Divagazioni sul pensiero religioso

Ipotesi a confronto: Trascendenza e Immanenza di Dio

La Questione religiosa è forse l’argomento più intimo che possiamo affrontare.

Gli Esseri umani intellettualmente liberi, hanno la possibilità di scegliere se affidarsi ai dogmi di una qualsivoglia struttura teologica o se utilizzare le proprie personali capacità spirituali e intellettuali per intraprendere un complesso percorso che permetta loro di affrontare, se non comprendere, l’arduo argomento.

L’educazione che abbiamo ricevuto ha certamente influito sulle nostre coscienze, condizionando sia le scelte religiose che quelle morali ad esse legate.

Molti di noi hanno ricevuto un’educazione religiosa di tipo dogmatico, venendo indottrinati, per non dire ammaestrati, ad accettare aprioristicamente una lunga serie di insegnamenti indimostrabili sul Piano della Logica e spesso in contraddizione tra loro.

Tali indottrinamenti son entrati nella consapevolezza di molti attraverso un concetto, la fede, che giustificherebbe ogni proposta teologica, più o meno sensata.

Attraverso la fede passa ogni concetto e viene accettata qualsivoglia ipotesi.

Durante la fase dogmatica della nostra educazione cattolica abbiamo conosciuto un concetto di divinità che potremmo definire “Trascendente”. Ovvero un dio al di fuori della Natura, quindi della Creazione, un vecchio con la barba che forse si annoiava da morire a curiosare tra le molteplici imperfezioni del proprio operato.

Un dio esterno che abitava una zona dell’Universo priva di Spazio–Tempo era già stata descritta da Dante, nel Paradiso, quando parlava dell’Empireo, il Primo Mobile che muoveva tutte le Sfere celesti.

In realtà l'Empireo fu proposto da Tolomeo nel secondo secolo d.C., ispirato alla dottrina di Aristotele.

Agli otto previsti dal filosofo greco, Tolomeo, introdusse un nono Cielo. Uno spazio che non conteneva alcun astro visibile e che fu ben accettato dai teologi medievali che ripresero questa visione, rafforzata dal fatto che il "Nove" fosse un numero perfetto in quanto esprimeva il "3" della Trinità moltiplicato per 3 volte.

Alcune iconografie presentano l'Empireo all'esterno dei nove Cieli.

C’è da chiedersi perché la visione cattolica abbia scelto questa strada per dipingere, anche in senso concreto, il concetto di divinità.

La Bibbia, dalla quale i Vangeli pare che abbiano preso ispirazione, non parla di un dio trascendente o immanente, parla di un Elohim, senza definirne alcuna caratteristica personale. Parla di un condottiero che conosce la vendetta e non conosce l’amore, qualcosa di assai diverso dal messaggio che viene trasmesso dalla Chiesa.

Rimando ai Lavori di Mauro Biglino e Zacaria Stchin eventuali preziosi approfondimenti su questo controverso argomento.

Da contraltare al concetto di Trascendenza viene declinato quello di Immanenza.

Si tratta di una visione Olistico-Spinoziana che afferma l’onnipresenza di Dio in ogni aspetto della Creazione, quindi dell’Universo.

Un Universo pervaso dalla divinità che ci riconduce ad un concetto di Panteismo, molto vicino allo Stoicismo che vede Dio impregnare e pervadere l’Universo in ogni sua parte.

Nello Spinozismo l’intero Universo si scioglie in Dio, nell’Uno-Tutto.

Per gli Stoici la Divinità non si identifica con la creazione ma la permea come suo fondamento intrinseco e necessità inevitabile.

In Plotino Dio non è solo Immanente ma anche Trascendente. Tuttavia il Dio plotiniano risulta essere superiore ad ogni realtà che permea.

Possiamo immaginare, a questo proposito, che possano esistere molti o infiniti Universi, manifestati secondo canoni spaziali infiniti o eterne temporalità, tuttavia l’essenza di Dio potrebbe comprendere Tutto senza esserne compreso a sua volta.

Interessante il pensiero di Giordano Bruno che interpreta  l'Universo come un Essere vitale e animato. Questo concetto possiede la facoltà dell’Intelletto universale, che pervade lo Spazio infinito creando le leggi che organizzano la materia di cui è fatto l’Universo e indirizzano la Natura a produrre le sue specie.

Potremmo dire che Bruno anticipi i concetti di Fisica Generale e Quantistica che parlano di interazioni deboli e forti, ovvero delle descrizioni di ciò che avviene nell’infinitamente grande dove opera la Gravità e nell’infinitamente piccolo dove vigono le forze quantistiche che tengono insieme gli atomi e le relative particelle.

Nella sua ipotesi potremmo anche intravedere i germi di una Teoria di un'Evoluzione pre-darwiniana.

Infine, nella concezione bruniana, tutto l’Universo è dotato di Intelligenza, e anche la Terra possiede quella che Egli stesso definisce l’Anima Mundi.

