Le ambiguità filorusse dei militari tedeschi
Il viceammiraglio filorusso Kay-Achim Schönbach

Diversi i casi di spionaggio russo scoppiati in questi ultimi anni. La Germania piomba ai tempi della DDR.

L’attività di intelligence russa in Germania ha raggiunto livelli che non si vedevano dai tempi della Guerra Fredda, mentre i metodi di spionaggio degli avversari stranieri sono ora più brutali e spietati, secondo i direttori dello spionaggio tedesco.

Queste affermazioni sono state fatte da Thomas Haldenwang, che guida l’Agenzia tedesca per la protezione della Costituzione (BfV), e da Bruno Kahl, capo della BND che opera esternamente.

E in effetti, è proprio così! Basti pensare ai casi clamorosi di questi ultimi tempi, che hanno visto coinvolti diversi funzionari militari tedeschi.

Noi di Civico20news ne avevamo già parlato in precedenza, ovvero del viceammiraglio Kay-Achim Schönbach, il quale si dimise con effetto immediato: lui, che aveva tra l’altro descritto come sciocca l’idea che la Russia volesse invadere l’Ucraina, durante un convegno a Nuova Delhi, nel corso di uno scambio di opinioni organizzato da un think tank, aveva sostenuto che l’Ucraina non sarebbe mai riuscita a recuperare la Crimea e che “va dato il rispetto che merita” al presidente russo Vladimir Putin. Schönbach, inoltre, si è definito un “radicale cristiano” e ha sottolineato le comuni radici religiose tra Germania e Russia, con cui bisognerebbe cooperare in funzione anticinese.

Ma una certa insofferenza delle gerarchie militari verso una Germania federale sempre più appiattita sulle posizioni di Washington si era avvertita anche in casi analoghi.

Oggi infatti prenderà il via, presso l'Alta Corte Regionale di Düsseldorf, il processo contro Ralph G, tenente colonnello riservista dell'esercito tedesco. L'uomo è accusato di attività di spionaggio per conto del Gru (Direttorato principale per l'informazione), il servizio segreto militare russo, distinto del servizio segreto "classico" che in Russia è conosciuto con l'acronimo FSB, erede del KGB.

L’alto ufficiale, secondo l’accusa, avrebbe fornito informazioni sensibili, ai russi dal 2014 al 2020, questo secondo quanto riporta il Der Spiegel. Nello specifico l'uomo avrebbe passato ai servizi segreti di Mosca molteplici informazioni: conoscenze interne sul sistema dei riservisti in Germania, rapporti sulla prontezza operativa dei sistemi d'arma della Bundeswehr (Forze Armate tedesche) e capacità informatiche delle truppe. Molti di questi documenti attualmente sono pubblici, ma altri sono considerati, dall'accusa, sensibili e riservati.

Ralph G. oltre a essere ufficiale di riserva della Bundeswehr era anche a capo del centro di comunicazione distrettuale. Sempre secondo l'accusa, a partire dall'ottobre 2014, avrebbe mantenuto costanti comunicazioni con il servizio di intelligence russo attraverso varie persone, trasmettendo informazioni ricevute come parte del suo incarico, il tutto è proseguito fino a marzo 2020. Secondo l'Alta Corte Regionale di Düsseldorf, le informazioni più gravi fornite agli uomini del Cremlino sarebbero state sulle cooperazioni tra i settori militare e civile. Il tenente colonnello tedesco avrebbe anche fornito informazioni sulle sanzioni imposte alla Federazione Russa nel 2014, da Germania e UE. L'accusa ha inoltre scritto che per favorire la cooperazione, Ralph G. ha ricevuto inviti a vari eventi delle istituzioni statali russe, senza però specificare quali eventi fossero.  Tra i documenti inviati all’intelligence russa anche materiale relativo al gasdotto Nord Stream 2, ora bloccato dal governo tedesco, dopo la missione militare russa in Ucraina.

Il rapporto fra i militari tedeschi e l’intelligence russa non stupisce poi più di tanto. I legami storici fra la Germania Est e Mosca si sono mantenuti anche dopo l’unificazione tedesca del 90’. Un legame forte di cui la stessa cancelliera Merkel ne era l’emblema e la garanzia.

Queste posizioni filorusse emerse potrebbero essere solo la punta dell’iceberg rispetto al mondo militare presente nell’Europa occidentale. Non solo i tedeschi, dunque, ma anche noi. Al nostro interno abbiamo militari molto vicini alle posizioni di Mosca. E questo perché i Paesi occidentali UE non hanno alcun vantaggio nel sostenere sanzioni che destabilizzano un’economia già fortemente provata dalla pandemia. A differenza di una classe politica sempre più impreparata e corrotta; i militari europei di morire sull’altare dell’Impero americano proprio non ne vogliono sapere.

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Articolo pubblicato il 19/08/2022