Bologna – Il grande racconto del Mediterraneo

Lo splendido volume del professore Egidio Ivetic edito dal Mulino per ritornare ad apprezzare questo stupendo luogo che nel passato è stato fonte di storia, civiltà, poesia, arte sfondo di narrazioni cinematografiche

La storia del Mediterraneo non si comprende se non teniamo conto delle straordinarie vicissitudini, passato dall’essere un mezzo quale è stato per millenni , ad essere oggetto di studio, di sovranità nazionali, di immaginario  nell’Ottocento, sino a diventare una mera risorsa da sfruttare, e negli ultimi tempi con tristezza e diventato cimitero di immigrati che s’imbarcano  dal Nord Africa alla ricerca di un futuro migliore.

Il nuovo volume del professor Egidio Ivetic  “Il grande racconto del Mediterraneo” ( Società editrice il Mulino,  390 pp. rilegato , 260 ill. col – foto copertina  ), uno dei più attenti studiosi di questi temi,  che sempre per il Mulino, nel 2019  aveva pubblicato il libro “Storia dell’Adriatico. Un mare e la sua civiltà”

Il racconto, si sviluppa in dieci capitoli, documentati da 260 immagini, inizia il viaggio dal punto, che per millenni il Mediterraneo fu inteso come la fine del grande mare, poiché immetteva nell’oceano ignoto e sterminato, che circondava la terra: lo stretto di Gibilterra. 

“Il Mediterraneo è il cuore incandescente di un unico vitale continente afro – euro - asiatico, l’epicentro della grande storia che qui transita e da qui scaturisce, il luogo in cui si è concentrato per alcuni millenni il mondo immaginabile.

Come comprendere quella straordinaria «pianura fluida» che è il Mare Nostrum? Mettendoci sulle tracce delle civiltà sepolte? Ripercorrendo il vagare di eroi erranti come Ulisse, Enea o i viaggi dei pellegrini verso la Terrasanta? Interrogando gli strati e i substrati archeologici? Abbracciandone il paesaggio oppure lasciandosi abbacinare dai capolavori artistici?

Il racconto mai concluso di una storia millenaria, unica e imprescindibile, fatta di guerre e convivenze, scambi e antagonismi, invasioni e diaspore, ibridazione ininterrotta di saperi, miti, leggende, manufatti, nel coesistere di culture religiose ora dialoganti ora in conflitto. Il ritratto in movimento di una civiltà e del suo mare.

Il mare si è poi trasformato in oggetto. Oggetto di conoscenze scientifiche, di studi idrologici, biologici marini; oggetto di sovranità nazionale, in cui si è proiettata l’ambizione marinara dei paesi, definito da carte nautiche, fari, militarizzazione delle coste, precise regole doganali ed eccezioni(comunque regolate) come i porti franchi, marine militari; oggetto di una nuova sensibilità romanica.

Il Mediterraneo è poi stato visto e  trasformato in risorsa da sfruttare, dagli impianti per estrarre idrocarburi e gas agli stabilimenti  balneari, dalla speculazione o «programmazione» edilizia alle crociere su navi mastodontiche, dalla commercializzazione delle cosiddette «città d’arte» alla perimetrazione di zone economiche esclusive”.

Negli ultimi decenni, infine è diventato il teatro di migrazioni che partono dal Sahel e dal Medio Oriente, flussi di individui in fuga da realtà disperante quanto non atroci, percorrono in condizioni spesso proibitive tre rotte principali, occidentale, verso la Spagna; centrale verso l’Italia; orientale, verso la Grecia. Sono sospinti dalla motivazione di sempre:la ricerca di una vita diversa.

Per Hegel (filosofo poeta tedesco), il Mediterraneo rappresenta l’asse della storia mondiale, nel suo passaggio da oriente verso occidente. In una sorta di «compresenza» marittima e antropologica, nel corso dei secoli i diversi filoni della sua storia non fanno che intersecarsi e reagire gli uni sugli altri: la Grecia antica, la potenza imperiale romana, il cristianesimo latino il Rinascimento italiano, la tradizione cristiana ortodossa, Costantinopoli e l’impero bizantino, la civiltà islamica che ha trovato il suo primo compimento nell’espansione lungo le sponde mediterranee, e le comunità ebraiche che csi sono sviluppate praticamente in ogni città mediterranea.

Il Mediterraneo e poi stato per millenni   nella sua storia  un mezzo, per spostare beni e uomini, per connettere terre lontane, per rendere possibile la sussistenza anche là dove non lo era. Conoscere  o riconoscere, per  continuare ad amare  questo nostro: Mediterraneo, attraverso le splendide pagine del libro.      

Autore: Egidio Ivetic insegna Storia del Mediterraneo nell’Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato «Le guerre balcaniche»(nuova ed.2016),«Storia dell’Adriatico. Un mare e  la sua civiltà»(2019),«I Balcani. Civiltà,confini, popoli(1453-1912)»(2020),«Est/Ovest. Il confine dentro l’Europa»(2022).

Descrizioni immagini:

Foto copertina libro

Foto 1: Bernard de Guinhald, “Hiver à Antibes, Juan Les - Pins, 1930,coll. Priv.

Foto 2: Poster dell’Esposizione ibero-americana di Siviglia, 1929

Foto 3: Vincenzo Maria Coronelli, “il Golfo di Venezia,1688”

Foto 4 Mappa del canale di Suez, 1913

Foto 5 Apertura alla navigazione del Canale di Suez il 17 novembre 1869.

Foto 6  “La partenza da Quarto”, ca. 1860, Torino Museo Nazionale del Risorgimento

Foto 7 Mappa dei possedimenti britannici in Europa, dall’Harmsworth Universal Atlas and Gazeteer, ca-1906

Foto 8 Copertina di pagella fascista, 1940-41

Foto 9 Xavier Corbero, “Omaggio al Mediterraneo”, 1983, Barcelona, Plaza de Soller

Foto10 Massimo Baldini, “Mare Nostrum”,2013, coll. Priv.

La documentazione fotografica del testo è tratta dal volume:

“Il Grande Mediterraneo” di Egidio Ivetic, pp.390, rilegato, 260  ill. col. e b/n, Editrice il Mulino, Bologna  €48.00

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 01/12/2022