Sherlock Holmes al cinema e in televisione: gli interpreti

Curiositą e postille su Christopher Lee

L’attore britannico Christopher Lee (27 maggio 1922 - 7 giugno 2015) nella sua lunga carriera è diventato famoso per aver impersonato il Conte Dracula in numerosi film della casa cinematografica Hammer. È comparso in Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro, nella trilogia prequel di Guerre stellari e, nelle vesti di Saruman il Bianco nelle trilogie de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Ha lavorato in quasi 280 film, dal 1948 fino alla morte. È uno degli attori cinematografici più produttivi e per questo motivo, unitamente al fatto di aver intrapreso un’apprezzata attività di cantante a più di novant’anni, è entrato nel Guinness dei primati.

Parlando di Sherlock Holmes interpretato da Peter Cushing nel film The Hound of the Baskervilles del 1959, abbiamo già accennato al fatto che Christopher Lee ha impersonato Sir Henry Baskerville.

Alcune locandine associano al protagonista il volto di Christopher Lee con una espressione di stupore atterrito, la sola dimensione di questo personaggio, di scarsa consistenza narrativa già nel romanzo di Conan Doyle, e del quale Lee ha dato un’interpretazione un po’ legnosa.

Il vero esordio di Christopher Lee nei panni di Sherlock Holmes avviene nel 1962 col film Sherlock Holmes und das Halsband des Todes (Sherlock Holmes e The Deadly Necklace), ovvero La collana della morte, che in Italia viene intitolato La valle del terrore, come lo chiameremo anche noi nel prosieguo del discorso. Sherlock Holmes e la valle del terrore è una pellicola in bianco e nero di coproduzione tedesca-francese-italiana, uscita il 30 novembre 1962.

La trama presenta il professor Moriarty, archeologo ed egittologo di fama, come capo di una vasta banda di malfattori, che si impossessato della Collana di Cleopatra, rubata nel corso degli scavi archeologici della sua tomba. Gli sforzi di Sherlock Holmes si concentrano, in primo luogo, nel tentativo di convincere l’ispettore Cooper di Scotland Yard del nefasto ruolo criminale di Moriarty. Deve poi chiarire la morte misteriosa dell’ingegnere che in Egitto ha rubato la collana - poi giunta nelle mani di Moriarty - e che ha invano tentato di sparire per rifarsi una vita. In seguito, Holmes deve per due volte recuperare la collana, nei cui confronti l’egittologo-criminale mostra un attaccamento quasi morboso.

Il titolo italiano non appare troppo fuori tema, perché la sua trama nella prima parte ricicla quella del libro di Conan Doyle La valle della paura, sia pure con diversi adattamenti. È la parte più holmesiana, dove si mette addirittura in scena il personaggio di Fred Porlock, l’informatore di Holmes infiltrato nella banda di Moriarty, ribattezzato Jenkins e interpretato dall’attore italiano Franco Giacobini.

Questa parte, a nostro avviso, risulta quella più gradevole. Appare notevole l’interpretazione di Christopher Lee, all’epoca quarantenne, per la sua alta statura, la sua grande disinvoltura nell’indossare i panni d’ordinanza, come l’inverness a quadrettoni di notevole lunghezza. La sceneggiatura, in questa parte, gli attribuisce un atteggiamento scarsamente ironico e un po’ troppo ringhioso nei confronti dell’ispettore Cooper di Scotland Yard.

Il dottor Watson di Thorley Walters è un insopportabile idiota maldestro: lo dice lui stesso in una battuta: «Sono stato un babbeo».

Nella parte della signora Douglas del romanzo di Conan Doyle, ovvero la moglie dell’ingegnere ladro della collana, troviamo una giovanissima Senta Berger, attrice nata a Vienna nel 1941 e che ha lavorato molto per il cinema italiano.

La seconda parte del film propone una vera e propria successione di scontri tra Holmes e Moriarty: eleganti schermaglie verbali, ma anche duelli veri e propri. Più che atmosfere holmesiane, questa parte del film propone avventure in stile James Bond e “uomini d’oro”, atmosfere di un Egitto misterioso di maniera, rapine dall’elaborata organizzazione, mirabolanti travestimenti di Holmes. Va detto che alcune delle situazioni presentate sarebbero oggi improponibili anche in un film per ragazzi!

Il finale è “aperto”, forse in vista di un seguito che non c’è stato. Christopher Lee meritava decisamente di meglio.

In età avanzata, intorno alla settantina, il nostro ha di nuovo indossato i panni di Holmes.

Nel frattempo, ha interpretato Mycroft, il fratello di Sherlock, nel film Vita privata di Sherlock Holmes del 1970, il personaggio di Arnaud nel 1973, nella storia non sherlockiana di Conan Doyle The Leather Funnel della serie televisiva Great Mysteries, e, nel 1985, è stato il narratore del documentario televisivo The Many Faces of Sherlock Holmes.

