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«Si mes vers avaient des ailes» all’Oratorio di San Filippo Neri a Torino
Laura Capretti mezzosoprano e Sandro Zanchi pianoforte
Prosegue la stagione dell’Accademia Corale Stefano Tempia
Articolo di Milo Julini
Pubblicato in data 25/11/2022

Sabato 26 novembre, alle 17.30, la stagione dell’Accademia Corale Stefano Tempia proseguirà presso l’Oratorio di San Filippo Neri, in via Maria Vittoria, 5, a Torino con il concerto “SI MES VERS AVAIENT DES AILES”.

Partecipano Laura Capretti mezzosoprano e Sandro Zanchi pianoforte.

Nota di sala (di Danilo Karim Kaddouri)

Il genere della mélodie française nasce e si sviluppa in Francia a partire da metà Ottocento. Pur condividendo con il genere del lied la destinazione strumentale (una o più voci con accompagnamento strumentale spesso affidato al pianoforte), quello della mélodie si distingue da esso per alcune caratteristiche peculiari. Come ha osservato il compositore Charles Koechlin in un articolo redatto nel 1925, la mélodie è «una delle manifestazioni più “aristocratiche” della musica. Si può concepire che dei lieder di Schumann, di Schubert o di Brahms siano cantati e compresi dalla gente comune: ma la gente comune (stante la cultura attuale) è molto distante dalle mélodies di Claude Debussy, di Henri Duparc o di Gabriel Fauré». Tra le caratteristiche principali della mélodie française possiamo includere la grande aderenza al testo messo in musica, la qualità delle linee melodiche, la raffinatezza delle soluzioni armoniche impiegate e, in generale, l’intenzione allusiva, più che meramente descrittiva, della musica.

Tra i primi esempi di mélodie non si possono non citare le Nuits d’été composte da Hector Berlioz nel 1841; altri compositori che si cimentarono in questo genere furono Charles Gounod e Jules Massenet.

Nella prima mélodie in programma, Beau soir, Claude Debussy mette in musica una poesia di Paul Bourget in cui la sera viene descritta come momento durante il quale «un invito a esser felici sembra sgorgare dalle cose / e innalzarsi fino al cuore inquieto. // Un invito a godere del fascino di essere al mondo / finché si è giovani e la sera è incantevole, / perché noi ce ne andremo come se ne va quest’onda: / lei al mare, noi alla tomba».

Gabriel Fauré è stato uno dei più raffinati compositori francesi di tutti i tempi. Clair de lune mette in musica una poesia di Paul Verlaine ed è considerato un esemplare tra i più rappresentativi del genere della mélodie. Può essere interessante notare come i versi iniziali della poesia («Votre âme est un paysage choisi / Que vont charmant masques et bergamasques / Jouant du luth et dansant» (*) diedero il titolo a una suite orchestrale dello stesso Fauré e alla suite per pianoforte Masques et bergamasques di Claude Debussy, che include il celeberrimo Clair de lune.

Reynaldo Hahn è stato un compositore venezuelano naturalizzato francese: dotato di un talento precoce tanto al pianoforte che nel canto, si dedicò assiduamente alla composizione di mélodies, arrivando a scriverne più di duecento. Il programma di questo concerto ne propone tre di assai famose: Si mes vers avaient des ailes (composta a soli quattordici anni), À Chloris e L’énamourée.

Francis Poulenc si cimentò nel genere della mélodie per tutta la vita, portando la sua arte alla perfezione: a questo proposito Cocteau osservò che «la peculiarità di Poulenc è quella di mettere in evidenza il testo. […] Ci si domanda se il testo così musicato non sia l’unica forma possibile di declamazione della poesia». Les chemins de l’amour appartiene al novero di quelle sue mélodies caratterizzate da un tono fresco e leggero: si tratta di un valzer cantato, estratto dalle musiche per la piéce teatrale Léocadia, che presto conobbe un buon successo anche come composizione a sé stante.

La prima metà del programma del concerto si conclude con l’Hymne à l’amour, una canzone composta da Marguerite Monnot e resa immortale dalla voce di Edith Piaf.

Silent Noon è una canzone estratta da un ciclo nel quale Ralph Vaughan Williams mette in musica sei sonetti del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti; la poesia allude a quell’ora incantata «di comunione intensa e inesprimibile, quando il silenzio dei due [amanti] è canzone d’amore». John Ireland è stato un compositore anomalo nel panorama inglese: autore di miniature pianistiche e di liriche per canto e pianoforte, fu fortemente influenzato dai compositori francesi (o attivi in Francia) suoi contemporanei (in particolare, da Claude Debussy, Maurice Ravel e Igor Stravinsky), e per questa ragione egli è considerato, insieme allo stesso Vaughan Williams, ad Arnold Bax e a Frederick Delius, un esponente dell’impressionismo inglese.

Charles Ives è stato uno dei più importanti compositori statunitensi: riconosciuto come una delle voci più originali dei suoi tempi, è oggi ricordato principalmente per le sue composizioni strumentali, caratterizzate da un forte spirito di ricerca e sperimentazione. Il programma di questo concerto esplora un versante poco frequentato della sua ricca produzione, proponendo quattro sue liriche per voce e pianoforte. Un’influenza della musica afroamericana, che si manifesta nell’uso di melodie spiritual, blues e jazz, è invece evidente in Lost in the stars, una canzone tratta dal musical eponimo di Kurt Weill.

Il concerto si chiude presentando i Quattro rispetti op. 11 di Ermanno Wolf – Ferrari, compositore veneziano ricordato soprattutto per la sua produzione teatrale (molto famose la sua opera Sly e le sue commedie di soggetto goldoniano) e la celebre romanza in napoletano Era de maggio di Mario Pasquale Costa.

 

(*) Sono versi che è quasi impossibile tradurre senza guastare la bellezza dell’originale: «La vostra anima è un paesaggio incantevole, ammirato da maschere che suonano il liuto e che danzano bergamasche» (Rosati). La bergamasca è una danza tradizionale in ritmo di 2/4 originaria della città di Bergamo.

Programma:

 

Claude Debussy (1862-1918)

Beau soir

Gabriel Fauré (1845-1924)

Clair de lune

Reynaldo Hahn (1874-1947)

A Chloris

Si mes vers avaient des ailes

L’énamourée

Francis Poulenc (1899-1963)

Les Chemins de l’amour

Édith Piaf (1915-1963)

Hymne à l’amour

Ralph Vaughan Williams (1872-1958)

Silent Noon

John Ireland (1879-1962)

When I am Dead, my Dearest

Charles Ives (1874-1954)

Autumn

Night of Frost in May

Song for Anything

In Summer Fields

Kurt Weill (1900-1950)

Lost in the Stars

Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948)

Quattro Rispetti op. 11

Mario Pasquale Costa (1858-1933)

Era de maggio

 

Ingresso a 5 euro.

https://www.ticket.it/musica/evento/si-mes-vers-avaient-des-ailes.aspx

Solo per informazioni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 scrivere segreteria@stefanotempia.it oppure telefonare al numero 389.9117174.

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