Immigrazione criminale: furti e spaccio i reati pi¨ cari agli albanesi

Il crescente numero di cittadini albanesi arrestati deve essere affrontato a livello politico e diplomatico. Gli italiani meritano di vivere in una nazione sicura.

Da qualche mese a questa parte sto cercando di porre all’attenzione dei nostri lettori il grave ed annoso problema dell’immigrazione che, a conti fatti, ci sta procurando più danni che benefici.

La Sinistra buonista ed irrealista, quando viene interpellata sulla questione, dice che il problema dell’immigrazione non esiste mentre esiste, invece, un problema di mancata integrazione. Ma è proprio così?

Una ventina di giorni fa in Lombardia la Procura della Repubblica ha coordinato un’operazione della Squadra Mobile della Questura di Lodi che ha portato all’arresto di due cittadini albanesi e di un cittadino romeno, già pregiudicati, accusati di 27 furti nelle zone di Lodi, Monza e Milano.

Al momento del fermo gli uomini della Polizia di Stato hanno rinvenuto seimila euro in banconote, abbigliamento griffato e numerosi monili.

Pochi giorni fa, sempre in Lombardia, la Procura della Repubblica ha coordinato un operazione della Squadra Mobile della Questura di Milano che ha portato all’arresto in flagranza di reato di un cittadino albanese di 30 anni che deteneva un chilogrammo di eroina, un etto di hashish e 11.500 euro in contanti scaturiti dall’attività di spaccio.

Il caso più eclatante, però, è quello di un cittadino albanese di 26 anni che ha violato la quarantena per uscire – nonostante fosse positivo al Covid-19 – a spacciare sostanze stupefacenti.

L’arresto è stato eseguito dai militari del Nucleo Operativo Radio Mobile dei Carabinieri di La Spezia che, durante un controllo di polizia, hanno rinvenuto l’immigrato mentre cedeva una dose da un grammo di cocaina ad un commerciante dello spezzino.

I militari dell’Arma hanno poi proceduto alla perquisizione personale e del veicolo del fermato e lì hanno rinvenuto un altro grammo di cocaina e 500 euro in contanti. Non paghi si sono recati presso l’abitazione del giovane immigrato dove hanno trovato ulteriori 7.400 euro ritenuti provento dello spaccio e, pertanto, sottoposti a sequestro giudiziario.

Il giovane immigrato – forse per non essere tradotto in carcere – ha confessato ai Carabinieri di essere positivo al Covid-19. I militari hanno perciò sanzionato il soggetto anche per la violazione delle norme anti-diffusione della pandemia e – dopo aver sentito la locale Procura – lo hanno sottoposto ad arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida del fermo.

Tre casi criminali compiuti in pochi giorni da cittadini immigrati quasi tutti di etnia albanese.

Le carceri italiane, come tutti ben sappiamo, sono sovraffollate e la Polizia Penitenziaria sta davvero boccheggiando per riuscire a svolgere il servizio e non soccombere sotto il peso del preoccupante sottorganico.

Il numero di cittadini albanesi in carcere è altissimo. Un rapporto dell’Associazione “Antigone” del 2019 (fondato su dati forniti dall’Istat e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) dice che il 14% dei detenuti nelle carceri italiane proviene dall’Albania.

Per quanto ancora il Popolo Italiano dovrà continuare a mantenere tutti questi criminali provenienti dal “Paese delle aquile”?

La questione è annosa e sarebbe il caso che il Ministro della Giustizia Marta Cartabia, di concerto con il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, prendesse accordi con l’Albania per rispedirgli, senza troppi complimenti, i suoi figli che sono venuti nel nostro Paese con il solo scopo di delinquere.

Sicuramente continueremo a seguire questa questione e vi terremo informati.

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Articolo pubblicato il 18/02/2022