L’EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Santa Giorgia e il Dragone (coll'incenerito Contino e il Cavaliere ringalluzzito)

Tramontate le Cinque Stelle grilline e scartato il jolly Supermario, l’Italietta gioca la partitella elettorale, con orientamento destrorso al succo di Meloni: Ursula e Christine già stringono il guinzaglio

All’urne, son sfascisti, orror dei consumisti! Questo lo sbalordito urlo munchiano che “le attonite cancellerie europee” han lanciato appena s’è udito il frastuono del tonfo prematuro dell’ottimino esecutivo del Dragone, sfiammato e sfumato, incenerito dall’inceneritore capitolino, che le tramontate – e tramortiteCinque Stelle del Con-ti-no fram-men-ta-to (dopo l’incommensurabile perdita di Gigi Iscariota) non son riuscite a digerire e che il soave Pidì del serenissimo Lettino non ha pensato di estrapolare dal DdL “Aiuti”, ben sapendo che i “termovalorizzatori” sono per i pentastrali grillini sparlanti come la kryptonite per Nembo Kid (o Uomo d’Accaio, in ossequio all’autarchia linguistica che prudentemente ci apprestiamo ad anticipare) e le fatture per i meccanici: “Ah, les Italiens, – si commenta sarcasticamente tra gli alti papaveri del Vetusto (in)Continente e ai quattro angoli del Globo – avevano il jolly Supermario e l’hanno scartato!”; e ciò proprio durante la tempesta perfetta, con l’accanirsi di piaghe bibliche e apocalittici corsieri di guerra (pardon!, “operazione militare speciale”) e violenza, siccità e carestia, nonché morbi bestiali, dal coronavirus del pipistrello all’influenza aviaria, dalla peste-nera suina allo scimmiesco vaiolo, e col climatizzatore planetario impazzito, un caldo torrido africano che squaglia i ghiacciaiterribili alluvioni con fulminee bombe-d’acqua e stragrandinate spac/ca-parabre/za, gli tsunami tropicali, vari avariati cataclismi e altre catastrofi. Un ottimo momento (“se non adesso, quando?”).

 

Le preoccupate e sbigottite Ursula (UE) e Christine (BCE) – che rappresentano, insieme alla sconosciuta Kristalina (FMI), le tre tremende Parche che, sorvegliando il cadaverico rigore di bilancio, dipanano e ta/gliano il filo-di-speranza della sopravvivenza economica di intere nazioni (la Grecia nel 2009 ne ha tragicamente sperimentato il trattamento) – si sono quindi affrettate a tirare il guinzaglio, avvertendo che, nel caso in futuro sforassimo i parametri di deficit e non applicassimo le riforme richieste (ieri garantite dal prestigio e dall’affidabilità “di classe” del premier defenestrato), si stringeranno i cordoni della borsa del PNRR e non sarà adottato lo scudo di difesa dallo spread: una minaccia fatale per noi “spendaccioni”!

 

A corollario di tale drôle de crise, detronizzato il sovrano Banchiere-Centrale Presidente-del-Consiglio e sciolte le Camere (similmente alle summenzionate nevi-eterne precarie di seracchi e calotte polari), il popolino bovino plurivaccinato della Penisoletta dello Stivaletto nostro, oggi ancora sotto l’ombrellone, a crogiolarsi al sole rovente del bagnasciuga estivo, sarà dunque inopinatamente chiamato ad esprimersi giocosamente nelle elezioni indette nell’inusuale data autunnale del prossimo 25 settembre (September morn), dopo parecchie annate di governi “d’emergenza”, guidati da illustri personalità di eccelso livello tecnico (ehm…), nominate dal Quirinale: con l’accozzaglia dei brancaleonici si-ni-stri fran-tu-ma-ti e frananti verso il Calenda romano e i battibeccanti pollastri renziani, i sondaggi preannunciano la facile vittoria della compagine destrorsa, pur essa piuttosto articolata e litigiosa (tra spergiurato atlantismo di FdI e denegato filo-putinismo del salvifico Carroccio e dei forzisti) ma cementata della concreta prospettiva dell’agognata conquista del potere.

