Conte e il M5S alzano i toni contro il Governo Meloni

In tempi di tensioni economiche e sociali non è una scelta avveduta.

In questi giorni Giuseppe Conte, leader del “Movimento 5 Stelle”, sta attaccando il Governo Meloni con un’aggressività tutt’altro che istituzionale.

Il 5 dicembre scorso, subito dopo il pronunciamento di Bankitalia, il politico pentastellato ha tuonato così: “E’ un governo forte con i poveri e con il ceto medio. Ieri Crosetto ha dovuto ammettere che questa manovra penalizza anche il ceto medio, che viene ulteriormente impoverito, mentre in Europa si inchina ai poteri forti. Siamo passati da Draghi che non è riuscito a scrivere una norma decente sugli extraprofitti, da cui voleva ricavare 10 miliardi che non sono mai arrivati, a un governo che ridenomina quella norma come contributo straordinario di solidarietà e vuole ricavarne solo 2 miliardi e mezzo”.

Ci si chiede come Conte possa criticare in modo così aspro i suoi successori quando lui a Palazzo Chigi ha fatto dei danni inenarrabili sulla gestione della pandemia da Covid-19, abbandonando più della metà degli italiani in balia di loro stessi a causa di uno scellerato lockdown.

Probabilmente la forza di attaccare gli avversari gli viene da Maurizio Landini, Segretario Generale della CGIL, che con Conte condivide il sostegno a vita alla misura assistenzialista del Reddito di Cittadinanza.

Landini, in quanto sindacalista, dovrebbe ricordare che milioni di italiani, grazie ai lockdown del Governo Conte si sono ritrovati in condizioni di indigenza ben più gravi di quelle che sta attraversando oggi il Paese. Ma si sa, al sindacato va tutto bene sin quando i lavoratori continuano a pagare la tessera mensile.

Toni molto aggressivi e pericolosi arrivano anche dalla Calabria dove l’ex-onorevole Riccardo Tucci, “Movimento 5 Stelle”, invita la popolazione calabrese a puntare il dito contro i parlamentari regolarmente eletti che hanno un doppio incarico, peraltro permesso dalla legge.

Rivolgendosi alla platea dei pentastellati convenuti a Reggio Calabria Tucci ha detto: “Dico che sarebbe ora che si cominciassero a dimettere coloro i quali attualmente usufruiscono del doppio incarico di parlamentare e di consigliere regionale, perché anche questo è un paradosso tutto calabrese. In un governo in cui abbiamo dei governanti che intendono abolire il reddito per chi non ce la fa, abbiamo persone che hanno il doppio stipendio”.

Evidentemente Riccardo Tucci ha ancora il bruciore di stomaco per il pessimo risultato politico del “Movimento 5 Stelle” alle ultime elezioni politiche. Probabilmente rimpiange i suoi trascorsi giovanili nel Partito della Rifondazione Comunista.

Come tutti ben sappiamo il M5S ha da sempre toni forti e sprezzanti verso gli avversari politici ma, in un momento storico di tensioni sociali come il nostro, sarebbe bene abbassare un po’ i toni e cercare di creare un clima di pacificazione onde evitare eventuali escalation di violenza.

Decisamente più conciliante l’ex-senatore Fabio Auddino che, parlando della riorganizzazione del “Movimento 5 Stelle”, ha detto: “Noi eravamo quelli che tanti anni fa dicevano tutto il male possibile dei partiti. In verità io già tanti anni fa però ho sottolineato agli attivisti che si doveva prendere quello che di buono avevano i partiti. Noi siamo un caso a sé. In verità non siamo né un partito né siamo più il Movimento di una volta. Ripeto: di partito e di partitocrazia non abbiamo nulla, di organizzazione partitica abbiamo tanto e stiamo facendo tanto perché si abbia ancora di più”.

Il clima politico che si sta creando nelle stanze dei bottoni della Regione Calabria pare essere incandescente.

Il M5S sa bene che da solo non ha un futuro ma, al contempo, critica la maggior parte delle scelte che il “Partito Democratico” pone in essere. Quale futuro per un soggetto politico che – a detta di Fabio Auddino – non è né un partito come gli altri né il movimento fondato da Gianroberto Casaleggio?

Staremo senz’altro sul pezzo nella speranza di capire quale ruolo intenderanno giocare Giuseppe Conte e i suoi nella vita politica del Paese.

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Articolo pubblicato il 08/12/2022