Siamo proprio così diversi l’uno dall’altro come crediamo?

Non lo possiamo essere più di quanto lo siano i semi della stessa pianta; da ognuno, e non solo da uno, può nascere una nuova pianta della stessa specie. Ma una pianta può nascere solo se il seme accetta di morire nella terra.

 

 

Parte quinta del nono incontro dei dialoghi sul senso della vita tenutosi nel pomeriggio del giorno 25 ottobre 2013 presso la biblioteca di San Raffaele Cimena (To) sede dell’UNITRE locale.

 

… prosegue dalla parte quarta

 

Cosa significa allora cercare il senso della vita nella pratica, cioè un senso della vita che si aggiunge e comprende tutti gli altri sensi. Un senso che non separa più le cose dicendo per esempio “ho male alla mano” oppure “ho male alla pancia”, ma lasci spazio e permetta al “sistema essere umano” di intervenire dove serve senza interferire, esattamente come fa durante la notte per riparare i danni della giornata. Un senso che non cerca più cause o colpe di ciò che sta avvenendo, ma semplicemente riconosce e accetta il cambiamento necessario imposto dallo svolgersi della vita. Molto più semplice ed efficace, se solo abbiamo più fiducia e responsabilità e meno paura e dipendenza! Anche se porterà con se alcuni aspetti negativi oltre a quelli positivi; tanto già domani sarà di nuovo tutto diverso … se lascio ad ogni cosa il tempo e lo spazio per chiarirsi scoprirò che nulla avviene contro la mia esistenza! Fino a quando serve che così sia!

 

Non farò più resistenza al cambiamento necessario, pur dovendo continuare a fare l’attenzione dovuta, e scoprirò, per esempio, che nel mio sistema diminuiranno fortemente, di numero ed intensità, gli episodi infiammatori. Occorrerà comunque fare la dovuta attenzione che è richiesta da tutte le cose che facciamo; ognuno di noi sa bene cosa può accadere se scendiamo i gradini di una scala con la testa nelle nuvole! Eppure, pur sapendolo, quante cose quotidiane facciamo senza prestare loro la dovuta attenzione! La stessa cosa avviene in ogni parte e a tutti i livelli nel nostro sistema …

 

IDP … ho sentito dire che la depressione può anche essere genetica!

 

Per certi versi può essere, come lo sono, per così dire, alcune altre informazioni che ereditiamo … ma una cosa è la genetica, cioè le informazioni di partenza della nostra limitata esistenza, ed un’altra cosa è l’uso che facciamo di tali informazioni: la penna che ho in mano è l’informazione, però posso usarla per scrivere o infilarmela in un occhio! …

 

IDP … quindi abbiamo la possibilità di decidere come usarla! …

 

IDP … quindi le nostre cellule hanno un’energia … il percepire … quindi stare …

 

… torniamo alla condizione generale a cui stava accennando prima la signora … noi siamo diversi uno dall’altro? Ho qualche dubbio! Ci andrei cauto nel fare una simile affermazione, perché possiamo avere espressioni diverse, anzi, siamo stati abituati ad avere espressioni diverse, ma se potessimo osservarci in essenza, scopriremo di essere simili a cellule staminali, ovvero, non differenziate. Ciò che siamo diventati, o diventeremo, è in funzione di qualcosa che non siamo noi, di esterno a noi, di variabile, di modificabile, quindi la nostra presunta diversità è solo una espressione di una funzione indotta per una richiesta esteriore del tutto temporanea e non una vera diversità sostanziale, quindi non possiamo dare nulla per scontato, per non modificabile. Per esempio, non possiamo sapere, e ancor meno giudicare, ciò che una persona è, o sta provando in questo momento, proprio perché non siamo in grado di farlo in modo non condizionato da come le interferenze esterne ci fanno pensare di essere, ovvero non siamo noi a giudicare ma giudichiamo secondo il modo in cui siamo condizionati. Quindi non vediamo realmente, ma solo crediamo di vedere qualcosa e giudichiamo di conseguenza! Ecco da dove nascono i conflitti di opinione! Il mio bianco è più bianco del tuo! Nessuno pensa o si rende conto di avere un difetto di vista!

 

L’unico modo per comprendere le cose è essere presenti. Se non si riesce ad esserlo sempre, almeno quando occorre! In questo modo si evita di cambiare idea sulle cose ogni secondo semplicemente perché cambiano i punti di vista o, al contrario, di restare ancorati ad un’opinione perché il punto di vista non è cambiato. Le cose sono come sono, indipendentemente dal punto di vista da cui possiamo guardarle!