È del 1991 il film per la tv Sherlock Holmes and the Leading Lady e dell’anno successivo Sherlock Holmes: Incident at Victoria Falls con Christopher Lee e Patrick Macnee come dottor Watson. Non ci risulta che ne esista una versione italiana.

Sherlock Holmes and the Leading Lady si può tradurre come Sherlock Holmes e la primadonna, intesa come la protagonista in un cast di attori o di cantanti. Non è basato su una storia originale di Sir Arthur Conan Doyle: nel 1910, il governo britannico sta per acquistare i piani per un innovativo detonatore di bombe, quando questi piani vengono rubati e il suo inventore austriaco assassinato. Gli anziani gentiluomini Sherlock Holmes e il dottor Watson si recano a Vienna per rintracciare questi piani, entrano in contatto con una rete di intrighi internazionali sostenuta dagli agenti di diversi governi, tutti interessati al nuovo detonatore. Ritrovano l’attrice Irene Adler, quella che Holmes definisce “la Donna”, interpretata da Morgan Fairchild. Sventano le trame di terroristi balcanici e salvano l’imperatore Francesco Giuseppe da un attentato al Teatro dell’Opera: ritardano così l’inizio della Prima Guerra Mondiale. Compaiono diversi personaggi storici, tra cui Sigmund Freud ed Eliot Ness, il poliziotto statunitense che ha fatto condannare Al Capone.

Le recensioni reperibili in rete giudicano molto favorevolmente l’interpretazione di Christopher Lee. MacNee è un Watson un po’ troppo sciocco, come quello di Nigel Bruce (per me insopportabile!), il Watson che affianca Sherlock Holmes impersonato da Basil Rathbone.

Ha fatto molto discutere Morgan Fairchild nei panni di Irene Adler, anche per la differenza di età tra lei, nata nel 1950, e Christopher Lee. Questa differenza non si percepisce tanto sulla scena, ma piuttosto quando si facciano i calcoli sull’epoca del loro primo incontro nel racconto Uno scandalo in Boemia, ambientato nel marzo del 1888, dove si dice esplicitamente che Irene è nata nel 1858!

Questo film non può essere considerato un apocrifo di Holmes di prim’ordine come Vita privata (1970) o Soluzione al sette per cento (1976), ma è considerato dignitoso e divertente. Dai due film prima citati riprende un aspetto largamente praticato da alcuni autori di apocrifi: inserire generosamente nella trama personaggi storici realmente esistiti. Secondo qualche recensore anglosassone questo mix avrebbe la finalità di coinvolgere il pubblico moderno, ipotesi non percorribile nel caso degli spettatori italiani che, in larga parte, non conoscono i personaggi storici stranieri (e spesso nemmeno quelli italiani).

In questo caso, oltre a Sigmund Freud e l’imperatore Francesco Giuseppe, compare addirittura il poliziotto americano Elliot Ness, al suo primo incarico. Più di un recensore ha sottolineato criticamente che Ness è nato a Chicago nel 1903, quindi al tempo della storia aveva sette anni!

Le critiche a Sherlock Holmes: Incident at Victoria Falls (Incidente alle Cascate Vittoria, N.d.A.), del 1992, appaiono sulla stessa lunghezza d’onda. La trama vede il re Edoardo VII chiedere a Sherlock Holmes di svolgere un altro compito prima del suo ritiro: salvaguardare il leggendario gioiello Stella d’Africa durante un viaggio a Città del Capo. Presto la pietra preziosa viene rubata e diverse persone finiscono per essere assassinate.

Anche in questo film, che appare ridondante e con una trama eccessivamente complicata, appaiono numerosi personaggi storici: oltre a Edoardo VII, addirittura Guglielmo Marconi, Theodore Roosevelt, 26º presidente degli Stati Uniti e la bellissima attrice Lillie Langtry, amante del re Edoardo VII quando era ancora Principe di Galles. Si rinnova l’anacronismo, visto che Lillie, nata nel 1853, all’epoca della storia, nel 1910, aveva 57 anni e non i 30 indicati dalla sceneggiatura!

Più benevolo il giudizio su Watson, leale, maldestro, ma non un buffone o un idiota e decisamente favorevole quello su Christopher Lee.

La mancata versione in italiano di questi due film ha fatto sì che ormai il pubblico nostrano praticamente non conosca Christopher Lee come interprete di Sherlock Holmes.

 

È stata fondamentale per questo articolo la consultazione di The Arthur Conan Doyle Encyclopedia.

 

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Articolo pubblicato il 22/09/2022