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Di tutto un po'
Epilogo tragicomico di una seduta spiritica improvvisata.
Quando è fortemente raccomandato di fare attenzione ad alcuni particolari per evitare di pentirsene troppo tardi.
Articolo di Pietro Cartella
Pubblicato in data 03/12/2023

Certamente questa è una raccomandazione, che dopo il fatto avvenutomi da ragazzo, tengo in grande considerazione visto lo shock che ne è derivato e si è fissato in modo indelebile nella memoria.

Ho sempre avuto fin da piccolo grande curiosità ed interesse per tutto ciò che sembrava nascosto rispetto allo svolgersi della vita ordinaria e che riguardava aspetti dell’essere umano e del suo funzionamento. Da dove ciò mi sia arrivato o da dove o chi lo abbia ereditato ha poca importanza: resta il fatto in sé!

Così, spinto da tale necessità, in un non ben identificato giorno della prima metà degli anni ’60 del secolo scorso, un po’ per gioco e un po’ per desiderio di scoprire qualcosa, convinsi le mie due sorelle a organizzarci per dare vita ad una seduta spiritica.

Ci eravamo da poco sistemati in catena intorno al tavolo della cucina e avevo appena pronunciato la fatidica frase “spirito, se ci sei batti un colpo” che la porta della cucina, appena accostata, prese lentamente ad aprirsi, lasciandomi impietrito mentre le mie due sorelle cominciarono ad urlare di paura e si alzarono dalle loro segue cercando un qualsiasi riparo dove nascondersi, accentuando ulteriormene in mio sgomento.

Cosa era successo? Chi era lo spirito che si stava palesando? Da quale mondo proveniva?

Niente di paranormale stava accadendo. Semplicemente, mentre eravamo così concentrati su quanto volevamo fare, non ci eravamo accorti che intanto nostra madre, che stava rientrando da fuori, aveva aperto la porta di ingresso del lungo corridoio, e aveva raggiunto lentamente la porta della cucina poiché era intenta ad aspettare una vicina che aveva invitato a seguirla in casa per chiacchierare.

Come abbiamo compreso successivamente, si era fermata davanti alla porta della cucina e aveva rivolto il capo verso la porta di ingresso da cui avrebbe dovuto entrare la vicina pochi istanti dopo. Nel frattempo aveva appoggiato la mano sulla maniglia della porta della cucina dando involontariamente il via ad un suo lento movimento di apertura, che noi, poiché il tutto stava avvenendo nel massimo silenzio, abbiamo equivocato, presi come eravamo dalla situazione.

Inutile descrivere cosa accadde dopo, ma non siamo riusciti a trovarlo divertente. Infatti non ci abbiamo riprovato mai più.

 

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