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Cronaca Internazionale
BEI (banca europea degli investimenti): un futuro (molto vicino) da banca della difesa militare?
L'Opinione di Luigi Cabrino
Articolo di Massimo Calleri
Pubblicato in data 10/02/2024

Si va delineando un futuro, molto prossimo, nel finanziamento delle strutture militari della difesa per la Banca Europea degli investimenti. Questa istituzione finanziaria, le cui azioni sono degli stati dell' Unione Europea, potrebbe diventare lo strumento per un riarmo -parola comunque non pronunciata- degli stati europei.

Come osserva l' agenzia eunews di armi e munizioni non si parla, almeno non apertamente. Ma le indicazioni che arrivano sembrano condurre in quella direzione. Partecipando al forum annuale della BEI il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha insistito sulla “necessità di investire di più e meglio nella nostra sicurezza e difesa“.

Un appello rivolto ad una platea ben precisa, fin qui impegnata su sostegno a operazione di natura civile. Anche lo speciale strumento per la difesa varata a maggio 2022,, a cui il gruppo ha dapprima destinato 6 miliardi di euro per poi aumentarne la portata a 8 miliardi a giugno 2023 sulla scia del mutato contesto internazionale e “la necessità crescente di finanziamenti nel settore”,  è comunque orientato a tecnologia e ricerca a scopi prettamente civili. I dirigenti della BEI hanno da tempo escluso la possibilità di finanziare campi come le munizioni, il lusso, il tabacco e la gran parte dei combustibili fossili. Ma gli azionisti sono gli Stati membri, e loro possono imporre un cambiamento di strategia.
 

Anche se, osserva sempre eunews, a ben guardare, il cambio di rotta è già stato in parte operato. Perché sulla base di questa iniziativa si possono richiedere finanziamenti per “mobilità militare” e ricerca in tecnologie a duplice uso civile-militare. Sono soprattutto queste ultime a poter aprire la strada a investimenti sempre più massicci verso il ‘non civile’. Un primo passo, che non dovrebbe essere né l’unico né, tanto meno, l’ultimo.
 

Intanto perché già i capi di Stato e di governo dell’UE, nelle conclusioni del vertice del Consiglio europeo di dicembre, avevano dato la chiara indicazione di “un ruolo rafforzato del gruppo Banca europea per gli investimenti a sostegno della sicurezza e della difesa europee”. E poi perché, sottolinea Michel, “la difesa è un pilastro della nostra sovranità europea“. Il gruppo BEI che finanzia la produzione militare? “Dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina abbiamo infranto innumerevoli tabù“, ricorda il presidente del Consiglio europeo.
 

Undici pacchetti di sanzioni senza precedenti, l’invio di mezzi militari ad un Paese terzo (l’Ucraina), e poi il riconoscimento della spesa pubblica nella difesa quale criterio per evitare procedure per deficit eccessivo nella proposta di nuovo patto di stabilità: tutte cose impensabile fino a pochi mesi fa, tutti tabù a dodici stelle caduti sulla scia del mutato contesto internazionale.
 

Un tabù infranto in più non farebbe la differenza....

Luigi Cabrino

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