Elezioni 2022. Uninominale secco e proporzionale bloccato, cosa significano?

Una guida per destreggiarsi con la scheda

In questi giorni, accanto ai nominativi di ipotetici postulanti o candidati quasi certi alle prossime elezioni, compaiono caselle di inquadramento nelle liste elettorali, di difficile comprensione ed accettazione,  per coloro che da anni si occupano di elezioni politiche.

Invero, oltre alla soppressione di seggi parlamentari, voluta dai grillini con il bovino voto degli altri e la modifica sostanziale dei collegi, con il Rosatellum, sono state mutate le regole elettorali, con nuove attribuzioni.

Cerchiamo di entrare nel merito e capire, avvertendo il lettore che permane l’aspetto negativo dell’impostazione elettorale.

Gli elettori continuano a non poter scegliere i propri candidati. Ciò, a nostro avviso rappresenta un vulnus per la democrazia e contribuirà ad accrescere l’esercito degli astensionisti.

Come potrà esprimere il proprio voto l’elettore che domenica 25 settembre si presenterà al seggio, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge?

Intanto va detto che la caratteristica del ’Rosatellum’ è l’elezione di rappresentanti politici attraverso un sistema misto tra maggioritario e proporzionale: il primo assegna un terzo di seggi di Camera e Senato attraverso i collegi uninominali (quindi vince chi prende più voti nel collegio ed entra in Parlamento), l’altro assegna invece due o più seggi per collegio.

C’è anche una novità importante: per la prima volta per entrambi i rami del Parlamento potranno votare i cittadini dai 18 anni in su in quanto la legge Costituzionale (8 ottobre 2021, n. 1 - Modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica) ha parificato l’elettorato attivo a 18 anni (prima, per votare per il Senato era necessario aver compiuto 25 anni). Non è cambiata invece la regola sull’elettorato passivo: per diventare senatori occorre un’età minima di 40 anni.

L’elettore, al momento di entrare in cabina, riceverà la scheda per la Camera dei deputati e quella per il Senato.

Il nome riportato nel grande nel rettangolo all’interno della scheda indica il candidato uninominale: tra i tanti candidati in lizza viene eletto chi riceve più voti nel collegio.

Poi ci sono i nomi accanto ai simboli dei partiti, ovvero i candidati ’bloccati’ proporzionali: l’elettore non potrà esprimere la propria preferenza tra quelli indicati sulla scheda, che saranno eletti in proporzione ai voti ricevuti nel collegio, in ordine di lista.

Come far valere la propria indicazione di voto?

Il primo modo è segnare con una ’X’ il nome del candidato uninominale che si presenta con un partito o con una coalizione. In questo modo, il voto andrà al candidato e alla lista collegata.

Nel caso in cui il candidato dovesse presentarsi con una coalizione, il voto andrebbe sia al candidato stesso nella parte uninominale, sia distribuito tra le liste che lo sostengono nella parte proporzionale.

Qualora, nel proporzionale, si voglia scegliere un partito all’interno di una coalizione, occorrerà barrare con una ’X’ la lista preferita, in modo da favorire i relativi candidati. In ogni caso, la scelta di un partito nella parte proporzionale garantirà il voto anche al candidato della parte uninominale che il partito votato sostiene, anche se non sarà segnata alcuna ’X’ sul nome presente nella scheda.

Il Rosatellum prevede l’inammissibilità del voto disgiunto: non è possibile scegliere un candidato uninominale non collegato alla lista scelta per il proporzionale. Così come non potranno essere assegnate preferenze sui nomi proporzionali indicati vicini ai simboli dei partiti.

Da ricordare anche che sono previste soglie di sbarramento: fissate al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. Sotto queste soglie niente scranno in Parlamento (ma nel caso in cui la lista di una coalizione ottenga meno del 3%, i relativi voti saranno distribuiti tra i partiti facenti parte della coalizione che hanno superato la soglia richiesta).

Mai come in questo contesto, soffermandoci sulle cronache di questi giorni, torna attuale la massima evangelica: “tanto sono i pretendenti, pochi gli eletti.”

 

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Articolo pubblicato il 15/08/2022