Una banca in cui il conto corrente delle risorse dell’umanità è sempre più in rosso!

Tutto ciò che facciamo aumenta il debito che dovremo restituire con gli interessi quando sarà finito il divertimento e ce ne saremo perfino dimenticati.

Quanto segue si riferisce all’incontro n° 64 del 23.11.2021 che è stato suddiviso in 10 articoli. Questo è il n°7.

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C’è un solo modo per entrare in relazione con noi stessi: attraverso noi stessi!

Arriviamo così a dover prendere in considerazione tutto ciò che riguarda le relazioni tra i nostri corpi o aggregati. I corpi a cui abbiamo accennato cioè fisico, energetico, dei desideri e mentale, non compaiono completi, improvvisamente e simultaneamente, al momento della nostra nascita; anche se il loro embrione è già presente fin da allora, il loro sviluppo è diverso, per ognuno di essi, nel corso del tempo. Per convenzione si è stabilito che maturino gradualmente e consecutivamente di sette anni in sette anni; nei primi sette il fisico, entro i quattordici l’energetico, entro i ventuno quello dei desideri ed entro i ventotto il mentale.

Tuttavia si è osservato che recentemente i tempi di maturazione si sono compressi. Ciò non vuol dire niente dal punto di vista delle capacità reali e della qualità del modo di agire che ne deriva; infatti a determinarne tali aspetti è il livello di coscienza che sovraintende il loro insieme. Vuol dire che pur disponendo di strumenti adeguati il loro uso può non essere congruente a causa di un deficit di coscienza. Infatti possiamo usare male l’automobile e schiantarci perché stiamo fischiettando o pensando ad altro anziché agire correttamente. Quindi occorre fare un certo tipo di lavoro preliminare, preparatorio, per comprendere quali siano le conseguenze delle cose che si producono e ciò che producono dentro di noi, facendoci agire a nostra insaputa.

 

Abbiamo parlato dell’inconscio collettivo nel quale sono immagazzinate tutte le esperienze fatte dalla vita dal suo inizio attraverso qualunque elemento o strumento che la vita utilizza a tale scopo, essere umano compreso, così come tutto ciò che esiste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quindi relazioni, caratteristiche, aspettative, giudizi, luoghi comuni, costruzioni di ogni genere, opinioni e schieramenti, aggregati di pensieri simili e così via; insomma tutto ciò che gli esseri viventi o esistenti hanno provato, consapevoli o no, sono stati riversati in tale “banca dati”. Tutte queste esperienze non sono statiche e definitive ma vengono continuamente modificate dall’interazione costante con i desideri e pensieri degli esseri umani, insieme a quelle di tutte le altre forme viventi. Per esempio: desidero un gelato. Dietro quel desiderio apparentemente solo personale, dietro quell’acquolina in bocca che si genera di conseguenza, si attiva una forza alla cui potenza contribuiscono pensieri analoghi di molti che in quel momento desiderano la stessa cosa. Non è solo un desiderio isolato di un essere isolato, ma un desiderio comune a molti che si esprime anche in uno di loro. Sembra incredibile ma noi agiamo concordemente a qualcosa che non sappiamo neppure che esiste. Nel nostro modo di comportarci non siamo molto diversi dagli animali, come un gregge di pecore, un branco di pesci o uno stormo di uccelli che compie evoluzioni coordinate apparentemente senza essere collegati uno all’altro. Nel loro caso succede così perché la loro coscienza è una sola ed esterna al singolo. Nel nostro caso non è più solo così ma ancora molto così. Infatti nell’essere umano vi è un inizio di coscienza residente nel singolo e parzialmente indipendente da quella di gruppo.

Se volete potete fare voi stessi un esperimento semplice e abbastanza innocuo, se non esagerate nel scegliere l’oggetto in questione. Dunque scegliete un oggetto o anche solo una fotografia di un oggetto qualsiasi e fate in modo che sia la prima cosa che vedete al vostro risveglio ogni mattina. Poi osservate cosa accade a cominciare dal quarto giorno e avrete un’idea di come qualcosa di apparentemente insignificante sia in grado di interferire nei pensieri quotidiani, facendosi valere contro la vostra volontà come e quando vuole.

