Quale domani per l'Italia?

Partendo dalla storica intervista a Montanelli il quadro che ne esce sul futuro del nostro Paese Ŕ impietoso.

Forse aveva ragione Montanelli, quando in un’intervista con Alain Elkann, alla domanda “Quale domani per l'Italia?”, rispondeva: “Per l'Italia nessuno. Perché un paese che ignora il proprio ieri, non può avere un domani.”

La potenza di queste parole profetiche la si evince dai fatti di questi ultimi giorni, dove l’Italia è divenuta lo zimbello dell’intera Europa. Con il Qatargate è emersa tutta la pochezza di una classe dirigente e politica assolutamente scadente. L’ipocrisia, in questo caso delle sinistre, ha fatto si che da un lato si condanni i sovranisti in Italia, mentre dall’altra si prendono tangenti da emiri “non troppo” rispettosi dei diritti umani.

Mentre in Italia abbiamo migranti “rivoluzionari” che pretendono il diritto al lusso, migliaia di italiani vivono sotto la soglia di povertà.

Vessati da una tassazione estrema e da burocrazie bizantiniste che uccidono ogni iniziativa imprenditoriale atta a risollevare l’economia.

I tassi d’interesse continuano ad essere alti, bloccando così ogni tipo di investimento sul mercato reale.

Un tempo nella nostra Penisola esistevano gli Olivetti e i Giacomini, i Ferrero e i Vichi. Aziende di tipo familiare, ma che avevano una visione che riusciva ad armonizzare la realtà locale con l’Universale.

Dagli anni ’90 in poi abbiamo assistito alla totale decadenza del nostro settore industriale. Le città del triangolo industriale (Torino, Milano, Genova) si sono nettamente impoverite. Un tempo simbolo di ricchezza, lavoro e innovazione. Oggi emblema di povertà, precarietà e degrado.

Le periferie delle grandi metropoli un tempo servivano come dormitorio per lavoratori che producevano e facevano figli. Oggi, nella desolazione più totale, ci sono delle baraccopoli piene di immigrati e disoccupati senz’arte né parte. La massima aspirazione è diventare famosi sui social. Alla perenne ricerca di un mondo fantastico e immaginario, dove è possibile guadagnare senza lavorare, o peggio, sposare il modello afroamericano di subcultura Hip Pop, fatto di musica Rap, Trap, droga e prostituzione.

Questa sottocultura è incentrata sull’elogio della delinquenza e della totale avversione alle regole civili. Ed ecco nascere nei nostri quartieri ‘baby gang’ che si credono grandi boss della malavita; convinti di essere in un ‘gangster movie’ come Al Pacino, ostentano lusso pacchiano e una vita composta da risse, rapine e continue sfide legate all’avversione alle Forze dell’Ordine.

Solitamente questi gruppi non sono mai costituiti solo da allogeni. Sono l’orgoglio e l’emblema del nuovo meticciato europeo e occidentale. Uomini multirazziali ma privi di una qualsivoglia identità culturale.

Questa la “futura classe dirigente” del nostro Paese! Dove le nuove generazioni sono costrette ad omologarsi fra la nuova sottocultura afroamericana o migrare all’estero.

I nostri Politecnici danno una preparazione sempre più teorica e specializzata ad un singolo ambito. I nostri atenei si trasformano da facoltà multidisciplinari e umaniste a singoli dipartimenti monolitici esperti in un unico campo.

Da questo fatto possiamo solo immaginare quale grande classe di quadri e di manager ne possano uscire. Quali Professori e accademici ci attendono in un futuro dove l’unica certezza è il mantenimento del regime gerontocratico senza alcun “cambio di rotta”.

Chiaramente avremo sempre a disposizione le eccezioni. Menti brillanti disposte a lavorare e a studiare seriamente. Tuttavia, anche i migliori laureati verranno sempre formati con i valori dell’economicismo e del monetarismo. Il realismo di Machiavelli o la formazione classica dei greci e dei latini l’abbiamo relegata ai tempi di Gentile. Le migliori menti della Bocconi o della Luiss cresceranno con i dogmi di Bruxelles e della Scuola di Chicago, pronti a servire lo straniero e i grandi gruppi finanziari nemici dell’Italia.

A noi non resterà che consolarci guardando qualche balletto su Tik Tok o su Italia’s Got Talent.

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Articolo pubblicato il 16/12/2022