L'EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Giancarlo Guerreri: A volte le favolette…

Opinioni a confronto

Spesso navigando sul Web può capitare di imbatterci in piccole o grandi perle di saggezza, la cui difficile identificazione dell’Autore nulla toglie al valore del contenuti.

Ho deciso di pubblicare integralmente questo breve racconto, senza fornire dati sulla presunta paternità… non essendo questa sempre così certa e scontata:

 

Nel pancione di una mamma c'erano due  bambini.

Uno chiese all'altro: "Ma tu ci credi in una vita dopo il parto?"

L'altro rispose: "Certo! Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi". "Sciocchezze" disse  il  primo "non c'è vita dopo il parto! Che tipo di vita sarebbe quella?"

Il  secondo riprese: "Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri  sensi che non possiamo capire ora".

Il primo replicò: "Questo è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone  ombelicale è tutto quello di cui abbiamo bisogno...e poi è troppo corto. La vita dopo il parto è fuori questione".

Il  secondo continuò ad insistere: "Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo".

Il primo  contestò: "Sciocchezze, e inoltre, se c'è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il  parto è la fine della  vita e nel post partum non c'è nient'altro che oscurità,  silenzio e oblio. Il parto non ci porterà da nessuna parte".

"Beh, io non so" disse il secondo "ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi".

Il primo rispose:  "Mamma? Tu credi davvero alla mamma? Questo si che è ridicolo. Se la mamma c'è, allora, dov'è  ora?"

Il  secondo riprese:  "Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere".

Riprese il primo: "Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esista".

Al che il secondo rispose: "A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù"…

 

La domanda, o la morale che emerge dal racconto, suggerisce che siano sempre presenti due “visioni” antitetiche e raramente concilianti. Una materialista e un’altra che spinge alcune persone ad immaginare una dimensione metafisica.

Dovremmo quindi domandarci perché alcune persone sentano la necessità di affrontare quella sorta di abisso oscuro dove nuotano i fantasmi di una completa irrazionalità, una irrazionalità che tende a superare i limiti ontologici di una ragione che non offre sicuramente ogni tipo di risposta.

C’è da domandarsi se coloro che avvertono un “oltre”, che trascende le normali dimensioni spazio-temporali, siano dei poveretti che per superare il proprio disagio interiore, o le proprie personali frustrazioni, sono costretti ad immaginare verità diversamente realistiche.

Atra ipotesi è che alcune persone, particolarmente dotate, avvertano aspetti della Realtà che per essere percepiti necessitino di un graduale ampliamento della percezione, o della propria consapevolezza.

Le due posizioni sono apparentemente inconciliabili. Il dialogo tra loro risulta molto difficile, come risulterebbe difficile spiegare ad un cieco dalla nascita l’infinita gamma dei colori della natura.

Se coloro che “vedono” i colori cercassero di spiegare ai non vedenti le innumerevoli tipologie di cromatismi, probabilmente non sarebbero compresi e passerebbero per poveri idioti, illusi e ingenui creduloni che immaginano aspetti della vita privi di senso.

Lo stesso sembra valere per gli abitanti di Flatlandia, il romanzo fantascientifico scritto da Edwin Abbott nel 1884 che narra le vicende di un abitante di un ipotetico universo bidimensionale che entra in contatto con un essere che vive in un universo tridimensionale…

Nella prima parte del racconto il narratore descrive brevemente il mondo di Flatlandia. Si tratta di un mondo a due dimensioni, flat in inglese significa appunto piatto, e i suoi abitanti sono figure geometriche che si muovono all’interno di un universo completamente piano. Nella seconda parte del racconto il narratore, che ha forma di un quadrato, racconta il suo incontro con una sfera proveniente da Spacelandia (appartenente al mondo a tre dimensioni) che lo illumina sulla presenza della altezza e della profondità dello spazio..

Nel seguito del racconto il Quadrato racconta di come gli abitanti di Flatlandia abbiano reagito al suo tentativo di illustrare la presenza di una terza dimensione…

Proviamo ad immaginarlo…

Quadrato racconta a Sfera la realtà di Flatlandia, descrivendola come una società rigidamente divisa in gerarchie la cui suddivisione si basa sull'aspetto fisico. Nello specifico, sul numero di lati che formano le figure.

Nel mondo di Flatlandia, per essere cittadini di alto profilo, risulta necessario avere un grande numero di lati e una ragguardevole ampiezza degli angoli delle figure. Tali differenze sono associate a maggior intelligenza e quindi allì’accesso a scuole migliori e in seguito a lavori migliori e di maggior responsabilità, in altre parole al successo nella loro società.

Sfera si comporta come un vero Maestro e spiega a Quadrato le caratteristiche del mondo a tre dimensioni; tuttavia quando Quadrato ipotizza la presenza di mondi con quattro, cinque, sei, ecc. dimensioni, Sfera lo zittisce affermando in modo assertivo che il mondo non ne può avere più di tre.

