delle azioni di solidarietà, nella protezione civile.

Questa particolare scelta non è una novità recente, in quanto fin dalla fondazione della Sezione “A. La Marmora”, nel lontano 1886, questa associazione già si configurava, per statuto, una “società di mutuo soccorso”. Ovviamente questo impegno era condiviso da tutte le sezioni presenti alla commemorazione ed estensione a tutte quelle d’Italia.

Terminata questa prima parte iniziava la “sfilata” dei labari, della sezione “A. La Marmora” con la Fanfara in testa a cui seguivano le sezioni Bersaglieri della provincia di Torino (Poirino, Santena, Villastellone, Orbassano, Cambiano, ecc.).

Il percorso, come da programma prestabilito (via Santa Teresa, piazza San Carlo con deviazione in via Roma, via Cesare Battisti) era contrassegnato dalla squillante fanfara e dai canti bersagliereschi e terminava in piazza Carignano, dove tra una folla di cittadini interessati e plaudenti, iniziava il “concerto” della Fanfara “A. La Marmora”, in pratica il momento più atteso e spettacolare della manifestazione.

Senza ombra di dubbio la Fanfara, attraverso un nutrito repertorio di canzoni bersaglieresche e diretta con grande maestria dal suo “direttore”, ha offerto un’esibizione di bravura, di potenza sonora e di spettacolarità, evento questo evidenziato dai continui applausi dei cittadini partecipanti alla manifestazione.

Un’iniziativa inedita ha contribuito a incrementare il successo di questa “performance”: la presentazione e il commento di ogni brano musicale, che ha permesso all’uditorio di apprezzare il significato del brano e del contesto storico in cui l’autore lo aveva scritto.

Inoltre, un momento toccante ha trovato la giusta espressione nella manifestazione: l’omaggio musicale della “carettiana” alla pronipote del colonnello bersagliere Aminto Caretto (Crescentino, 7 ottobre 1893), decorato di medaglia d’oro al valore militare alla memoria, deceduto a Serafimovic sul fiume Don in URSS il 5 agosto 1942.

Ricordiamo che il colonnello Aminto Caretto all’epoca era già stato decorato con 3 medaglie d’argento, 3 medaglie bronzo e con una Croce di guerra al valore militare.

È sempre stata consuetudine, a conclusione del concerto, suonare e cantare l’inno nazionale italiano. Il Capo Fanfara, maestro Ezio Petrini, percependo il particolare clima di partecipazione dei cittadini presenti, li invitava ad associarsi alla Fanfara stessa e ai Bersaglieri presenti per cantare “coralmente” l'Inno di Mameli, consacrando pertanto un momento emozionante e di condivisione collettiva dell’evento.

Possiamo dire in conclusione che la cerimonia commemorativa ha avuto un notevole successo.

La presenza dei Bersaglieri a Torino e in tutto il territorio nazionale è ancora sinceramente apprezzata dalla stragrande maggioranza della popolazione: questo per le loro caratteristiche e tradizionali espressioni, tra cui la Fanfara, i canti, il passo di corsa e le piume al vento.

La presenza dei “Bersaglieri in congedo”, custodi e rappresentanti delle antiche e gloriose memorie, ci autorizza a dire: “Lunga vita ai fanti piumati!”.

Foto di Flavio Liva.

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Articolo pubblicato il 24/06/2022