Il tradimento di Svezia e Finlandia

Il tradimento dei curdi e le concessioni imbarazzanti ad Ankara di Svezia e Finlandia

Come Civico20News avevamo già trattato la fine della neutralità scandinava, proprio a seguito del desiderio di adesione di Svezia e Finlandia nella NATO.

Anche se, l’attuale protezione del Regno Unito, rappresenterebbe de facto già un semi-ingresso nel “clan degli intoccabili”.

Ma, anche se intoccabili la Turchia aveva posto un veto sulla decisione di un loro possibile ingresso.

Ricordiamo che nel caso di un allargamento NATO verso nord assisteremo alla trasmutazione del mar Baltico in un “mare atlantico”. Nel caso in cui la Russia dovesse riuscire a consolidare le proprie posizioni in Ucraina, si ritroverebbe comunque maggiormente circondata più di quanto non lo fosse prima di febbraio.

Il Baltico diverrebbe una libera area per le flotte aeree occidentali, andando così ad accentuare il senso di accerchiamento e di assedio di cui Mosca soffre in maniera atavica ed esistenziale. Due i maggiori territori russi minacciati: Kaliningrad (enclave russa dentro l’antica Prussia), e l’area di San Pietroburgo, antica capitale russa, ora Oblast di Leningrado. Queste due regioni subirebbero un forte blocco navale.

Fino ad ora però il veto della Turchia aveva fatto dormire sonni tranquilli a Mosca.

Ma la svolta per i due Paesi scandinavi è arrivata pochi giorni fa, dando il via libera all'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato, ma non prima di ingerenze e compromessi con i turchi. Helsinki e Stoccolma hanno così accettato di prendere passi concreti sull'estradizione in Turchia di terroristi che si trovano sul proprio territorio. È questo è stato un passaggio decisivo per il sì di Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia, all'ingresso dei due paesi nordici nell'Alleanza.

I due Paesi scandinavi, nei confronti dei quali Ankara ha rimosso il veto al loro ingresso nella Nato, hanno accettato di cooperare “nella lotta contro il Pkk e le sue estensioni” e di “impedire la propaganda terroristica contro la Turchia”. Hanno inoltre concordato di “non imporre embargo sull'industria della difesa turca e di aumentare la cooperazione”.

È stata, inoltre, concordata la creazione di un meccanismo permanente congiunto, con funzionari di intelligence, di giustizia e di sicurezza per l'attuazione del memorandum.

Ricapitolando: le democrazie “idealiste” di Svezia e Finlandia, pur di proteggersi da una fantomatica minaccia della Russia, che è attualmente impegnata in Ucraina e che non ha mai manifestato intenzioni revansciste nei loro confronti, e da cui erano comunque già tutelate sia dall'appartenenza alla UE sia da un precedente trattato con la NATO; decidono di farsi un “bagno di Realpolitik”, accettando le oltraggiose richieste turche, al punto di modificare le proprie stesse leggi sul terrorismo, tradendo così il popolo curdo – il cui diritto all'autodeterminazione, a quanto pare, conta meno di quello ucraino. La UE tace, mentre due Stati membri si piegano ai voleri di una potenza straniera.

Nel frattempo, guidata dalla Francia, abbracciata da Italia e Germania, è emersa un’Europa che teme tanto l'aggressività russa quanto la voglia di americani e baltici di giungere allo scontro finale con Mosca. Un’UE così ridimensionata, debole e fra “due fuochi” riuscirà a sopravvivere agli eventi futuri del mondo? Lecito domandare. Ai posteri l’ardua sentenza.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 04/07/2022