 

Persino la simpatica sagoma, o salma, dell’ex Cavalier Berlusca s’è ridestata e resuscitata, ringalluzzita e rinverdita, tornando colle sue tipiche improbabili promesse da piazzista, a multipli di mille (1.000 euro di pensione minima, 1.000.000 – e perché non un miliardo?!? - di alberi piantati a settimana), il cui costo non basterebbe il favoloso tesoro di Alì Babà a coprire (tanto paga Pantalone!).

 

Avvenuto il certo trionfo nella competizione del suffragio democratico (e col nulla-osta dell’Amministrazione USA, naturalmente), ecco però, a titolo esemplificativo, alcune delle significative misure urgenti, senza paure o mitigazioni, che i votanti (e non solo loro!) vagheggiano, reclamano e attendono dalla coalizione melonica:

– Istantanea abolizione del reddito-di-cittadinanza e di qualsiasi sussidio alla miseria o povertà, che indubbiamente impoltrisce i presunti candidati lavoratori e limita l’arruolamento di manodopera digitale o fisica da destinare all’auspicabile sfruttamento a bassissimo salario;

Abrogazione della legge 194 in materia di aborto (la buona donna che, volente o nolente, s’è lasciata impregnare deve sempre sgravidare il pupo), ripristino dell’arcaico diritto di famiglia, sostituendo al divorzio, la cui prassi risulta insopportabilmente lunga e cara, nonché assai svantaggiosa per il maschio, il ripudio della moglie fe/di-fra/ga (o scocciatrice) da parte del martoriato marito, e ovvia revoca di ogni concessione pseudo-matrimoniale alle minoranze differentemente orientate;

Espulsione rapida e sommaria di tutti gli immigrati clandestini ovvero irregolari non ariano-caucasoidi (dalla sesta generazione in giù), che infestano le suburbie, e respingimento in mare, o alle frontiere, dei profughi invasori (e ius scholae addio!);

Epurazione e depurazione della Rai Tivù (EIAR) e dei maggiori mass-media dalle nefaste influenze rossicce;

Riduzione o azzeramento delle eco-scemenze green, programmate per compiacere i giovani “gretini” (che, cogli stupidi smart-device e le app di delivery, i pacchi “amazonici” e le monete virtuali, non virtuose, amate dalla criminalità organizzata, inquinano peggio degli adulti adulterati bla-bla-boomer), per continuare così a guadagnar fior di soldoni coi combustibili fossili;

– Su suggerimento del platinato Trump d'America (indagato per istigazione alla sedizione), catturare, arrestare e incarcerare i drogati e i matti (Basaglia requiescat in pace...), per sicurezza;

– Magari ritoccare ed emendare sostanzialmente la deboluccia Costituzione, incontestabilmente troppo egualitarista, proletaria, socialista e poco patriottica;

– eccetera eccetera.

 

Peccato che, allo sguardo degli osservanti conservatori scrupolosi (quelli che, a imitazione del barone di Munchausen, sarebbero in grado di tirarsi fuori dalla palude del modernismo sollevandosi dal codino reazionario), la Grande Sorella del Belpaesello, l’inclita condottiera Giorgia, coi dolci occhioni azzurrini da E.T. (“telefono… casa… Pound…”), appaia con la magagna inaccettabile di essere anagraficamente del gentil-genere (servendoci di un neologismo politicorretto e non screanzato), cui né il Mascellone né l’Almirante avrebbero mai offerto la grazia di pronunciar verbo in pubblico, figuriamoci prendere il comando!

 

Non ci crucciamo; meglio che niente, no? E, con Amy Winehouse, cantiamo insieme Back to black.

 

Annerimento.

 

 

Enrico S. Laterza

 

 

 

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Articolo pubblicato il 31/07/2022