Habemus Giorgia(m)

La cronaca è già Storia

In Conclave, c’è chi entra da Papa e ne esce Cardinale.

Nell’agone politico per il rinnovo di questo nostro Parlamento Giorgia Meloni c’è entrata da Premier e ne è uscita da Premier.

Habemus Giorgia(m)”, dunque! La “(m)” ci vuole, perché qui Giorgia è complemento oggetto della frase latina; ma lei non è un complemento, è un bel soggetto, che stentoreamente ha urlato alle folle dei comizi e agli spettatori delle TV di mezzo mondo: “Io sono Giorgia!”.

I mezzi di informazione hanno dato notizia che il 22 di ottobre del 2022 Giorgia Meloni è stata nominata Presidente del Governo della nostra Repubblica. La cronaca finisce qui, ma è già Storia.

La cronaca registra ogni giorno i fatti del giorno, così come avvengono nella loro conseguenzialità; è pura e semplice informazione: un osservatore in qualche modo interessato all’evento, ne riferisce in modo più o meno obbiettivo e mette altri in condizione di condividere la conoscenza del fatto.

Ci sono però fatti relativi a persone dotate di soggettività storica.

Giorgia Meloni è una di queste. Dopo 30 uomini, è la prima donna chiamata a ricoprire il prestigioso incarico di Presidente del Consiglio dei ministri nella nostra Repubblica. Dopo 67 Governi, questo appena nominato è il primo guidato da una donna. Ha 45 anni, che possono apparire pochi per un incarico di così alto livello e di così notevole prestigio internazionale. La sua formazione politica di destra affonda profondamente le radici nel solco tracciato dalla ideologia fascista. Alle ultime elezioni per il rinnovo del nostro Parlamento ha legato le sorti di “Fratelli d’Italia”, partito da lei presieduto, a “Lega” e “Forza Italia”, e in questa coalizione di centrodestra, che ha vinto le elezioni, ha raccolto il maggior numero di preferenze. Dopo 76 anni di vita, la nostra Repubblica vede per la prima volta una personalità politica della destra al potere come Primo Ministro e questo scuote non solo l’Italia, né solo l’Europa Unita, le quali temono che possano materializzarsi i fantasmi di un Fascismo ancora presente in certe menti. In questa Europa, peraltro, funestata da una guerra insensata, Giorgia Meloni è andata al governo con altri due partiti politici i cui legami allacciati con la Russia dai rispettivi leader sono motivo di non poco imbarazzo, per i legami che legano l’Italia all’ONU, alla NATO e alla Unione Europea.

Per tutto questo, la nomina di Giorgia Meloni a Capo del Governo appena costituito proietta la notizia di cronaca direttamente nella Storia, il cui contesto è internazionale.

L’evento, infatti, ha potenziali che, attraverso il presente, rimandano al passato e introducono il futuro ed è quindi già Storia l’insediamento a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni, che sposta a destra le fonti politiche di governo del Paese; è un cambiamento sociale improvviso da noi, ma nel filone dei tempi nuovi, pare, della compagine europea, che ha già visto ad aprile di questo anno la Francia rieleggere Macron come Presidente ma dare ben il 41% dei voti a Marine Le Pen, elemento politico di spicco del Rassemblement National, partito di destra, e che, nelle elezioni parlamentari del settembre scorso, ha visto i Democratici Svedesi, formazione anche questa di destra, come secondo partito più votato in quel Paese.

La cronaca ha registrato il fatto: una donna in Italia porta la Destra al potere. Tocca alla Storia interpretare adesso questo evento mentre le articolazioni di questo potere nel tempo fonderanno, in seguito, il giudizio della Storia.

Giorgia Meloni pare sappia bene che passerà alla Storia non solo per quel che farà in Italia, ma anche per quello che farà in campo internazionale e ha già messo le mani avanti nel discorso alle Camere, che hanno votato la fiducia al suo Governo: “Non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime. Fascismo compreso… L’Unione Europea per noi è la casa comune dei popoli europei… Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea, nei quali da sempre mi riconosco… L’Alleanza Atlantica garantisce alle nostre democrazie un quadro di pace e sicurezza che troppo spesso diamo per scontato. È dovere dell’Italia contribuirvi pienamente… Chi dall’estero dice di voler vigilare sull’Italia non manca di rispetto a me o a questo governo, manca di rispetto al popolo italiano che, voglio dirlo chiaramente, non ha lezioni da imparare.”

Giorgia Meloni pare conosca bene anche le non poche e le molto complesse problematiche sociali ed economiche all’interno del nostro Paese, per cui “Il contesto nel quale si troverà ad agire il governo è molto complicato, forse il più difficile dal secondo dopoguerra ad oggi… Siamo, dunque – ella aggiunge - nel pieno di una tempesta, con un'imbarcazione che ha subito diversi danni, e gli Italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata. Non sarà una navigazione semplice, per la gravosità delle sfide, ma anche per il pregiudizio politico”.

Ci auguriamo, quindi, per il nostro bene, e le auguriamo, che col vento del buon governo Giorgia porti con sicurezza la nave Italia “fuor dal pelago alla riva”. Non siamo forse “un popolo di navigatori”, oltre che “di poeti, di artisti, di santi, di pensatori, di scienziati, di trasmigratori?”.

  • Ma chi lo ha detto? Dante ha detto anche questo?

  • No. Lo ha detto Mussolini.

  • Ah!

C’è poco da irridere sarcasticamente su queste qualità degli Italiani, come fa qualcuno talvolta per ironico dileggio, magari col contorno di pizza e spaghetti: è una frase scolpita, coi caratteri cubitali della scrittura epigrafica romana, sul frontespizio del così detto Colosseo quadrato a Roma zona EUR. Fu costruito col “placet” d’una Commissione presieduta da Marcello Piacentini, architetto urbanista e massimo ideologo del monumentalismo di regime fascista. Oggi, l’edificio è denominato Palazzo della Civiltà Italiana. Una civiltà di cui dobbiamo essere orgogliosi e andar comunque fieri, pur con quel suo periodo incidentale ormai chiuso tra due parentesi, che lo pongono su di un piano storico ben diverso dal resto del contesto.

Si vales, vàleo.

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Articolo pubblicato il 28/10/2022