Una campagna elettorale senza i disabili?

di Alessandro Mella

Ci risiamo, purtroppo, ecco l’antico rito arcaico, un poco bestiale, senza limiti e freni, della campagna elettorale. Con una variante snervante cioè quello di essere una campagna balneare sotto il cielo d’agosto grazie agli improvvidi capricci di GiuseppI Conte ed alla miopia politica di Berlusconi e Salvini cascati in pieno in un tranello che li priverà indiscutibilmente dei voti moderati che migreranno altrove (verso Renzi e Calenda? Possibile se non probabile!) e di quelli non moderati di cui farà man bassa una lanciatissima Giorgia Meloni.

Di certo i liberali, tendenzialmente di centrodestra, non perdoneranno la liquidazione di Mario Draghi avvenuta nel modo più becero possibile in un Senato umiliato e mortificato da chi non ha nemmeno la lungimiranza per capire che le elezioni ora equivalgono a farsi carico della drammatica tempesta sociale ed economica che ci travolgerà in autunno.

E niente sarebbe se questo comportasse problemi solo alle dinamiche interne di partiti sempre più puerili ed impotenti, soporiferi o deliranti secondo i casi, palesemente inadatti ai tempi ed alle circostanze storiche eccezionali. Al punto da regalare al Cremlino la gioia provata in questi giorni di fronte agli stravolgimenti politici in corso, una colpa che la storia non dimenticherà.

In tutto questo turbinio di follia abbiamo già letto l’anziano Berlusconi promettere pensioni di mille euro al mese, Conte sventolare la bandiera del salario minimo e del reddito di sudditanza…ops…di cittadinanza, Salvini pensare alle pensioni a 60 anni (chi le paga?) tra madonne russe e calendari di due anni prima, Letta sognare nostalgicamente il campo largo diventato campo minato salvo poi liquidarlo ed i fermenti al centro per lottizzare l’eredità politica di un mai abbastanza rimpianto Draghi.

E poi non vogliamo parlare dei bonus a pioggia? Cosa vedremo dopo quelli per i monopattini, i rubinetti, le tende da sole e così via? Mentre mancano i soldi per il rischio idrogeologico, il rinnovamento delle scuole ed edifici pubblici in chiave antisismica e molto altro ancora.

Cosa manca nel dibattito? Mancano i disabili, quelli che per lo stato rappresentano una zavorra difficile da gestire, quelli di cui la politica si riempie la bocca solo quando bisogna imporre assurde restrizioni per “tutelare i fragili”, solo quando fa fine e non impegna.

Manca qualche politicante che abbia la decenza di parlare degli assegni di invalidità civile dei disabili con percentuali 75-99% spesso riconosciute dopo lunghe ed umilianti lotte con le commissioni Inps. Assegni fermi a 300 euro al mese nelle migliori delle ipotesi e per persone che spesso non potrebbero reggere i ritmi che oggi il mondo del lavoro, sempre più dinamico, impone. Persone che hanno difficoltà e problemi ma spirito tenace e che spesso cercano di restituire qualcosa alla società attraverso l’impegno culturale e sociale.

Non esiste un solo politicante, di destra o di sinistra, che abbia alzato il dito per proporre di elevarle ad almeno 500 che, tra l’altro, sono ben pochi di fronte al costo della vita ed alle quote riconosciute a certi percettori del reddito di cittadinanza.

Dovendo poi sentirsi dire, dai tifosi dall’area grillina, che se i loro assegni sono bassi dovrebbero integrarli abbassandosi a chiederlo quel reddito. Insomma, se non hanno pane i disabili mangino brioches!

Il vero problema, comunque, resta che i disabili sono tanti per i conti pubblici, tanti per i servizi sanitari, pochi per la politica.

Pochi voti che muovono altri pochi voti, non abbastanza perché i partiti ed i comizianti trovino utile urlare qualche slogan in loro favore.

Dunque, si prospetta una campagna elettorale senza i disabili, senza i fragili che fanno comodo solo ai vaneggianti tifosi di maledetti lockdown, senza nemmeno le promesse elettorali, senza le prese in giro che dal palco in piazza suonano bene.

Ve l’immaginate “Alzeremo tutti gli assegni di invalidità civile a 500 euro!”? Io no perché è troppo fantascientifico perfino per me.

I politicanti non avranno, ma che bello sarebbe essere smentiti, nemmeno la dignità di prenderli in giro. I disabili, in Italia, non valgano nemmeno questo. Nemmeno una presa in giro.

Che amarezza!

Alessandro Mella

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Articolo pubblicato il 28/07/2022