Torino - “Ecco a quale fase della crisi energetica si trova l’Italia”dall'osservatorio uBroker per l’energia

Cristiano Bilucaglia: “Rischio disordini sociali e azzeramento delle Pmi nei prossimi mesi”

Bollette, dolori e oneri degli italiani:

Un dramma che rischia sempre più di trasformarsi, al momento, in un vero e proprio incubo senza ritorno. Sul quale, inoltre, è sempre bene esprimersi con cautela, stante la molteplicità variabile di fattori in gioco, molti dei quali al di fuori del controllo diretto e dell’azione esplicita di governi ed editori. Naturale che, in un contesto simile, la parte del leone e insieme dell’ago della bilancia la fa la Russia”.

Sono parole di Cristiano Bilucaglia dell’Osservatorio uBroker per l’Energia, atte a spiegare la delicata transizione in atto.

E, soprattutto, a comprendere meglio a quale tappa del percorso involutivo si trova a questo punto l’Italia:

Il trend della crisi energetica si è suddiviso in tre livelli di allarme. Il primo coincide con la presa di coscienza del problema, con l’aumento degli stoccaggi e riserve, l’elargizione di misure atte a ridurre l’effetto della spesa straordinaria sui budget pro capite e familiari degli italiani, sondando le possibili risorse alternative e incrementando lo sviluppo di nuove fonti di approvvigionamento”.

Per poi riprendere:

La seconda è quella più concreta in cui queste misure vengono messe in atto, le nuove forniture avviate e il mix energetico ampliato, il risparmio energetico incentivato. Ultima, ma non per importanza, sarà la fase di contenimento delle erogazioni, che in questa precisa fase riguarda soprattutto il gas, in concomitanza con l’ampliamento del dialogo interno ed estero sul tema volto a individuare strategie comuni. In tutto ciò l’Italia continua con l’elargizione di bonus spesso insufficienti innanzi a una voragine di costo che rischia di sbilanciare pesantemente, ed è tutt’altro che un gioco di parole, i bilanci di una gran parte di cittadini e consumatori. Il tutto mentre i prezzi nella borsa elettrica subiscono aumenti fuori controllo, e velocemente anche. In parallelo, si stanno cercando strade nuove come la rigassificazione della materia prima liquida, e la riapertura di impianti di estrazione e lavorazione ormai spenti”.

Ma c’è di più. L’Italia stazionava a febbraio al 7° posto, in Europa, fra gli Stati russodipendenti sul fronte gas:

Resta presente il rischio di un brusco e pesante stop alle forniture pronto a peggiorare la qualità della vita, danneggiando il tessuto economico e imprenditoriale – prosegue Cristiano Bilucaglia - il che rappresenta uno spauracchio tremendo cui l’Italia sta cercando di far fronte da un lato potenziando gli accantonamenti di gas, dall’altro elaborando un nuovo mix energetico in tempi “politici”, più lunghi di quelli necessari. Fortunatamente sono sempre più proficui i rapporti energetici messi a punto nel periodo precedente, ma resta concreta la possibilità di razionamenti domestici in cui dover ridurre anche le temperature in case e luoghi di lavoro, esclusi ospedali e stazioni strutture sanitarie ovviamente. Questo è il periodo che sta attraversando il nostro Paese, ormai addentratosi nella seconda fase di allarme da diversi mesi”.

Resta chiaro e ben inteso che, se in detto, intermedio frangente nulla dovesse spostare l’asse della questione in un’ottica di ritorno ad adeguate condizioni di normalità al di fuori della contingenza presente:

I razionamenti energetici, di cui abbiamo stilato una lista degli 10 più probabili, sono la spada di Damocle pronta a colpire la nazione, che se mal gestito porta con sé almeno 11 disagi per le famiglie tra cui il possibile pericolo di disordini sociali gravi e ricorrenti, ma non è ancora detta l’ultima parola. Il risparmio energetico individuale e il senso civico potrebbero giocare la mano decisiva durante questo inverno rischioso per tutti

chiosa il Presidente di uBroker, casa dell’Osservatorio per l’energia.

 

 

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Articolo pubblicato il 12/10/2022