I Bogianèn fanno festa il 19 luglio

Ricorre in questo giorno la battaglia dell’Assietta combattuta vittoriosamente contro i Francesi nel 1747

Il Grande Dizionario Piemontese - Italiano di E. Olivetti riporta che bogè significa muovere e si pronuncia bùgia. L’imperativo bògia nen significa non muoverti. Nel tempo, si è formata per crasi dei termini la parola bogianèn, a significare Colui che non si muove.

Qualità dei caparbi, persone restie ai cambiamenti, è quella di non muoversi dalle posizioni assunte e sostenute con forza, al limite talvolta della disobbedienza. Non è dunque un attributo positivo essere un bogianèn. Ma le circostanze che hanno portato alla coniazione di questa espressione hanno ribaltato il significato intrinseco del termine: non sono testardi e ostinati i Piemontesi bogianèn, ma risoluti e decisi.

Era in corso la Guerra di successione austriaca, che aveva coinvolto gli Stati di mezza Europa e si sarebbe conclusa nel 1748 con la Pace di Aquisgrana. Due anni prima, nel 1746, Giovan Battista Perasso, passato alla storia come Il Balilla, a Genova aveva lanciato un sasso contro i soldati austriaci innescando la rivolta, che li aveva costretti alla ritirata, avendo galvanizzato il popolo urlando: che l’inse? - la volete proprio (la guerra)? Un anno prima, nel 1747, i Francesi avevano valicato le Alpi attraverso le valli del Chisone e di Susa, decisi a conquistare Torino e la Padania. Carlo Emanuele III di Savoia, sovrano dello Stato sabaudo, aveva ben munito i forti di Exilles e di Fenestrelle, questo con una grande muraglia, ma aveva lasciato in qualche modo sguarnito il passaggio presidiato dal Colle dell’Assietta.

Il 19 luglio del 1747, nel primo pomeriggio, i Francesi coi loro 40 battaglioni sferrano ripetuti assalti proprio al Colle dell’Assietta, protetto solo da pochi uomini al comando del Conte di San Sebastiano, cui il Conte di Bricherasio ordina ben presto di ritirarsi verso il Gran Serin, visto lo strapotere numerico degli attaccanti. Sembra che il Conte di San Sebastiano gli abbia risposto: “Nojàutri bogiòma nen - noi non ci muoviamo. E così fu: i suoi soldati, pur in strenua minoranza, risposero tetragoni, con abnegazione e coraggio esemplari e avvenne che i Francesi furono costretti a ritirarsi nella notte di quella tremenda giornata, la quale consacrò alla Storia la caparbia risolutezza dei Piemontesi.

Non è certo che quella frase emblematica sia veramente del Conte di San Sebastiano. Per alcuni, infatti, dovrebbe essere stato invece il Conte Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio che, da Generale comandante supremo, certo anche per trarne vantaggi personali, avrebbe enfatizzato negli ambienti e nei modi opportuni il patriottico comportamento del reggimento dei suoi Piemontesi in difesa del Colle dell’Assietta. L’episodio, comunque, contribuì nel tempo a dare al termine bogianèn il diverso e alto significato meritato da quegli eroici soldati, premiandone la determinazione e il coraggio con cui difesero il presidio a salvaguardia della propria terra contro gli invasori, segnalandosi così per il loro temperamento non comune.

Quella mostrata dai soldati sabaudi nella circostanza fu la fermezza, dote non comune, da ritenersi tipica dei Piemontesi e loro attributo identitario, manifesto d’una ostinazione anche caparbia nel raggiungimento degli obbiettivi proposti. Alla storica Battaglia dell’Assietta, pertanto, che ne sancì il nobile valore, si è ispirata l’Assemblea legislativa quando, con Legge regionale n. 15 del 4 agosto 2022, ha deliberato di considerare Festa del Piemonte proprio il 19 luglio di ogni anno: Festa dei bogianen.

 

Si vales, vàleo.

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Articolo pubblicato il 13/07/2023