APRI
IL
MENU'
L’Angolo della Poesia
Quando l’ispirazione scaturisce da misteriosi scherzi dei neuroni e da qualcos’altro nascosto nel cervello
E due brevi poesie raccolte in uno scrigno della memoria
Articolo di Carlo Mariano Sartoris
Pubblicato in data 13/08/2023

Nel 1980 prestavo servizio di leva presso il Comando Brigata Alpina Taurinense, situato a dieci minuti dalla mia dimora. Era impossibile resistere alla tentazione, la sera, inventandomi sempre nuovi stratagemmi, fuggivo regolarmente dalla caserma, braccato dai sottufficiali che lo sapevano e coperto dai commilitoni che erano fieri di me. Sorpreso in flagrante, non lo fui mai.

Una notte, mentre ero a casa, mi svegliai di soprassalto, cercai un quaderno ed iniziai a scrivere senza motivo apparente. Alcune tra queste parole vomitate di getto furono una profezia, come se un angelo avesse parlato da dentro, per ammonirmi, per farmi capire quale destino mi avrebbe destinato il tempo

Memore di quanto furono premonitrici ne riportai alcune sul mio primo libro: “Il quinto lato del quadrato”, iniziato a scrivere nel 1991,aggrappato ai ricordi, per “non dimenticare”, travolto da eventi devastanti che tentarono di distruggere quella parte mentalmente ancora sana e buona di quel me d’allora,

 

Pensiero numero 1

 

In fondo non è male

restare seduti a guardare lontano

e pensare...

che non sempre

la disperazione invita a correre.

 

Senza potermi muovere

 

Immobile, ti ho vista

andare di fretta,

bella nella via.

Ti ho sorriso,

hai risposto.

Anche se non lo saprai mai

ringrazierò il tuo viso

per sempre.

 

Come i monumenti   

 

Perché poi resistere

aggrappandosi a rocciose basi

e combattere

perdere una volta

e vincere ancora

e beffare mille volte il tempo

e spezzare mille volte il vento

per ritrovarsi

dopo mille anni

sgretolati reperti dimenticati

statici, inutili

sepolcri e ruderi.

 

Queste ed altre brevi ispirazioni scrissi quella notte, tutte stranamente malinconiche, come allora non ero stato mai. Sei anni dopo ero steso in un letto d’ospedale, paralizzato da un incidente che, qualcosa di inascoltato e misterioso, col tempo mi aveva quasi pronosticato il dove, il come e quando.

Troppo tardi per capirlo. Consapevole delle opportunità perdute, tentando di mettere pace nel mio presente iniziai a scrivere un certo numero di poesie intrise e sgocciolate di presente e di passato.

 

GIOVANI SCOGLI

 

Illimitato

certezza avevo

di esistere

di morire mai

così vivevo

solido

senza timore

anche se muto

percepivo me

gracile

corpo fugace

il non essere

un divenire

eterno                                      

 

LAMENTI DAL CUORE

 

Lise memorie di

Languide ore d’amore

Lunghe carezze e fini

Lucide stille amare

Liriche frasi e canti

Labili e dolci giorni

Limpide notti chiare

Libera gioventù

Lievi moniti e voci di

Laceri istanti e poi

Lacrime fino ai denti

Livide ombre scure

Logori tempi duri

Luridi impedimenti

Lerci e violenti

Ladri impuniti

Del tempo che fu                               

 

Oggi, nel cuore di questo agosto “riscaldamento globale” e di un mondo maltrattato che si è ammalato molto in fretta, dopo essere uscito ancora una volta graziato nel mio tempo biologico dopo oltre due mesi di una lunga battaglia in ospedale, sono caduto quasi per caso su un vecchio documento che contiene decine di poesie legate a un periodo poi sostituito da altri iimpulsi emotivi. Qualcuna ha vinto anche dei premi e ho trovato qualcosa di buono. Sperando di suscitare qualche emozione, forse ne farò seguire qualcun’ altra, magari più gaia.

 

Buon Ferragosto a ogni lettore

 

© 2023 CIVICO20NEWS - riproduzione riservata

Altre notizie di
L’Angolo della Poesia