Proseguiamo con la Seconda Parte dell'intervista al Prof. Lino Grandi, Direttore delle Scuole Adleriane di Psicoterapia

Le parole sono tutto... il valore del significato...

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Seconda Parte

G.G.: La paura generica della morte, può da sola giustificare il diffuso grave malessere? Oppure Pandemia e guerra hanno semplicemente slatentizzato un disagio esistenziale di una Società in netto declino?

L.G.: l’evitamento che l’uomo, pur con le note eccezioni, attiva per difendersi, per allontanare, per negare la morte, precede la valanga di angoscia scatenata dai gestori dell’informazione in occasione della pandemia. Interessante è l’osservazione del degrado socio-culturale della Società, laddove ha trovato terreno fertile la slantentizzazione del disagio esistenziale. Le potenzialità dell’uomo da sostenere ed incentivare per un sostegno de benessere, grazie anche al contenimento ed alla gestione degli stimoli devastanti della realtà così come viene presentata, necessita di rinforzo, di cura, di ripristino della speranza, di co-costruire una fiducia di base che possa permettere di affrontare anche i drammi della vita, soffrendo senza però cadere nella frantumazione dei valori umani (con annesso ricorso a psicofarmaci, droghe, suggestioni ed altro, nel rischioso ed autolesivo abbandonarsi alle vie brevi, che inevitabilmente esitano in sostanziali inadeguatezze).

G.G.: La sensazione che il “Sistema” voglia ridurci a esseri privi di volontà, gestiti da una oligarchia ipertecnologica senza scrupoli, si sta diffondendo su molti canali social presenti sul web. Senza entrare nel merito della reale presenza di un concreto pericolo dovuto a questo tipo di deriva sociale, il solo fatto che circolino tali idee può comportare, di per sé, una causa di instabilità psicologica.

Quali strumenti possiede la Psicologia (Psicanalisi) per risolvere o attenuare gli effetti di tali cause?

L.G.: Credo si tratti di un convincimento sempre più esteso, in specie laddove la cultura è considerata un valore pericoloso, che il “sistema” operi per una massificazione delle persone, riducendone le potenzialità critiche ed incentivando uno psicologismo tendenzialmente fatalistico. La psicologia psico-dinamica ha in sé le potenzialità per ripristinare e rilanciare aspettative e conferme di benessere, costruendo una diga atta a contenere la deriva sociale che Lei intravvede. Le più urgenti iniziative da assumere richiedono un impegno di promozione culturale rivolta in particolare alla prevenzione, alla formazione che contenga il dilagare del pensiero unico, del politically correct, ed avvii il sostegno della promozione dell’elaborazione, della riflessione, della dialettica. E tutto ciò a monte di un lavoro più in profondità, quale ad esempio un percorso di psicologia clinica psicodinamica.

G.G.:  Si parla sempre di più di malattie psicosomatiche, in questo ambito può intervenire, e se si come, la Psicologia clinica?

L.G.: non disdegnando il supporto farmacologico, laddove sia opportuno contenere la sofferenza, senza però mai scordare che il limite della farmacologia è che l’efficacia della stessa riguarda essenzialmente la sintomatologia, per operare proficuamente nell’ambito delle malattie psicosomatiche (peraltro sempre più diffuse e pervasive) è non solo consigliabile, ma soprattutto fondamentale l’operare con gli strumenti propri della psicologia clinica psicodinamica. E ciò perché la ricerca del clinico è rivolta alle cause, a ciò che sta a monte, a quel “funzionamento” dello psicologismo umano che illusoriamente proponeva uno stile di vita volto al benessere ma che, non si può evitare di constatarlo, possedeva in sé quei “batteri” che avrebbero in seguito favorito la penetrazione invasiva del disturbo psicosomatico. Posso affermare con onestà intellettuale che la psicologia clinica psicodinamica è l’unica in grado di rispondere e di ripristinare il bisogno di benessere del sofferente di disturbi psicosomatici.

G.G.:  Prof Grandi, Lei ha fornito delle risposte concrete e convincenti, delle risposte che hanno spiegato in modo esaustivo quale sia il reale compito della Materia che Lei studia e applica come terapia sui Suoi pazienti.

Un’ultima domanda: Prof. Grandi qual’ è la Sua “Idea del Mondo”? la Terra è ancora da considerare una straordinaria opportunità di Evoluzione biologica e di Crescita esistenziale?

L.G.: grazie per la benevolenza che Lei mi esprime. Mi permetta di ribadire l’utilità, la necessarietà della ricerca e della professione dello psicologo clinico. Sono preoccupato per il degrado che avverto a livello culturale, nel mondo occidentale, e che coinvolge anche la pratica psicoterapeutica. Apatia, pressapochismo, accidia, narcisismo ed altri fenomeni depauperanti connotano questi nostri tempi; non intendo però generalizzare poiché molte sono le risorse che tutt’ora vengono poste in campo, osteggiano le potenzialità che comunque non sono venute meno, ma che avrebbero necessità di essere coltivate, incentivate. È doveroso rilanciare l’amore per la cultura, nonché la sua efficacia per una migliore qualità della vita. Per quanto riguarda il settore cui ho dedicato la mia vita, mi si consenta di denunciare un certo qual pressapochismo, accompagnato da una non lodevole presunzione. Constato che persone bisognose di un supporto psicologico, spesso si affidano ad un operatore senza aver svolto le necessarie indagini che consentono di acquisire elementi che favoriscano la scelta di un professionista capace e dotato di esperienza e dal valore riconosciuto. Sul tema potrei dilungarmi, ma preferisco rinviare ad altra opportunità. Mi si consenta di ribadire quanto appare implicito nel corso dell’intervista: solo un impegno mirato al rilancio di una cultura aperta, dinamica, riflessiva, elaborativa, dialettica ecc.. potrà consentire, e sono al riguardo ottimista, al nostro habitat la necessaria Evoluzione, anche biologica, e la Crescita esistenziale, che sono prerogative dell’umano.

G.G.:  Ringraziamo e salutiamo il Prof Lino Grandi, Direttore Scuole Adleriane di Psicoterapia, per questa importante partecipazione, ospitata tra le pagine virtuali di civico20news.

 

Fotografie di Giancarlo Guerreri

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 26/06/2022