Elezioni Politiche. Il balletto del nulla!

La vana attesa delle concretezze

Il 25 settembre gli italiani che non esprimeranno un voto valido daranno un’indicazione, forse più accentuata rispetto al passato, di quanti siano quelli che ritengono la gara fra questi contendenti cosa inutile o peggio.
Chi osserva che comunque seggi e posti saranno egualmente assegnati, dimentica che certe iniziative non si misurano con l’esito del giorno dopo.

La legge elettorale vigente fu concepita per il tempo della promulgazione. Oggi è divenuta anacronistica, sfasata rispetto al quadro politico. Essa ha per presupposto l’esistenza di coalizione politiche. Ma di coalizioni politiche non ce ne sono più, in modo particolare a sinistra, tra campo largo e campo stretto in rapida successione.

Nel centrosinistra c’è in campo il solo Pd, il quale rimane in attesa di una miscellanea con cui forse aggregarsi. Il centrodestra, si presenta in apparente concordia, salvo i fuoriusciti.
Si aggiunga una difficoltà di relazione fra i leader di schieramenti raccogliticci. Invidie, ripicche, complessi, ambizioni sono la polpa di questi rapporti, guastati senza rimedio.
Il segretario Pd, nel tentativo di dare un senso alle cose si è affrettato a dire che le coalizioni non hanno niente a che fare col futuro di legislatura e che non sono “politiche”. Esse sono soltanto “elettorali”.

La mattina del giorno dopo, ogni partito, aggregazione personale, contenitore inventato per la bisogna, rinnovato, riciclato conserverà una sua individualità politica. A seggi assegnati, ognun per sé, alla faccia della governabilità.

Qualsiasi governo si formi, esso avrà il percorso segnato dagli obblighi UE relativi al PNRR e ne sarà l’esecutore. Si comprende meglio il balletto poco decoroso dei politici, consci che il risultato elettorale potrà far variare soltanto le percentuali dei posti da assegnare all’uno e all’altro.

Se qualcuno pensasse di acquisire accrediti sulla propria capacità di governo a suon di slogan, come sembra che si voglia comunicare, – “più diritti,” più sussidi”,  “meno tasse”, “più’ sicurezza” -, non farebbe un buon investimento, neppure elettorale.

Sono sempre meno i cittadini disposti a farsi sedurre da giochi di magia ormai senza appeal.
Si dica come togliere il paese da questo gorgo, di come liberarsi del Pnrr e comunque di come impiegarlo al meglio. Si dovrebbe chiarire come regolarsi col debito pubblico, come far valere la ricchezza privata, come continuare con l’Italia dei bonus o come combatterla, come affrontare i problemi strutturali e infrastrutturali del paese.
Si tracci un’indicazione  su energia e carburanti e accise. Si fornisca un piano concreto contro la miseria, che ha fatto crescere a 10 milioni i poveri totali del paese e quantomeno come far avere a tutti i terremotati una casa  entro la fine dell’anno, forse a discapito di qualche pista ciclabile.

Nessuno, al momento, tratta concretamente questi temi. Parlano d’altro e combattono il fascismo, il comunismo, la casta, gli speculatori e le grandi banche, gli evasori, la burocrazia, la disoccupazione con slogan, i soliti, capaci di garantire un applauso e un governo ogni 6 mesi, tra lo svolazzare di ninfette ed etere attempate.

Tranne poi affidarsi al salvatore di turno scendendo un altro gradino verso gli inferi. Ma fino a quando?

“Italia, Italia! E il popolo de' morti
surse cantando…”

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Articolo pubblicato il 01/08/2022