L'Occidente e la crisi come opportunitÓ di rinascita
Putin e Dugin

La tensione sale sempre di pi¨. I liberal occidentali vogliono la Guerra?

Mentre gli Eurofighter italiani si alzano al confine fra la Polonia e Kaliningrad, i progressisti di tutto il mondo occidentale sembrano alzare i toni e le tensioni con le rispettive parti conservatrici dei propri Paesi. L’Occidente è diviso e debole al suo interno.

Dopo la vittoria della Meloni in Italia, non bastava la premier francese Borne improvvisatasi “vigilessa” e vigilante dei nostri diritti umani; ad aumentare le tensioni ci si mette niente poco di meno che il Presidente Usa Joe Biden, asserendo addirittura che la democrazia sarebbe in pericolo in Italia.

La spocchia e l’arroganza dei liberal d sinistra sembra non avere limiti. Le loro idee di democrazia e di tolleranza sembrano terminare non appena si esce dal perimetro della propria ideologia.

A questo atto di pueril superbia, si aggiunge, forse, il timore di non avere più il pieno controllo del proprio Parlamento. E questo vale in Francia quanto in Usa, almeno ne avremo contezza subito dopo le Elezioni di Medio Termine.

Già, questo importante appuntamento della democrazia americana vede in testa fra i sondaggi Trump, a discapito di un Biden sempre più insulso in Patria come all’Estero.

I dem e i liberal di Occidente, consci del fatto che lo spauracchio del fascismo non agita né mobilita più nessuno, puntano sulle vecchie carte di sempre. L’uso della magistratura da un lato, e l’idea di scatenare una guerra dall’altro.

La follia criminale e l’irresponsabilità agli occhi della storia sembrano non avere limiti quando a guidare una Nazione vi sono dei liberali di sinistra.

Nel frattempo, i danni subiti nei giorni scorsi dalle linee 1 e 2 del Nord Stream, il gasdotto che collega la Russia all’Europa, nel tratto di mar Baltico tra Danimarca e Svezia hanno fatto immediatamente schizzare il prezzo del gas, rendendo ancora più attuale il dibattito sugli effetti del conflitto in Ucraina su famiglie e aziende. Più in generale, si tratta di capire a quale scenario si andrebbe incontro nel caso in cui Mosca decidesse di ricorrere all’arma del gas, chiudendo definitivamente il rubinetto, nell’ambito di un braccio di ferro via via più accentuato con Europa e Usa sul dossier guerra in Ucraina.

Una cosa è certa, il conflitto in Ucraina non è frutto dell’ambizione imperiale di un solo uomo (Putin), come vogliono farci credere i media d’Occidente. La questione è ben più complessa. L’egemonia americana, e le società occidentali al suo interno, sono fortemente compromesse. Prive di valori fondanti, eccetto quello dell’appagamento narcisistico del nuovo uomo-consumatore; le società occidentali hanno smarrito sé stesse. Dimentiche delle proprie radici, possono venir soccorse dalla Patria russa, la quale ha conservato i grandi valori europei, nonostante decenni di comunismo, o forse proprio per reazione adesso.

La guerra, regionale o mondale che sia, non è che una manifestazione di una causa di crisi sociale e spirituale ben più profonda.

La speranza, si sa, risiede sempre nel fatto che dopo una crisi possa giungervi una rinascita.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 03/10/2022