 

Egli in De l'infinito, universo e mondi scrive:

«Io dico Dio tutto infinito, perché da sé esclude ogni termine ed ogni suo attributo è uno ed infinito; e dico Dio totalmente infinito, perché tutto lui è in tutto il mondo, ed in ciascuna sua parte infinitamente e totalmente: al contrario dell'infinità dell'universo, la quale è totalmente in tutto, e non in queste parti (se pur, referendosi all'infinito, possono esser chiamate parti) che noi possiamo comprendere in quello.»

(G. Bruno, Dialoghi metafisici, Firenze, Sansoni 1985, p. 382)

 

Potremmo sintetizzare proponendo una similitudine: come l’energia non è scindibile dalla materia così la Divinità non lo è dalla Creazione.

Una visione di questo tipo sposta radicalmente il baricentro della figura umana, rapportandolo con la divinità in modo assolutamente diverso dalla concezione trascendente.

Se nel sistema Trascendente l’Uomo deve tendere a Dio per realizzare il proprio progetto di vita, nella visione Immanente l’Uomo stesso essendo partecipe di Dio può diventare egli stesso Dio ma solo dopo essersi liberato da tutte le imperfezioni della materia. Tale processo di Evoluzione spirituale non potrebbe avvenire in una sola vita ma richiederebbe un cospicuo numero di incarnazioni.

In questo caso potremmo vedere nell’Evoluzione biologica una sorta di ascesa verso una progressiva perfezione che ci conduce a Dio. Ovviamente l’Evoluzione spirituale dovrebbe seguire e concludere il processo di tale Evoluzione biologica.

Importante osservare che né l’Ebraismo né la religione islamica accettino rappresentazioni della divinità. Questo privilegio è riservato solo alla religione cristiana che sembra non preoccuparsi di questa anomalia.

Il Buddismo e l’Induismo non sembrano porsi neppure il problema del concetto di Divinità. Esiste invece un percorso di perfezionamento spirituale che attraverso le purificazioni di numerosissime vite conduce a stati dell’Essere sempre più distaccati dalla materia e sempre più vicini alla purezza dello Spirito.

Potremmo ipotizzare che per queste religioni il concetto di Dio non sia necessario, essendo la Natura stessa cosa sacra e divina al tempo stesso, come pensano anche gli spinoziani e molti filosofi greci, e in modo molto simile lo stesso Giordano Bruno.

Per completezza d'informazioni vogliamo domandarci in che cosa crede la Massoneria?

La risposta non è semplice ma tenteremo di proporre alcune considerazioni. Esprimerò, a tal proposito, alcune mie opinioni personali, specificando che la Massoneria è un'Istituzione adogmatica, non è una religione, ma si pone di fronte alla "Questione religiosa" con il massimo rispetto e la massima attenzione. La Libera Muratoria crede in un Grande Architetto dell’Universo ovvero un Ente supremo che si esprime nella creazione dell’Universo e nell'identificazione con l'Universo. Quindi la natura spirituale di questa Entità, potrebbe essere interpretata come Trascendente e, al tempo stesso, come Immanente, in quanto non limitata da recinti o barriere Spazio-Temporali 

Quindi potremmo dire che il Pensiero massonico operi una forma di sincretismo, come fece lo stesso Plotino e in modo simile Giordano Bruno, con l’intenzione di limitare, se non annientare, la divisione dualistica tra un Dio Trascendente e un Dio Immanente.

Volendo azzardare un ardito paragone con la Fisica quantistica si potrebbe dire che la natura Trascendente o Immanente di Dio dipenda solo dall’atteggiamento del ricercatore, esattamente come nel caso del Fotone che si comporta come onda o come particella in funzione del modo con il quale l’osservatore decida di osservarlo.

Se vogliamo osservare Dio come Entità trascendente lo possiamo fare, oppure se ne percepiamo l’onnipresenza in tutte le espressioni di Madre Natura, dove la Bellezza potrebbe essere la Sua firma, nessuno avrà mai il potere di contraddirci.

Ipotizzare una Visione Quantistica di Dio potrebbe sembrare effettivamente azzardato, tuttavia tale ipotesi realizzerebbe, senza dichiarare alcun vinto o vincitore, una sintesi filosofica in grado di comprendere ogni aspetto di Colui che per definizione comprensibile non è.

Un ultima considerazione: per i mistici Kabbalisti esiste il concetto di Ain Soph Aur che intende rappresentare l’idea di Dio.

Fatto assi curioso è che non sia concesso esprimere a tal proposito alcun aggettivo o definizione, al punto che non è possibile neppure utilizzare l’appellativo di Esistente…

Gli Uomini liberi non si scandalizzano mai di fronte alle altrui idee o convinzioni, anzi sono sempre disposti ad accettare il “nuovo”, operando su di sé continui cambiamenti.

 

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 10/10/2021