21 dicembre:  il solstizio d'inverno e le origini delle feste natalizie
Il lleggendario osservatorio megalitico di Stoonehenge, 130 km a ovest di Londra

Tra banchetti, scambio di doni e brindisi, un breve percorso nella storia dell’umanità, sempre affascinata dai misteri del cosmo

Quest'anno il giorno del solstizio d'inverno cade mercoledì 21 dicembre 2022 (alcuni anni il 22).. È l’inizio astronomico della stagione fredda, destinata a durare fino all'equinozio di primavera. Dunque l'inverno inizia quando il fenomeno percepito del Sole sempre più basso all’orizzonte, sembra fermarsi, per poi riprendere ad allungare le ore di luce nei giorni seguenti.  Solstizio infatti, significa “Sole fermo” (dal latino sol-sistere),

 

Da un punto di vista astronomico, il solstizio è l’attimo in cui il Sole raggiunge il punto estremo di declinazione, durante il suo moto lungo l’eclittica (il percorso che la Terra compie in un anno rispetto alla sua stella) È un moto “apparente” perché, sebbene sia la Terra a girare intorno al Sole, l’impressione è che, a spostarsi nel cielo sia il Sole e non viceversa.

L’orbita “ellittica” della Terra attorno al Sole

In età ellenica l'origine delle stagioni era attribuita a Mitra, divinità "solare" tramandata dall'induismo e dalla  religione persiana, ma da un punto di vista cosmico, che fosse la terra a girare attorno al sole e non viceversa, nelle radici della nostra cultura classica fu un’intuizione dovuta a Samo, astronomo greco, nel IIº secolo a.C. Una teoria poi abbandonata solo 100 anni dopo, a favore di quella tolemaica che metteva la Terra al centro.

Per rimettere in ordine il sistema solare, si sarebbe dovuto attendere il 1473, quando un altro astronomo, Nicolò Copernico dimostrò che il sole era al centro e i pianeti girano attorno, così come rimasto fino ai nostri tempi in aria di conquista dello spazio “ultima frontiera”. L’interesse ai movimenti celesti però, risale ad antiche ere e a civiltà remote che, in ogni parte del globo, grazie a ingegnosi metodi d’osservazione, hanno sempre studiato le traiettorie della Terra tra gli astri, prestando attenzione ai solstizi d’inverno e d’estate, sia agli equinozi di primavera e d’autunno, dedicando loro riti propiziatori, cerimonie e festeggiamenti così come è usanza tramandata nei millenni, giunta fino ai giorni nostri.

L’origine dell’albero di Natale e dei banchetti

Per i popoli celtici, al solstizio d’inverno corrispondeva la festa di Yule, durante la quale si banchettava intorno al fuoco e si riveriva l’abete, sempreverde simbolo di forza e di resistenza alle intemperie, e se ne adornava il più maestoso nei pressi del villaggio. Tradizione giunta fino a noi sotto forma di albero natalizio.

Dopo il solstizio, i banchetti comprendevano il sacrificio di alcuni animali (capretto, pecora, maiale) consentendo di acquisire calorie nel periodo freddo, ma solo dopo che, ancora una volta il sole aveva ripreso ad allungare la luce del giorno e quindi, entro pochi mesi si sarebbe potuto tornare a seminare e raccogliere frutti. Sacrificare animali serviva a far bastare le provviste fino ai primi raccolti; provviste che altrimenti sarebbero servite soprattutto a nutrire gli armenti.

Il 25 dicembre in India si decoravano le case con ghirlande. La nascita del Buddha era fatta risalire in quel giorno, quando lo “spirito Santo” discese sulla sua madre Maya. In Egitto, il 25 dicembre si festeggiavano Horus, dio della luce, e Osiride, dio dei morti. I greci celebravano Ercole, i romani Bacco, dio del vino e della vendemmia.

I “natali” di Gesù, i regali e le vacanze fino all’Epifania

Per i romani il solstizio d’inverno era l’occasione per far baldoria. In quel periodo gli schiavi usufruivano di “licenza” dal 17 al 28 dicembre (vacanze "Saturniali"), assumendo gli stessi diritti dei Patrizi. Opportunità per orge, banchetti e sacrifici, durante i quali si scambiavano anche doni di modesto, ma simbolico valore. Le feste erano dedicate a Saturno, dio dell’agricoltura e avevano un significato di rinascita e nuova luce.

Riferimenti che coincidono con lo stesso tempo e il medesimo messaggio del Natale Cristiano, la nascita di Gesù, inteso come avvento di una nuova era di salvezza. L’abitudine a scambiarsi dei regali il giorno di Natale si riallaccia alla festività cristiana e il prolungarsi fino al 6 gennaio, giorno in cui il Bambin Gesù si “manifesta” (in greco:Epiphaneia, da cui Epifania) ai re Magi portatori di doni e agli stessi pastori giunti a omaggiare la nascita del Gesù bambino. La Befana è invece una burlesca figura della tradizione italiana, forse eredità di propiziatori riti pagani poi ereditati dai Romani.

Saturnialia, le feste romane dedicateal dio Saturno (servi sono assieme ai signori)

Le origini di babbo Natale e dei regali ai bambini

La figura di Babbo Natale nella cultura cristiana è legata a San Nicola di Myra (città dell’impero bizantino), protettore dei bambini. Per le tradizioni germaniche, Odino, durante il solstizio invernale partiva per una grande battuta di caccia. La notte, i bambini lasciavano gli stivali fuori delle porte, con dentro ortaggi per il suo cavallo. Nottetempo, Odino li avrebbe sostituiti con regali e dolciumi. Nel folclore islandese invece, a riempire gli stivali erano 13 folletti.

Babbo Natale è sbarcato nel Nuovo Mondo nel XVII secolo, presso le colonie olandesi di New Amsterdam, poi New York, come San Nicola che, tradotto in olandese è Sinterklass, da cui il Santa Klaus americano che a sua volta si è diffuso rapidamente sulla superficie del pianeta.

L’origine del presepe e il brindisi con le bollicine

il presepe è attribuito a San Francesco d’Assisi che, dopo un pellegrinaggio a Betlemme nel Natale del 1222, avendo assistito alle rievocazioni della nascita di Gesù, l’anno seguente allestì il primo presepe vivente a Greccio, un paese dell’Umbria.

 

Anche il brindisi di Capodanno, risale a questo periodo, poiché è adesso che la fermentazione del vino e della birra raggiunge il suo apice. Un’altra buona scusa per far baldoria già per i nostri antenati che brindavano tra le mura del calore domestico. Infine, anche il territorio agricolo di questi tempi va in vacanza, anche ben oltre l’Epifania, in attesa nella ripresa dei lavori e della primavera, perciò anche se i tempi sono duri ricordiamoci delle nostre origini, festeggiamo moderati e consapevoli della nostra storia.

Buone Saturniali a tutti!

 

 

Fonti e foto: http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=27145

 

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Articolo pubblicato il 21/12/2022