Il programma di "Fratelli d'Italia" e i sondaggi al 25.8%

Intervista a Pietro Patricola, Coordinatore di "Fratelli d'Italia" nel comune di Noto (Siracusa)

A quattordici giorni dal voto continuano gli attacchi della Sinistra contro la leader di “Fratelli d’Italia”, attualmente il più grande partito nazionale sostenuto da tutto il Centrodestra.

Per capire meglio come mai Giorgia Meloni abbia riscosso tanto successo e tanta popolarità tra gli italiani abbiamo deciso di fare qualche domanda a Pietro Patricola, Coordinatore del Circolo Territoriale “Fratelli d’Italia” di Noto e membro del Direttivo Provinciale di Siracusa.

“Fratelli d’Italia” nella maggior parte dei sondaggi viene dato al 25.8%. Quando nacque era al 5%. Cosa ha determinato una crescita così rilevante?

La crescita della fiducia nei confronti di “Fratelli d’Italia” trae origine da fattori precisi: la coerenza alle idee, la concretezza delle risposte date ai cittadini da parte dei nostri amministratori locali, la voglia di cambiamento degli italiani dopo 10 anni di instabilità politica, anti-politica, mal governo e disattenzione per l’interesse nazionale.

La coerenza è senza dubbio il biglietto da visita di “Fratelli d’Italia” e la nostra leader Giorgia Meloni ne è la bandiera; la coerenza, però, deve essere necessariamente accompagnata dalla competenza.

La politica va intesa esclusivamente come un servizio e non come un privilegio. La scelta dei candidati per le competizioni elettorali, infatti, ricade su coloro i quali hanno affiancato alla militanza nel partito l’acquisizione delle nozioni necessarie per governare egregiamente.

Grazie a tale metodo, “Fratelli d’Italia” può vantarsi di aver contribuito a formare una classe di amministratori locali pronta ad offrire soluzioni immediate ed efficaci, dalle campagne e dalle periferie ai centri cittadini. La coerenza e la competenza sono quindi le colonne portanti sulle quali prende forma il programma.

In questi giorni Laura Boldrini ha sferrato un attacco nei confronti di Giorgia Meloni definendola “non femminista” e non amica delle donne. In “Fratelli d’Italia” c’è una percentuale molto alta di donne in tutte le province. Cosa determina questa affezione del gentil sesso nei confronti del partito?

Alla luce delle ultime dichiarazioni di Laura Boldrini c’è da dire che costei non conosce affatto la storia di Giorgia Meloni. La leader di “Fratelli d’Italia”, infatti, è partita da una famiglia al femminile poiché, com’è noto, il padre andò via da casa quando lei e la sorella Arianna erano delle bambine. La madre quindi assunse degnamente il ruolo di capo famiglia e diede ad una giovanissima Giorgia la prima lezione riguardo al valore di essere donna e madre.

Giorgia è ben consapevole che la conquista della parità dei diritti tra uomo e donna ha contribuito a garantirle la possibilità di esprimersi ai più alti livelli. Detto questo: quali lezioni potrebbe mai ricevere dalla signora Boldrini e dai suoi suffissi di genere?

In “Fratelli d’Italia” abbiamo già superato l’approccio competitivo in quanto non esiste alcuna lotta fra i sessi. E’ sacrosanto che tutti possano mettersi in gioco usufruendo delle stesse condizioni di partenza ma le vie percorse cambiano in relazione ad attitudini ed ambizioni.

Questo è il motivo per il quale ritengo inutili e spesso dannose le cosiddette “quote rosa”. Non esiste umiliazione più grande per una donna che vedersi riservare dei posti per il solo fatto di essere donna. Trovo veramente umiliante che una donna non venga scelta per i meriti ma solo per una mera imposizione del regolamento.

“Fratelli d’Italia” è un partito che vanta a tutti i livelli un’importante presenza di donne e il bello è che nessuna di queste è stata favorita dal proprio sesso o da una regola scritta. Potrei menzionare tante meritevoli donne di “Fratelli d’Italia” ma servirebbe un articolo giornalistico a parte: Isabella Rauti, Augusta Montaruli, Chiara Colosimo, Carolina Varchi, Paola Frassinetti, Stefania Accosa, sono le prime che mi vengono in mente ma ve ne sono tante altre.

Adesso mi chiedo: Laura Boldrini e le femministe che giudicano “Fratelli d’Italia”, dov’erano quando Giorgia Meloni denunciava la tragica fine di Pamela Mastropietro e Saman Abbas? Perché non hanno detto una sola parola in merito? Le vittime erano forse donne di serie B oppure le suddette paladine erano impossibilitate a condannare gli aguzzini in quanto immigrati? Da che pulpito arrivano le inquisizioni! Le loro proposte non vanno oltre la retorica fine a se stessa e la modifica di qualche suffisso.

Se “Fratelli d’Italia” assumerà la guida della coalizione e, in caso di vittoria la guida del Paese, come affronterà la crisi energetica?

In merito alla impellente “questione energetica”, Giorgia Meloni già, tra la fine di aprile e i primi di maggio, anticipava i tempi inaugurando alla conferenza programmatica di Milano il tema “Italia, energia da liberare”.

Al punto 17 del programma di “Fratelli d’Italia”, si esordisce così: “L’Italia, Patria di Alessandro Volta, di Enrico Mattei e dell’innovazione, deve tornare ad avere un ruolo da protagonista in ambito energetico, promuovendo la sostenibilità ambientale e, al contempo, diminuendo i costi energetici per imprese, enti locali e famiglie”. Chiaro, conciso e diretto il messaggio indica una linea di collegamento tra la grandezza del nostro passato e la soluzione per la crisi attuale.

“Fratelli d’Italia” intende istituire pertanto un’unità di crisi per monitorare da vicino ed intervenire tempestivamente sulla questione visto che gli effetti negativi vanno immediatamente arrestati. Occorre contrastare tutte le speculazioni finanziarie sui costi delle materie prime e occorre fissare un tetto al prezzo del gas. Attraverso opportune modifiche normative occorre altresì svincolare il prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas e ridurre drasticamente le imposte di Stato.

Serve senz’altro uno sblocco degli investimenti sulle energie rinnovabili ed un finanziamento per la ricerca del nucleare affinché si possa raggiungere in modo sicuro ed ecosostenibile l’autonomia energetica. Come dice Giorgia Meloni: “il declino non è un destino, è una scelta. Liberiamo l’energia, liberiamo l’Italia!”.

Nel ringraziare Pietro Patricola per le risposte articolate ed esaustive che ha fornito alle nostre domande ricordiamo che in vista delle elezioni politiche è sempre necessario che gli elettori comprendano bene i programmi e le proposte dei singoli soggetti politici. In una campagna elettorale atipica come quella di questo 2022 è doveroso concentrare l’attenzione sui temi salienti e non permettere sciocche e volute divagazioni.

Continueremo a monitorare programmi, proposte ed iniziative e a tenervi informati.

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Articolo pubblicato il 11/09/2022