L'Ucraina e la guerra all'informazione

Da qualche settimana assistiamo ad una totale mistificazione della realtà a reti unificate.

Mentre cresce il dissenso pilotato dai media dei regimi liberali contro una guerra provocata dai loro stessi beniamini, Putin dichiara l'allerta del sistema di deterrenza nucleare.

Il presidente russo definisce illegittime le sanzioni e dichiara insieme al presidente Lukashenko che la risposta ad un’aggressione dei Paesi Nato sarà durissima.

L’Occidente, dopo una pandemia, più mediatica che reale, si riscopre improvvisamente pacifista, annunciando con cartelloni e gessetti colorati gli orrori della guerra. Ignorando che, fino ad ora, ve ne sia stata una in Donbass che ha provocato altrettanti morti e orrori.

Un’ipocrisia senza limiti e a reti unificate, che ci propina tutti i giorni di quanto sia bello combattere per la libertà e la difesa dei confini patri; in barba alla propaganda ‘petalosa’ fatta dagli stessi in questi ultimi anni. Dove il mondo sarebbe stato senza confini e la libertà un concetto sacrificabile nel nome di una sicurezza sanitaria comune.

L’intero emiciclo parlamentare si ritrova così riunito in un rinnovato sovranismo delle ipocrisie, dove l’autodeterminazione di un popolo conta solamente se gode del sostegno euro-atlantico.

Vergognosa la posizione dei cinque stelle e del centrodestra. Dove questi ex sovranisti hanno aderito nelle ultime ore al peggior atlantismo di ‘lamalfiana’ memoria. In sfregio alle migliori tradizioni di politica estera della prima repubblica. Dove statisti del calibro di Craxi, Andreotti e Fanfani facevano gli interessi del Paese, oggi, ci ritroviamo dei lacchè al servizio dello straniero.

In questa situazione surreale quanto drammatica ci ritroviamo così col governo “dei migliori”, atto ad inviare un portatore di bibite nelle delicate trattative con Lavrov, ministro degli esteri russo.

L’Italia draghiana ha già annunciato che sosterrà le sanzioni antirusse. Pronta a boicottare la vodka e i colbacchi, mentre si appresta a strapagare il gas algerino e a tagliare la legna per il prossimo inverno.

In questo delirio collettivo sembra che i nostri referenti abbiano perso ogni sorta di ragionevolezza. Dimenticando che essere in una sfera d’influenza non equivale ad eseguire tutto quello che viene ordinato di fare. Specie se sanzioni e provvedimenti risultano dannosi verso una economia patria che fatica a riprendersi dopo le restrizioni autoimposte.

Nel frattempo, l’Italia invia aerei e uomini in Romania, per rafforzare il fianco Est della Nato; da tutta Europa sono in arrivo nuove armi verso l’Ucraina. In questo modo emerge con forza il vero volto politico delle piazze “pacifinte” di questi ultimi giorni.

La coalizione occidentale continua nell’approvare misure sanzionatorie e discriminanti volte sempre più al ridicolo. Come la revoca della cintura nera a Putin e le restrizioni sportive alla Federazione Russa. Piccoli segnali insignificanti di un Occidente in balia di una crisi di nervi. L’impotenza della Nato e dell’Ue è sotto gli occhi di tutti. Così come le clamorose falsità pompate a mezzo stampa dal Presidente Zelensky e dai suoi accoliti governativi. Si narra di fantomatiche imprese militari antirusse. Atti di sacrificio eroico in difesa della Nazione. La verità è che Kiev rimane sotto assedio e l’Occidente resta in piazza con i suoi cartelloni colorati.

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Articolo pubblicato il 01/03/2022