 

Tutto ciò che possiamo fare è osservare e usare tale osservazione quale stimolo ad ampliare la nostra comprensione delle cose. Nulla è mai certo e niente è vero, anche se la verità è sempre presente e disponibile; sono i nostri sensi limitati a limitarne la percezione!

 

Anche ascoltare in modo passivamente ricettivo può rappresentare un diversivo evitabile; infatti nel migliore dei casi può solo farci passare da un’opinione ad un’altra senza che si possa comunque cogliere il succo della questione.

 

Quello che ci accade sono solo stimoli percettivi, finalizzati ad una migliore comprensione delle cose …

 

IDP … così possiamo migliorare noi stessi! …

 

… non lo sappiamo!

 

IDP … è tutto un punto interrogativo! …

 

Non sappiamo se ci migliorerà secondo uno dei nostri punti di vista, ma, molto più probabilmente, ci permetterà di fare ciò che dobbiamo fare per arrivare ad una migliore comprensione delle cose.

 

IDP … il cambiamento … che lei dice possiamo subire … a volte è indotto, … possiamo volerlo noi, … o a volte avviene anche così semplicemente … 

 

… può anche avvenire a causa della presenza di un’economia di fondo nell’esistenza di ogni cosa o essere vivente; tutto ciò che ha una esistenza è comunque soggetto a cambiamento. Tutti noi insieme costituiamo il corpo attuale dell’umanità; tale corpo è soggetto a cambiamento esattamente come ognuna delle sue parti; tra il corpo e le sue parti vi sono continuamente scambi reciproci che li influenzano. Questo tipo di cambiamento, che è automatico, è solo un adeguamento evolutivo; un vero cambiamento non avviene mai in modo automatico, ma solo attraverso un processo consapevole.

 

Per esempio vi sono cambiamenti che avvengono con il passare del tempo, per esempio si passa dalla notte al giorno, dalla giovinezza alla vecchiaia, ma sono veri cambiamenti?  Sappiamo bene che dopo il nuovo giorno torna di nuovo la notte e che si può diventare vecchi senza essere mai diventati adulti!

 

IDP … e allora molte informazioni che vengono perse … magari con il tempo vengono riprese … chissà in quale occasione …

 

Quando qualcosa è maturo, o si coglie o marcisce!

Abbiamo visto nello schema che se qualcosa perde le sue capacità di svolgere la propria funzione viene scartata e sostituita. E comunque niente va perso: il frutto che marcisce riporta il seme alla terra e il ciclo può ripetersi.

 

Il nostro corpo è semplicemente materia che viene aggregata ad un’idea attraverso una forza di coesione; quando tale forza non ha più ragione di agire, in quanto l’idea si è realizzata o esaurita o non può essere realizzata, la materia torna a disgregarsi ed essere disponibile per essere aggregata ad un’altra idea, come possiamo facilmente osservare in natura.

IDP … quelli che hanno caratteristiche soprannaturali o quasi, hanno percezioni, diciamo così, più importanti o semplici? …

 

Non direi: pensate che molti animali percepiscono cose che noi non percepiamo più. Secondo tali caratteristiche potrebbero essere considerati soprannaturali! Nessuna delle caratteristiche particolari come per esempio la chiaroveggenza, ed altre ancora, rappresentano doti soprannaturali: sono semplicemente funzioni esplicite di parti del nostro sistema, particolarmente allenate da una continuità di esperienze come può avvenire per un qualsiasi aspetto visibile del nostro corpo; alcuni hanno muscoli più sviluppati di altri, altri hanno capacità musicali particolari etc etc.

 

IDP … sono semplicemente caratteristiche diverse …

 

… come sviluppano atleti di specialità diverse! Pochi atleti sono in grado di correre a 4000 metri di quota, oppure di scendere in apnea nel mare a grande profondità! Certo, al momento che li osserviamo ci appaiono particolarmente superdotati; in realtà molto è dovuto alla preparazione e all’allenamento! Possiamo osservare quanto queste cose siano importanti quando confrontiamo come possono comportarsi diversamente gli esseri umani. Infatti una persona che ha subito l’amputazione di una gamba, adottando una protesi, può correre nuovamente, mentre un’altra che dispone di tutte due le gambe fa fatica ad alzarsi dalla poltrona!