Successivamente dovrete lottare per lungo tempo e con grande determinazione per cancellare quella interferenza nella vostra mente. Se non ci riuscirete esso si tradurrà in un consiglio per gli acquisti a cui dovrete obbedire. Appena lo vedrete in vendita lo acquisterete compulsivamente. Sono meccanismi ben noti a chi fa pubblicità o indirizza l’economia o i nostri comportamenti e paure. A ciò noi rispondiamo a comando come una mandria ammaestrata, senza capacità di intendere e volere. Accade anche al più istruito e potente di noi; dalla psicosi collettiva non si salvano che pochi, con grande sforzo e capacità di comprensione dei processi in atto. Ma non occorre che qualcuno ci induca in tale stato; siamo in grado di farlo da soli verso noi stessi. Siamo noi stessi a stabilire l’obiettivo verso il quale metterci a correre con tutte le nostre energie e possibilità, anche se la maggior parte delle volte è un obiettivo fallace, distorsivo e distraente.

 

      

 

Inoltre sappiamo bene che, conseguito l’ipotetico obiettivo, dopo qualche giorno esso perde di interesse e finiamo per dimenticarcene. Perché accade ciò? Se fosse un valore nel quale crediamo davvero dovremmo averlo acquisito definitivamente e sentirci soddisfatti per sempre. Non dovremmo aver più bisogno o desiderare altro! Abbiamo avuto ciò che desideravamo e volevamo avere a tutti costi! Invece no, la cosa svanisce e si cerca altro. Oppure continua nella sua dinamica circolare, ripetitiva, ma solo all’interno della gabbia che ci tiene prigionieri come criceti sulla propria ruota. Sul pianeta nel quale ci troviamo. Proprio perché noi siamo diventati schiavi di queste dinamiche, che proiettate nell’intero universo l’avrebbero in breve ridotto nello stesso stato della terra, siamo stati confinati temporaneamente in attesa che addiveniamo a più miti consigli. O in attesa di riconversione se più vi aggrada. Nella nostra gabbia vengono fatte forzatamente valere anche leggi distorte, emanate dall’essere umano verso sé stesso, in sostituzioni di quelle originali, a prescindere dai danni che ne possano derivare. Ovviamente solo fino ad un certo punto, oltre il quale è la natura stessa a provvedere con colpi di spugna dove servono, unitamente agli aspetti positivi che inevitabilmente trascina con sé per effetto della polarità.

 

Facciamo l’esempio ormai classico di questa pandemia. Tutta la nostra vita si svolge correndo dietro a qualcosa. Corriamo a lavorare, corriamo a divertirci, corriamo a fare questo e quello, e poi diciamo di non avere mai tempo sufficiente per riflettere su quello che stiamo facendo o per fare quello che davvero vorremmo fare ed intanto le nostre energie e risorse se ne vanno. Giusto? Adesso abbiamo avuto un po’ di tempo e ne avremo ancora poiché in qualche modo ci è stato imposto di averne a disposizione. E noi cosa facciamo? Vogliamo ritornare nello stesso stato di prima, ovvero a fare di nuovo ciò che ci impediva di fare veramente quello che volevamo. Non è un controsenso? Se non crediamo che questo sia vero insistiamo pure a fare quello che noi crediamo, cioè a fare ancora e sempre le stesse cose, trovando i modi per farle attraverso altre soluzioni o rimedi. Cosa faremo allora? Aumenteremo l’energia disponibile per far ruotare ancora più velocemente quel sistema polare per produrre esattamente ciò di cui esso ha bisogno per mantenersi, ovvero gli forniremo la nostra energia come fossimo vacche in allevamenti intensivi messe nelle condizioni di produrre latte in sempre maggior quantità secondo il tipo di musica che viene messa in onda per il “nostro bene” e per “farci vivere felici” in schiavitù. Ma con un telefonino sempre carico e giga illimitati per sentire quella musica anche mentre dormiamo (ovvero sempre!). Cioè polarizzati in modo preordinato e definitivo. Girando come criceti intorno alle stesse cose o sulla stessa ruota. Allora, dove non arriva la nostra coscienza e il rischio di autoannientamento diventa troppo pressante, l’elemento originale che sta ancora dentro di noi lascia intervenire la natura per ripristinare condizioni di base sufficienti a salvaguardare una minima condizione di sopravvivenza del sistema. Senza badare troppo a come, senza andare troppo per il sottile. Secondo le leggi di attrazione e polarità ad ognuno viene servito il conto dopo la scorpacciata di tutto quello che abbiamo desiderato, ricevuto o procurato.

 

Elementare ed efficace!

Inevitabile e certo!

Per il nostro stesso bene, anche se crediamo il contrario, come al solito!

 

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prosegue nei prossimi articoli …

 

foto, schemi e testo

pietro cartella

 

 

 

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Articolo pubblicato il 28/07/2022