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L置omo, i misteri e l段gnoto
Lunazione del Ghiaccio
Luna Immacolata, Luna di Purificazione, Luna Casta, Luna della Tempesta, Grande Luna. Di Micaela Balice
Articolo di Chicca Morone
Pubblicato in data 20/01/2023

Dicono “Anno nuovo, vita nuova” e in un periodo storico così impegnativo un soffio di novità da affrontare in modo un po’ meno difficoltoso non sarebbe male. Inutile però sperare di ricevere dall’alto quell’intervento risolutivo per problemi che ci trasciniamo da tempo per inerzia, pigrizia o convinzione di non essere in grado di superarli.

Abbiamo nelle mani tutte le armi - non necessariamente offensive - per realizzare i nostri sogni, le nostre aspettative, i nostri compiti: ci attende un 2023 foriero di grandi possibilità per ognuno di noi.

Se abbiamo imparato la lezione che il destino ci ha offerto, possiamo procedere speditamente verso il futuro; se ci ostiniamo a perpetrare gli stessi errori, non sarà sicuramente colpa degli altri, di chi non comprende le nostre motivazioni, di chi intralcia i nostri piani qui e ora.

A questo proposito leggiamo ne Le Gerarchie Spirituali di Rudolf Steiner: “Essendo state create le Divinità degli ostacoli le conseguenze delle loro azioni significarono le possibilità del male, ma al tempo stesso anche la possibilità di innalzarsi con la propria forza al di sopra dell’errore e al di sopra del male. Soltanto per il fatto che le Virtù ricevettero quell’ordine, fu data all’uomo la possibilità di raggiungere per propria forza le più alte mete”. Chicca Morone     

 

La Lunazione del Ghiaccio si situa al centro della stagione invernale, è l’undicesima lunazione del nostro anno lunare e inizia sempre nel mese di gennaio o raramente ai primi di febbraio.

 

Rappresenta la luna dell’inverno: nella cultura agraria le scorte di cibo erano ormai contate, la legna cominciava a dover essere misurata per evitare, nel caso di un lungo inverno, di patire il freddo.

 

In alcune annate il gelo arriva persistente toccando molti gradi sotto zero: la terra è dura, fredda, apparentemente morta. Resistere a questo mese è l’ultimo sforzo prima dell’atteso arrivo della nuova stagione.

 

La Lunazione del Ghiaccio ci accompagna alla porta solare intermedia tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera.

 

Quest’ultima è conosciuta nella tradizione cristiano cattolica come Candelora o San Biagio (2 febbraio) e nelle tradizioni celtiche come Imbolc (1-2 febbraio). In entrambe le celebrazioni è il ventre materno ad essere onorato: per i cristiani cattolici viene ricordata la presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione della Vergine dopo il parto.

 

Ancora nelle campagne del secolo scorso, le nuove mamme dovevano aspettare quaranta giorni dopo aver partorito per poter uscire di casa (quarantena) e la prima uscita corrispondeva col battesimo del bambino: la donna doveva coprirsi il capo con un foulard e giungere fino all’uscio della chiesa senza poter entrare, qui veniva benedetta dal prete con un rito e una candela. Solo allora ritornava, purificata, nella comunità. Il rito di purificazione ricordava quello che si suppone abbia vissuto la Madonna dopo il parto di Gesù, esattamente quaranta giorni dopo il Natale, alla Candelora.

 

Imbolc invece rimanda al grembo della dea Brigid ovvero Bride, Belisama, Brigantia, Bricta o Santa Brigida nella versione cristiana. Nella tradizione celtica in questo periodo dell’anno essa veniva ingravidata dal seme dell’amante generando quindi la nuova vita della nuova stagione che, però, sarebbe stata visibile solo dalla Lunazione della Lepre in poi.

 

Il seme ingravidante è la luce rinvigorita che rischiara nuovamente la natura.

 

Questa è la seconda lunazione di marca dopo quella del Lupo.

 

Molti sono i proverbi popolari legati alla luna o al clima che si presenta nei primi giorni di febbraio.

 

Uno dei più antichi recita, in latino: "Si Purificatio nivibus, Pasqua floribus. Si Purificatio floribus, Pasqua nivibus". Ovvero se alla Candelora (la Purificazione della Vergine) nevica la Pasqua sarà fiorita e viceversa.

 

Un altro detto latino recitava così: "Sole micante, die Purificante, frigor peior post quam ante", se il sole ammicca il giorno della Candelora, seguirà un freddo ben peggiore di prima.

 

Da ciò emerge intanto che il bel tempo nel giorno della Candelora non è un buon segno: anzi è indice di inverno lungo, dove sono a rischio non solo le scorte alimentari ma anche quelle della legna.

 

I proverbi regionali simili a questi erano diffusi in tutta Italia, come i seguenti.

A Trieste si suole dire: "Candelora piova e Bora, del’inverno semo fora. Candelora sol e vento del’inverno semo dentro!"

 

In Toscana invece "Se nevica o gragnola dell’inverno siamo fora. Se c’è sole o solicello siamo ancora a mezzo inverno. Se c’è sole o sole tutto dell’inverno resta il brutto".

 

Non ci resta che aspettare e vedere che tempo farà il 2 febbraio, sperando che non sia una bella giornata.

 

Tratto da "Lunarium", Independently published, 2021

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