 

Uno vede cose che altri non vedono però basta fare un esperimento e notare quante cose sfuggono alla nostra osservazione nel tragitto che facciamo ogni giorno da casa al lavoro solo perché siamo presi nei nostri pensieri. Un giorno scopriamo che a lato di quella strada hanno costruito una casa! Una casa non si costruisce in una notte! Ci sono voluti alcuni mesi e noi non ci siamo mai accorti di cosa stava avvenendo sotto i nostri occhi! Però questo non vuole dire che un altro possa averlo fatto e se incontrandoci ci dicesse quanto sta accadendo non penseremmo che, per poterci dire quanto afferma, debba avere caratteristiche soprannaturali! Semplicemente ha guardato dove noi non abbiamo guardato! 

 

IDP … la forza delle abitudini ci condiziona ….

 

… certo! L’uso abitudinario dei sensi ne limita ulteriormente le possibilità e, comunque, un uso diverso dei nostri sensi non cambierebbe essenzialmente la nostra condizione generale, ci farebbe solamente cambiare la sfumatura delle cose perché vi abbiamo aggiunto altri punti di vista. 

 

IDP … e rimane inalterato che la percezione arrivi in modo imprevedibile e indefinibile …

 

… la percezione …

 

IDP … c’è una percezione fisica individuale di cui ci si rende conto …

 

… di percezione possiamo cominciare a parlarne solo a partire da uno stato di emancipazione iniziale della coscienza da uno stato puramente biologico dell’essere umano, altrimenti è solo sensibilità ad una informazione piuttosto che ad un’altra tra quelle disponibili. Nell’esempio della casa fatto poco fa non è corretto dire che accorgersi della casa è dovuto ad una percezione, perché possiamo anche averla osservata senza realizzare che prima non ci fosse! Avete presente quei quadri che mostrano un soggetto ma che, guardando oltre il piano focale, ne rivelano un altro? I nostri sensi sono facilmente ingannabili! Ciò è talmente noto che oggi esistono modelli matematici e programmi per creare al computer illusioni ottiche sia bi che tridimensionali, fino agli ologrammi in grado di rendere apparentemente presenti oggetti, anche animati, in uno spazio vuoto. Meglio dei sogni! Realtà virtuale! Sogno ad occhi aperti! Miraggio!

 

IDP … tornando alla paura di invecchiare … se io arrivo ad incontri come questo dopo venti anni di un certo tipo di percorso di ricerca … che cosa mi sono persa prima?       

 

… niente! Perché ogni cosa arriva quando la condizione è matura! Non è relativa al tempo che noi consideriamo, ma lo è verso un ciclo di esperienze a partire dall’origine di tutto, che considera sempre tutto quello che c’è stato, c’è e sarà come se fosse sempre presente. Certo per noi è difficile farcene un’idea razionale perché per noi il futuro è qualcosa che deve ancora venire, che può essere determinato da noi (per questo ci sforziamo di fare oggi qualcosa perché domani succeda quello che abbiamo previsto). Però questo è solo parzialmente vero; in realtà dipende da tanti fattori che noi ignoriamo, per cui normalmente si risolve in una illusione che può anche durare l’intera vita. Per esempio farò di tutto perché i miei figli mi amino, ed essi potranno darmene ragione con il loro comportamento, ma non saprò mai veramente se è così. Oppure potrà succedere che il mio vicino di casa, che ho sempre desiderato che scomparisse dalla faccia della terra, mi salvi la vita! Tutto ciò che pensiamo è perlomeno relativo; il più delle volte è basato su un’illusione organizzata mentalmente!

 

IDP … perché il modo di pensare è questo: mi sono persa un sacco di cose! Sicuramente mi sono persa delle occasioni …

 

… non cade un capello dalla nostra testa senza che sia ritenuto necessario in un disegno più grande della nostra singola esistenza! Quindi nessuno si perde niente, almeno fino a quando non può rendersene conto direttamente essendo ormai maturo per poter scegliere se accettare o lasciar perdere qualcosa; ma questo è un fatto possibile solo quando vi è una coscienza in grado di:

 

  • recepire cosa sta avvenendo,
  • comprenderne lo scopo,
  • comprendere la necessità delle azioni da intraprendere,
  • accettare il proprio compito relativo,
  • accettarne le conseguenze,
  • senza recriminare.

 

Fino a quel momento nulla di tale situazione esiste per noi, per la nostra coscienza, per la nostra mente, per il nostro comodo, etc. Naturalmente per la vita tutto ciò non ha alcuna importanza; la sua lezione non compresa verrà riproposta per tutte le volte che sarà necessario fino a quando il nostro intero sistema arriverà a comprenderla completamente.

 

… prosegue nel prossimo articolo

 

foto, schemi e testo

pietro cartella

 

 

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Articolo pubblicato il 15/11/2020