APRI
IL
MENU'
Economia e finanza
L'unità d'intenti europea è l'antidoto agli shock finanziari
Luigi Cabrino: "E' la difesa naturale contro le crisi finanziarie"
Articolo di Massimo Calleri
Pubblicato in data 29/01/2024

Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta , partecipando a Riga ( Lettonia) ad un seminario sulla moneta unica, ha affermato, nella sua prolusione, che l’unità europea a più livelli è la difesa naturale contro le crisi finanziarie.

 

L’eurozona può rispondere agli choc finanziari se rimane unita e reagisce con politiche rapide e adeguate. Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo alla conferenza “Ten years with the Euro”, per i dieci anni della Lettonia nella moneta unica, a Riga. “Tra il 2020 e il 2022, l’Europa è stata colpita da una serie di grandi e persistenti choc di approvvigionamento. La pandemia e l’invasione dell’Ucraina hanno causato un drammatico aumento dell’incertezza, interrompendo le linee di produzione e i flussi commerciali. Tuttavia, gli choc hanno colpito un sistema istituzionale meglio attrezzato per affrontarli, e sono stati contrastati da un insieme di risposte politiche forti e coerenti, sia a livello europeo che nazionale”, ha detto.

 

Come riporta Agenzia Nova per Panetta “la finanza è uno strumento al servizio del benessere collettivo e l’euro non fa eccezione: gli obiettivi e le implicazioni della moneta unica vanno ben oltre la sfera monetaria”. “La sua fede modella il ruolo dell’Europa nel panorama economico e finanziario globale. La sua funzione di valuta di riserva internazionale influisce sull’autonomia strategica e sulla posizione geopolitica dell’Europa. Nella prospettiva del 2024, l’importanza di questi temi non può essere sottostimata”, ha aggiunto.

 

“In tempi di tensioni geopolitiche, l’Unione economica e monetaria europea funge anche da difesa collettiva”, ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia. “Qualsiasi attacco contro un membro dell’Unione colpisce la moneta unica, che è un pilastro cruciale della nostra sovranità condivisa, e di conseguenza attacca l’intera Unione”. “L’Unione economica monetaria è un veicolo che generazioni di europei hanno costruito per perseguire insieme pace, libertà e prosperità. Incarna il loro desiderio di camminare e lavorare insieme sulla scena mondiale. Come tale, merita il nostro incondizionato sostegno”, ha rimarcato.

 

Per il governatore della Banca d’Italia “una vera e propria unione dei mercati capitali potrebbe svolgere un ruolo chiave in Europa”. “La creazione di un meccanismo di vigilanza unico e di un meccanismo di risoluzione unico ha rappresentato un salto di qualità in questo senso, ma non è stato sufficiente. Il settore bancario europeo rimane in gran parte frammentato su base nazionale”, ha detto. “Questo ostacola l’Unione dei mercati dei capitali, perché le banche svolgono un ruolo fondamentale nei mercati finanziari.

 

Hanno un ruolo centrale come gestori di asset, consulenti finanziari, market maker. È quindi difficile immaginare un’autentica unione dei mercati dei capitali senza che le banche, che sono i principali attori dei mercati dei capitali, siano in grado di operare senza problemi in tutta l’area dell’euro”, ha aggiunto. “Migliorare in questa dimensione è più che mai importante. Nei prossimi anni, l’Europa potrebbe dover affrontare un contesto politico globale più difficile rispetto al passato. Un’Unione dei mercati dei capitali pienamente funzionante aumenterebbe notevolmente le sue possibilità di successo”, ha concluso.

 

Certo, in Europa molto c’è da fare, i modelli di Europa che si confrontano possono essere diversi, ma resta il fatto che in un mondo in cui si affermano grandi aree omogenee trainate da grandi potenze ( Cina, Russia, Usa, India, Africa etc….) il singolo stato con i suoi mezzi può fare ben poco.

 

E se spesso gli stati del nord con la Germania hanno spinto per una moneta unica non sorretta da politiche economiche di bilancio e di finanziamento comuni Panetta ci ricorda come solo con una condivisione di responsabilità l’Europa può fare un passo avanti; insomma due passi indietro da parte dei singoli stati per farne tutti insieme tre in avanti.

 

Luigi Cabrino

 

© 2024 CIVICO20NEWS - riproduzione riservata

Altre notizie di
Economia e finanza