Elezioni politiche 2022. Nel Centro-Sinistra volano gli stracci

Se litigano così prima delle elezioni, cosa accadrà se andranno a Palazzo Chigi assieme?

La campagna elettorale si sta facendo sempre più bollente e nel mondo della Sinistra non si trovano punti d’accordo per una coalizione credibile e, al tempo stesso, unitaria.

Nella giornata del 5 agosto scorso, infatti, Carlo Calenda, forte dei sondaggi che danno il suo “Azione”al 4.9%, è tornato a fare “la voce grossa” per intimare ad Enrico Letta di non fare alleanze con la sinistra “più rossa”.

Nelle scorse ore sembrava che il “Partito Democratico” avesse lasciato l’uscio accostato a “Sinistra Italiana” di Nicola Fratoianni. Non lo avesse mai fatto!

Carlo Calenda, con il suo piglio poco dialogico ed accomodante, ha prontamente twittato: “direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza. Mi pare del tutto evidente che c’è una scelta netta da fare per il Partito Democratico che ha siglato un patto chiaro con noi che dice l’opposto. A queste condizioni per quanto ci concerne non c’è spazio per loro nella coalizione”.

In sostanza il segretario dem non ha il polso della situazione ma, con tutta evidenza, è assoggettato ai ricatti di Calenda.

Fratoianni, che delle politiche di Mario Draghi ha condiviso poco e nulla, non ha fatto attendere la sua risposta al “pariolino” Calenda: “Agenda Draghi? Non esiste. Lo ha detto #Draghi stesso. Povero Calenda, deve correre in cartoleria a comprarsene un’altra. Noi intanto lavoriamo per un’Italia più giusta e più verde”.

Nel PD non tutti sono avvezzi a farsi tenere sotto scacco da Calenda ed infatti, Dario Franceschini, uomo di punta dei dem, è intervenuto nella bagarre via social sperando di stemperare gli animi: “@CarloCalenda e @NFratoianni fermatevi! Ci aspetta una sfida molto più grande dell’interesse dei nostri partiti: evitare che l’Italia finisca in mano a una destra sovranista e incapace. Per iniziarla e vincerla occorre rispettarci a vicenda e accettare le nostre diversità”.

Il tentativo è decisamente fallito visto che il leader di “Azione” ha concluso con “Dario, il terzismo alla volemose bene con noi non funziona. Avete firmato un patto. NATO, rigassificatori, equilibrio di bilancio, revisione rdc, agenda Draghi. Dall’altro lato c’è una dichiarazione al minuto contro tutto questo. Chiarite. Punto”.

Le parole di Calenda stridono con l’inclusività e l’unità di cui parla da sempre il “Partito Democratico”. La domanda che molti si pongono è: se litigano così prima delle elezioni, cosa accadrà se andranno a Palazzo Chigi assieme?

Gli italiani non vogliono trovarsi nuovamente nella situazione del Governo Conte 1 dove la “Lega” e il “Movimento 5 Stelle” litigavano su tutto e stavano assieme solo per la bramosia delle poltrone.

Gli italiani vogliono un governo in grado di prendere delle decisioni precise e puntuali sui grandi temi: sanità, ambiente, grandi opere infrastrutturali, scuola, università ma, soprattutto, welfare e lavoro.

L’alleanza tra Letta, Calenda e Bonino convincerà gli italiani? Questo trittico eterogeneo e oltremodo litigioso sarà in grado di trionfare alle urne e dare cinque anni di stabilità al Paese?

Noi, come sempre, monitoreremo il polso della situazione condivideremo con voi eventuali sviluppi e colpi di scena.

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Articolo pubblicato il 06/08/2022