In questa seconda metafora emergono i limiti dei falsi maestri. Ovvero di coloro che avendo raggiunto un gradino più elevato dei propri allievi, per mantenere il momentaneo potere, negano l’esistenza di altri Piani e di altri Orizzonti.

Nel caso di Flatlandia, quando Sfera comprende che l’allievo, il quadrato, ha inteso che esiste un “Oltre” ovvero un “Fuori”… suo malgrado è costretta ad ammettere che effettivamente, volendo… sarebbe anche possibile proseguire nella ricerca di altre dimensioni.

Sia nella favola d’apertura che nel racconto di Flatlandia vengono evidenziate le differenze delle varie interpretazioni del Mondo. La mancanza totale o la difficoltà di comunicazione sono le caratteristiche peculiari di queste dinamiche intellettuali.

Queste spaccature ideologiche le possiamo osservare continuamente anche ai giorni nostri. La mente duale è abituata dalla nascita a dividere ciò che osserva in categorie semantiche, esercita il proprio potere dissociativo su ogni genere di realtà che vuole indagare.

Nascono le religioni con tutti i loro scismi e le loro suddivisioni, i partiti politici si dividono i fazioni, proliferano le ideologie filosofiche, le squadre sportive e persino le associazioni culturali. Tutte queste realtà, indistintamente, nascono, crescono, si fondono tra loro e poi svaniscono, lasciando solamente un debole ricordo destinato a dissolversi per sempre o a trasformarsi in un mito, come nel caso di Lemuria o di Atlantide.

Fin qui nulla di strano, il meccanismo è noto ed accettato unanimemente.

I problemi nascono quando una delle due fazioni vuole imporre il proprio punto di vista sull’altro. Quando, convinto della veridicità della propria posizione, che a questo punto assurge al rango di dogma, impone o cerca di imporre il proprio punto di vista, ritenuto vero e sacro.

Di esempi ne abbiamo avuti a decine: imposizioni sanitarie prive di fondamento scientifico, dimostratesi ne tempo fallaci e pericolose, persecuzioni religiose con centinaia di migliaia di morti che avevano il solo torto di criticare la religione dominante, come nel caso delle persecuzioni di Catari e Valdesi ad opera della Chiesa di Roma.

Operazioni di “pulizia etnica” o stermini su base razziale, giustificati da pseudo motivazioni biologiche… che ci fanno ancora inorridire.

Il vero problema, per usare la metafora di Edwin Abbott, è che chi nasce Quadrato pensa di avere ragione, a prescindere, e chi nasce Triangolo, solo per il fatto che ha un lato di meno e gli angoli più ottusi, ritiene di appartenere ad una categoria meno privilegiata.

Se è molto grave sentirsi superiori agli altri non lo è meno sentirsi inferiori.

Il dialogo tra i due feti della favola d’apertura terminerà, se non ci saranno complicazioni, con un parto gemellare, dove entrambi moriranno alla vita intrauterina e rinasceranno in una nuova realtà, completamente diversa.

Il duplice meccanismo che prevede una Morte ed una Rinascita è sempre presente nei Rituali di Iniziazione, come quelli massonici o di altre Strutture. Si muore alla vita profana e si rinasce a quella Iniziatica.

L’Iniziato, al pari del neonato si lascia alle spalle l’ambiente accogliente, nel quale si trovava bene: nel caso del neonato viene abbandonato il ventre materno, caldo e protettivo, per ricevere uno schiaffo dall’ostetrica che fa subito comprendere che qualcosa è cambiato.

La storia si ripete attraverso i millenni o forse più; ora le categorie sono mutate rispetto al passato. Si parla di persone favorevoli al vaccino e alle misure restrittive del Green Pass, ci si divide sulle forniture di armi all’Ucraina, sull’accettazione di categorie Gender o sull’accoglienza dei profughi…

I parametri di giudizio sono di varia natura e riflettono il livello etico della popolazione.

Normalmente vengono adottati criteri di natura egoistica che tendono ad escludere le fasce più deboli. In altri casi, con la motivazione di una maggior apertura verso il cosiddetto prossimo si muovono leve demagogiche di matrice esclusivamente economica o politica.

L’antica separazione ideologica tra coloro che vedono il mondo come la mera espressione di un gelido materialismo e coloro che aspirano a una visione trascendente sembra crescere con il passare dei tempi, senza, peraltro, esprimere alcun segnale d’ intesa.

La Crisi regna sovrana.

Torniamo a sentir parlare di Demoni che separano i popoli con l’inganno e di Angeli che vorrebbero facilitare l’evoluzione e la crescita spirituale dell’uomo.

Una parte sempre più consistente di intellettuali e di studiosi sta iniziando a prendere in seria considerazione l’intervento degli Alieni, ora identificati proprio con gli Angeli… e visto che da soli non riusciamo ad uscire da una situazione catastrofica espressa a livello planetario… forse un aiutino dal Cielo non sarebbe da disdegnare…

  

   Civico20News

Giancarlo Guerreri

     Editorialista

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 23/07/2023