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Perché si dice: “In pompa magna”? E da cosa deriva il “mettersi in ghingheri”?
La processione del re Baldassarre… Benozzo Gozzoli
Due espressioni di uso comune, simili nel descrivere un modo di agghindarsi, ma dalle curiose origini diverse
Articolo di Carlo Mariano Sartoris
Pubblicato in data 02/12/2023

Il primo è un modo di dire che, da un punto di vista etimologico ha radici latine. Infatti, in latino “pompa” significa: corteo, magnificenza, a sua volta ereditata dal greco “pompè”, che vuol dire: impulso, trasporto. “Magna” invece, in latino significa grande. Ecco dunque gli ingredienti per una locuzione che si rifà a remote occasioni solenni, feste nuziali e processioni dedicate agli dei, durante le quali era d’obbligo vestirsi in modo sfarzoso.

Con il trascorrere del tempo l’espressione è stata assorbita dal linguaggio comune e moderno anche in Francia. Con il dire “in pompa magna” infatti, oggi si suole indicare tutta una serie di occasioni contraddistinte da una ostentazione di lusso quasi esagerata.

Sono così definiti, sia certi atteggiamenti di un singolo individuo che si veste in modo elegante e si esibisce con ricercatezza, sia un evento mondano che si svolge in maniera solenne e fastosa, sia per celebrazioni o cerimonie, quali lauree o matrimoni. Altrettanto per interpretare rilevanti eventi pubblici o politici, e infine, per onorare la memoria di personaggi importanti passati a miglior vita.

Significato affine, ma origini diverse per: “Mettersi in ghingheri”. Si tratta infatti di un’altra locuzione che descrive una persona che si è vestita con ricercata eleganza, indossando accessori di pregio in occasione di qualche particolare appuntamento o evento.

Curiose sono le ipotesi sull’origine etimologica del termine ghingheri. Di certo deriva dal verbo agghindare, ma non mancano i riferimenti al pistoiese “cingolo”, ereditato dal latino “cingulum” (cingere) che, prima degli strumenti di marcia dei veicoli cingolati, raffigurava cinture, catene e nastri d’abbigliamento che “cingono”.

L’origine più accreditata è però onomatopeica. Ghingheri infatti, ha un piacevole suono tintinnante, piacevole da dire e da ascoltare, poiché richiama un momento particolarmente gioioso e bello da ricordare.

La Bella Avellino, Antonio Forgione

Che sia di origini toscane, è un’ipotesi niente affatto banale, si sposa con l’idioma scherzoso regionale, una come tante. Infatti, le origini onomatopeiche di numerose parole hanno la meglio su tentativi forzati di scovare delle parentele più storiche e nobili.

Dunque, non poniamoci troppe domande quando è ora di mettersi in ghingheri, ma onoriamo la piacevole occasione col vestito buono e gli accessori adatti, ma senza esagerare, si correrebbe il rischio di scivolare su qualche altro modo di dire.

 

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