La Slovenia apre al matrimonio gay e al mercimonio dei bambini

Ambiguo pronunciamento della Corte Costituzionale di Lubiana. Ora la palla passa ai parlamentari cattolici.

L’8 luglio scorso la Corte Costituzionale della Slovenia ha emesso un verdetto storico ed allarmante al tempo stesso: il matrimonio fra persone dello stesso sesso non sarà più illegale.

Secondo i giudici della suprema corte di Lubiana, infatti, “un’unione coniugale è quella tra due persone indipendentemente dal sesso” e – sempre secondo i giuristi sloveni – “due partner dello stesso sesso che vivono in unione coniugale possono adottare bambini alle medesime condizioni delle coppie eterosessuali”.

Con questo pronunciamento la Corte Costituzionale slovena ha voluto dare risposta a quei cittadini LGBT che chiedono equiparazione dei diritti con il matrimonio egualitario, il riconoscimento genitoriale alle coppie omo-affettive e tutte le solite battaglie tanto care alle Lobby Gay.

Già nel 2015 le Lobby LGBT fecero forti pressioni sullo stato sloveno per aver riconosciuto il matrimonio egualitario ma la Chiesa Cattolica capeggiata dall’Arcivescovo francescano Stanislav Zore era riuscita ad evitare che la legge passasse indenne.

Oggi, nonostante lo stesso Mons. Zore abbia affermato con convinzione che “il matrimonio – inteso come verità fondamentale della nostra fede – sia solo tra uomo e donna”, la Corte Costituzionale si è espressa in favore del mondo LGBT dando al Parlamento di Lubianasei mesi di tempo per attuare la nuova norma ed eliminare le discriminazioni al riguardo”.

La Slovenia è una piccola nazione composta da 212 comuni dove le comunità cristiane svolgono un ruolo senz’altro attivo per la cultura e la formazione della giovani generazioni.

Nei prossimi sei mesi queste comunità saranno chiamate e prendere una posizione politica chiara facendo percepire al Parlamento che il mondo cattolico non accetterà, senza combattere, una legge gay friendly.

Il Movimento per l’Infanzia e le Famiglie, per bocca del suo presidente Ales Primac, fa sapere che “le conseguenze di questa decisione saranno negative per molti bambini, giovani e famiglie”.

La componente cattolica del Parlamento di Lubiana, invece, intervistata da “radio.ognjisce.si”, ha tuonato che “la decisione della Corte Costituzionale è un costrutto ideologico e politico che non trova fondamento nella Costituzione della Repubblica di Slovenia e nei documenti internazionali sui diritti umani. Questa decisione – secondo i politici cattolici – consentirà ai nostri figli di essere adottati da due persone dello stesso sesso, transessuali, ecc…, ma non dai nonni, che sono i più vicini ai bambini dopo la madre e il padre. Questa decisione diventerà la base legislativa per l’introduzione della fecondazione artificiale delle donne senza marito o partner, in modo che i figli non abbiano un padre noto”.

L’Europa intera guarda con apprensione a questo pronunciamento della Corte Costituzionale slovena visto che con questo atto “è stato raggiunto l’obiettivo della casta privilegiata LGBTQIA+ in Slovenia, perché ha ottenuto le basi per l’introduzione dell’ideologia LGBT radicale nei programmi di scuola materna, dove i bambini verranno istruiti - senza il consenso dei genitori – sul fatto che un bambino non ha bisogno di una madre e di un padre e che risulta normale cambiare genere e orientamento sessuale”.

Ma ciò che più crea dolore e sconcerto è il fatto che “questa decisione sarà la base per l’introduzione della tratta dei bambini e dello sfruttamento grossolano delle donne povere che concepiranno, partoriranno e venderanno i loro figli a ricchi clienti a pagamento (cosa che sta già accadendo in alcuni paesi del mondo)”.

Il popolo cattolico sloveno auspica nell’intervento della Santa Sede affinché richiami i parlamentari cattolici a non abdicare alla loro coscienza e a difendere i valori sacrosanti del Vangelo.

Se la Slovenia dovesse abiurare alla propria natura per accontentare la Lobby Gay anche per l’Italia sarebbe una pagina triste e desolante. Avremmo al confine una nazione nella quale sarà possibile e legale il mercimonio di bambini e la compravendita di uteri per soddisfare l’egoismo di chi vuole un figlio che la biologia non gli concede.

Certamente continueremo a monitorare la vicenda nella speranza che si riesca ad impedire una tale degenerazione culturale. Vi terremo senz’altro informati.

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Articolo pubblicato il 11/07/2022